30 giugno 2014

Il Compagno è ancora all'ingresso. Pare che i Maestri non abbiano molta voglia di farlo entrare.

D: Non era certo una situazione piacevole.
R: Il Copritore aveva chiuso la porta a pochi palmi dal mio naso. Ero praticamente ristretto in poco spazio, tra i due Esperti armati pronti ad eseguire qualunque ordine del Venerabilissimo Maestro. Non vedevo nulla ed ero molto agitato.
D: Sì, era proprio una brutta condizione.
R: A questo punto iniziò un dialogo tra il Venerabilissimo Maestro e il 1° Sorvegliante. Inutile dire che io ero l'oggetto del dialogo.
D: Come si svolse il dialogo?
R: Il Venerabilissimo chiese al 1° Sorvegliante se mi conoscesse.
D: E lui?
R: Diede una risposta positiva. Aggiunse che mi aveva visto salire sulla scala a due rampe.
D: Due rampe?
R: Sì, la prima di tre scalini e l'altra di cinque.
D: E il Venerabilissimo Maestro?
R: Chiese al 1° Sorvegliante se avesse seguito il mio lavoro:
D: Quale fu la risposta?
R: Il 1° Sorvegliante mi aveva visto squadrare la Pietra Grezza.
D: La vostra situazione quindi stava migliorando.
R: Credete? Il Venerabilissimo Maestro sembrava incontenibile: "Non basta - ribadì - che altro sa fare?". Non l'avevo mai visto così esigente.
D: Che risposta ebbe?
R: Il 1° Sorvegliante assicurò che conoscevo l'uso della Squadra, del Compasso, del Regolo, della Perpendicolare e della Livella.
D: Poi?
R: Il 1° Sorvegliante garantì che il mio Lavoro aveva prodotto una Pietra Cubica.
D: Fu un giudizio estremamente positivo, avrà sicuramente soddisfatto il Venerabilissimo Maestro.

R: E invece no.

29 giugno 2014

Sulla soglia del Tempio

Il Compagno ha bussato e... in un certo modo gli è stato aperto. Ma non pare venga accolto favorevolmente.

D: Perché rispose il 1° Esperto?
R: Suppongo che ormai mi conoscesse bene: mi aveva sorretto quando bussai da profano alla porta del Tempio e fu sempre lui ad avermi accompagnato a bussare da Apprendista alla Camera di Compagno.
D: Cosa rispose il 1° Esperto?
R: Che io ritenevo di meritare un aumento di salario.
D: E il Venerabilissimo Maestro?
R: Si mostrò ancora brusco. Non mi cacciò, ma puntualizzò che avrei dovuto provare il mio merito.
D: Non disse altro?
R: Aggiunse una cosa che mi agghiacciò. Ordinò ai Maestri di armarsi per difendersi (evidentemente da me, l'unico estraneo) perché avrei potuto essere uno dei cattivi Compagni che avevano cercato di impossessarsi con la forza dei segreti della Muratorìa.
D: Voi cosa faceste?
R: Nulla, restai immobilizzato tra i due Esperti mentre udivo i Maestri sfoderare le spade e sentivo quelle spade tintinnare  minacciosamente.
D: E poi?
R: Risuonò la voce del Venerabilissimo Maestro, niente affatto rassicurante: Che entri, ma resti presso la porta per essere interrogato.
D: Quindi vi ha fatto entrare?
R: Non capite? Mi ha lasciato alla porta; non ho avuto nemmeno il permesso di andare tra le Colonne come viene concesso a chiunque entri a Tornata aperta.
D: Però siete entrato!
R: Sì, ma come? Trascinato all'indietro, con due spade puntate sul petto.
D: Ma siete entrato!
R: Per modo di dire. E' vero che mi avevano lasciato le braccia e abbassato le spade, ma la minaccia nei miei confronti era palpabile.
D: Ma eravate pur sempre nel Tempio!

R: No, ero sulla soglia, rivolto all'indietro (verso l'esterno!?!) sotto la minaccia di un fosco avvertimento: Non osi guardare l'Oriente!

28 giugno 2014

Alla porta del Tempio

Il Compagno ha bussato alla porta della Camera di Mezzo. Ma è disorientato: l'accoglienza pare ostile.

