26 novembre 2018

Simbolo

Per sua natura il simbolo deve essere ambiguo.

Il simbolo deve evocare, suggerire, stimolare uomini diversi che percorrono sentieri diversi. In caso contrario non è più un simbolo ma diventa una specie di piccolo assoluto.

O dogma, come dicono alcuni.

Io invece penso al simbolo come a certe sculture medievali del crocefisso: guardando da un lato si vede la sofferenza del moribondo, di fronte l’attimo del morire e dall’altro lato la serenità di chi è altrove: non sono tre sculture diverse, sei tu che guardi diversamente.

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Questo lavoro non vuole essere un saggio, ma è semplice raccolta di appunti, annotati anche in tempi diversi, a commento di tornate rituali o dopo riflessioni e meditazioni o dopo letture. E’ quindi stesura provvisoria (a volte ripetitiva) e sempre lo sarà perché legato strettamente al mio percorso, che in questa dimensione terminerà solo quando salirò sulla Grande Montagna.
La bibliografia fondamentale è riferita a lavori rituali delle camere cui ho partecipato. Ciò non toglie che nello scrivere e sistemare gli appunti abbia fatto riferimento anche ad altre letture. Poiché gli autori letti hanno a volte espresso con più precisione ciò che sentivo, in quelle occasioni ho riportato i loro passi.