D: Cosa accadde poi?
R: Mi aspettavo di udire la voce del Copritore Interno domandare cosa fosse quel trambusto, invece alla porta venne il 1° Sorvegliante in persona.
D: Perché venne il 1° Sorvegliante e non il Copritore?
R: Evidentemente nel Tempio c'era una situazione molto grave, che non potevo nemmeno immaginare. In quel momento desiderai non aver mai bussato alla porta.
D: Cosa domandò il 1° Sorvegliante?
R: Tre sole parole, con tono spiccio e severo: "Chi è là?".
D: Non disse altro?
R: No, e non rispose nemmeno al 1° Esperto.
D: Che disse il 1° Esperto?
R: Che conduceva un Compagno desideroso di entrare nella Camera di Mezzo.
D: Come si comportò il 1° Sorvegliante?
R: La porta era aperta: non potevo vedere ma solo ascoltare ciò che succedeva.
D: Che successe?
R: Udii il 1° Sorvegliante ritornare al proprio posto, senza dire nulla. Immagino che sulla porta ci fosse il Copritore a sorvegliare.
D: Chi rispose al 1° Esperto?
R: La risposta venne da chi non mi sarei mai aspettato: il Maestro Venerabile o Venerabilissimo Maestro, come veniva ora chiamato. Rispose direttamente al 1° Esperto senza passare attraverso il 1° Sorvegliante. Era una situazione anomala, era certamente successo un fatto gravissimo.
D: Cosa disse il Venerabilissimo Maestro?
R: Che solo i Maestri hanno il diritto di entrare. Poi aggiunse, con una voce che captai come ostile: Come osa un Compagno?
D: E voi?
R: Immobilizzato dai due FFrr. Esperti non potei far nulla.
D: Non rispondeste?

R: No, io non risposi. A quel punto io avrei voluto scusarmi e andar via; invece per me rispose il 1° Esperto.

27 giugno 2014

Il Compagno chiede l'aumento di salario

E' trascorso del tempo. Il Compagno d'Arte che abbiamo accompagnato nel rito di Elevazione ha lavorato sodo e chiede un aumento di salario.

 D: Dove siete stato elevato al Grado di Maestro Libero Muratore?
R: Nella Camera di Mezzo, cioè in una Loggia di Maestri Liberi Muratori.
D: In che modo siete stato elevato?
R: Il Fr. 1° Esperto e il suo accompagnatore 2° Esperto mi fecero riflettere sull'importanza del passo che mi accingevo a compiere.
D: Come eravate vestito?
R: Indossavo il Grembiule da Compagno d'Arte, ma non portavo i guanti.
D: Cosa fecero i FFrr. Esperti?
R: Mi afferrarono per le braccia, mi puntarono al petto le spade che impugnavano e mi fecero retrocedere fino alla porta del Tempio.
D: Perché gli Esperti erano armati di spade?
R: Ne rimasi sorpreso; nel Grado precedente non fui trattato così bruscamente. Sembrava quasi che mi incolpassero di qualcosa.
D: Cosa faceste alla porta del Tempio?
R: Nulla, ero completamente immobilizzato e camminando all'indietro non mi resi quasi conto di ciò che stava per succedere.
D: Come poté aprirsi la porta?
R: Il 1° Esperto bussò per conto mio.
D: Come bussò.
R: Bussò da Compagno Libero Muratore, come avrei fatto io se non mi avessero immobilizzato.
D: Che successe dentro al Tempio?
R: La porta era chiusa ed io ero rivolto all'indietro. Riuscii però a percepire alcune voci.
D: Cosa dicevano?
R: Qualcuno (capii più tardi che era il 1° Sorvegliante) avvertì il Maestro Venerabile (ma con una punta di sgomento sentii che veniva chiamato Venerabilissimo Maestro) che si batteva da Compagno alla porta del Tempio (ma non disse Tempio, bensì usò l'espressione Camera di Mezzo).
D: Perché parlate di sgomento?
R: Sembrava quasi che a dirigere la Loggia non fosse il Maestro Venerabile che conoscevo, ma un'altra persona. Lo sgomento aumentò perché la risposta di questo Venerabilissimo Maestro non fu rassicurante.
D: In che senso?
R: Ordinò al 1° Sorvegliante di controllare chi osasse battere alla porta, come se il bussare fosse più una trasgressione da punire che la richiesta di un giusto salario.

26 giugno 2014

La Proclamazione a Compagno

Ecco le ultime battute del Rito di Passaggio.

D: Come si svolse l'esame?
R: Il 2° Sorvegliante mi chiese Ordine, Segno, Toccamento, Parola Sacra e Parola di Passo.
D: Come rispondeste?
R: Risposi alle richieste come mi era stato insegnato.
D: Cosa fece il 2° Sorvegliante?
R: Il 2° Sorvegliante comunicò al 1° Sorvegliante l'esito positivo dell'esame.
D: Voi cosa faceste?
R: Mi recai dal 1° Sorvegliante per sottopormi allo stesso esame.
D: Come andò l'esame?
R: Risposi anche questa volta correttamente.
D: Poi che successe?
R: Il 1° Sorvegliante comunicò al Maestro Venerabile che conoscevo Segno, Parole e Toccamento di Compagno d'Arte.
D: Il Maestro Venerabile cosa fece?
R: Il Maestro Venerabile incaricò il Maestro delle Cerimonie e il Fr. Esperto di insegnarmi a lavorare come un Compagno d'Arte.
D: Dove si svolge il lavoro di Compagno?
R: Il Compagno lavora la Pietra Sgrossata.
D: Con che strumenti la lavora?
R: Mentre l'Apprendista lavora la Pietra Grezza con il Maglietto, il Compagno lavora la Pietra Sgrossata con Maglietto e Scalpello.
D: Come vi fu insegnato a lavorare la Pietra Sgrossata?
R: Con cinque colpi, secondo la cadenza della Batteria.
D: Voi batteste cinque colpi?
R: Sì, poi fui ricondotto tra le Colonne.
D: Il vostro Lavoro fu approvato?
R: Sì, il 1° Sorvegliante comunicò al Maestro Venerabile che conoscevo il Lavoro che avrei dovuto svolgere come Compagno.
D: Il Maestro Venerabile approvò il Lavoro?
R: Sì, infatti, messi tutti i Fratelli all'Ordine, proclamò il mio ricevimento come Compagno d'Arte.
D: Cosa fecero i Sorveglianti?
R: I Sorveglianti ripeterono alle rispettive Colonne che il Maestro Venerabile mi aveva proclamato Compagno d'Arte.
D: Come si manifestò il giubilo?
R: Il Maestro Venerabile chiamò una Batteria di saluto.
D: Come si svolse la Batteria?
R: Secondo la cadenza del Grado.
D: Cosa fece il Maestro Venerabile?

R: Chiamò l'Oratore di Loggia a trarre le conclusioni del rito.

25 giugno 2014

Il Rito si avvia alla conclusione

Ormai siamo giunti al termine del Passaggio a Compagno.

D: Cosa faceste tra le Colonne?
R: Il Maestro Venerabile si rivolse a me e mi chiamò per la prima volta Compagno.
D: Solo questo?
R: No. Mi ricordò che come Compagno il mio compito era il perfezionamento del lavoro degli Apprendisti.
D: Quindi è cambiato il vostro lavoro?
R: Sì, e per ricordarmelo il Maestro Venerabile  stabilì che avrei ricevuto il mio salario alla Colonna J (jod).
D: Non vi disse altro?
R: Il Maestro Venerabile mi incitò ad impegnarmi nel correggere i difetti dei Fratelli meno illuminati.
D: Quindi dovete aiutare i vostri Fratelli?
R: Certo, ma anche - continuò il Maestro Venerabile - dovrò coprirli con il Grembiule della Tolleranza.
D: Come proseguì il rito?
R: Il Maestro delle Cerimonie e il fr. Esperto mi condussero nella Sala dei Passi Perduti per completare la mia istruzione da Compagno.
D: Cosa vi insegnarono?

D: Mentre venivate istruito cosa succedeva nel Tempio?.
R: Durante la mia istruzione i lavori furono sospesi: il Maestro Venerabile concesse cinque minuti di ricreazione.
D: Quando terminaste l'istruzione come procedeste?
R: Il termine della mia istruzione fu comunicato al Maestro Venerabile che fece richiamare la Loggia dalla ricreazione al lavoro.
D: Voi cosa faceste?
R: Il Maestro delle Cerimonie e il Fr. Esperto mi accompagnarono alla porta del Tempio e mi fecero bussare.
D: Come bussaste?
R: Secondo la cadenza della Batteria da Compagno d'Arte.
D: Poi cosa faceste?
R: Il Copritore aprì la porta e, senza attendere oltre, il Maestro delle Cerimonie ed il Fr. Esperto entrarono.
D: Voi non entraste?
R: Io entrai dopo di loro, così potei consolidare la mia istruzione osservando il loro procedere.
D: Come entraste?
R: Entrai con il Passo di un Compagno d'Arte Libero Muratore.
D: Poi?
R: Salutai il Maestro Venerabile, quindi il 1° e il 2° Sorvegliante.
D: Risposero al saluto?
R: Sì, ogni volta che in Loggia si saluta è necessario rispondere.
D: Come risposero?
R: Essendo seduti non poterono far altro che rispondere chinando il capo.
D: Non faceste altro?
R: Dopo il saluto mi recai dal 2° Sorvegliante per l'esame della mia istruzione.

24 giugno 2014

L'Apprendista passa Compagno

Ora, finalmente, l'Apprendista passa Compagno di Mestiere.

D: Cosa faceste all'Ara del Lavoro?
R: Il Maestro Venerabile mise tutti Fratelli all'Ordine e mi fece posare la mano destra sull'Ara del Lavoro.
D: Ah! Eravate dunque già Compagno?
R: No, non ancora. Infatti il Maestro Venerabile mi chiamò “Carissimo Fratello Apprendista”.
D: Era dunque un momento importante?
R: Sì. Il Maestro Venerabile volle che si innalzasse un pensiero corale in onore del Lavoro, prima e suprema virtù muratoria.
D: E voi non assumeste nessun impegno?
R: Certo. Il Maestro Venerabile mi fece avvicinare all'Altare per assumere l'impegno.
D: In quale posizione prometteste?
R: Ero inginocchiato sul ginocchio sinistro e avevo la mano sinistra sul Libro della Legge Sacra.
D: Cosa prometteste?
R: Di non rivelare i segreti che mi sarebbero stati confidati né agli Apprendisti né ai profani.
D: E poi?
R: Di seguire le Costituzioni dell'Ordine, di consacrarmi al Bene dell'Umanità, alla diffusione e applicazione dei princìpi massonici.
D: Dopo che avete prestato la Promessa Solenne cosa fece il Maestro Venerabile?
R: Scese dal Trono con la Spada Fiammeggiante.
D: Come usò la Spada Fiammeggiante?
R: Il Maestro Venerabile me la pose sul capo mentre pronunciava la formula che mi fece diventare Compagno.
D: Cosa dice la formula?
R: L'atto è compiuto Alla Gloria Del Grande Architetto Dell'Universo. Il Maestro Venerabile agisce in nome e sotto gli auspici del Grande Oriente d'Italia e per i poteri che gli sono stati conferiti come Maestro Venerabile della Loggia.
D: In che momento effettivamente diventaste Compagno?
R: Quando il Maestro Venerabile dichiarò formalmente: “ti ricevo e ti nomino Compagno d’Arte Libero Muratore”.
D: Il Maestro Venerabile non fece altro?
R: Sì, batté con il Maglietto sulla Spada Fiammeggiante posata sul mio capo.
D: Quanti colpi batté?
R: Cinque colpi, secondo la cadenza della Batteria.
D: Qual è la cadenza della Batteria?
R: ● ●
D: Che fece il Maestro Venerabile?
R: Mi fece alzare e mi abbassò la bavetta del Grembiule, come già mi aveva annunciato al termine del quinto viaggio.
D: Fece altro?
R: No, il Maestro Venerabile tornò al proprio posto e il Maestro delle Cerimonie mi portò tra le Colonne.

D: Cosa faceste tra le Colonne.
Questo lavoro non vuole essere un saggio, ma è semplice raccolta di appunti, annotati anche in tempi diversi, a commento di tornate rituali o dopo riflessioni e meditazioni o dopo letture. E’ quindi stesura provvisoria (a volte ripetitiva) e sempre lo sarà perché legato strettamente al mio percorso, che in questa dimensione terminerà solo quando salirò sulla Grande Montagna.
La bibliografia fondamentale è riferita a lavori rituali delle camere cui ho partecipato. Ciò non toglie che nello scrivere e sistemare gli appunti abbia fatto riferimento anche ad altre letture. Poiché gli autori letti hanno a volte espresso con più precisione ciò che sentivo, in quelle occasioni ho riportato i loro passi.