domenica 27 settembre 2009

5.4 Il Volume della Legge Sacra

Con squadra e compasso forma il ternario delle Grandi Luci.

Non è possibile che si svolgano lavori muratori senza che il Libro sia aperto e vi sia sovrapposto, nel modo appropriato del Grado dei lavori, squadra e compasso.

Il problema fondamentale, sul quale si sono riversati fiumi di inchiostro, è sul senso del Libro della Sacra Legge, su quale sia e a quale passo vada aperto.

La Massoneria non prescrive statutariamente quale debba essere il Libro sull’Ara, ma l’uso e la genesi del massone hanno portato la scelta sulla Bibbia. Le ragioni sono ovvie. La Massoneria è nata in ambito cristiano, e pur lasciando libertà di religione ai propri adepti è innegabile che la quasi totalità dei massoni sia di formazione cristiana o ebraica. Se poi nel tempo vi sono stati e vi sono massoni non cristiani o non ebrei, il fenomeno resta tuttavia marginale.

Ciò ha comportato che la scelta del Libro Sacro fosse la Bibbia (pur nelle sue differenti versioni). Trascurabili e secondarie infatti sono – a mio parere – le presenze di altri Libri (anche se nulla ne vieta la presenza).

Credo che vadano puntualizzate alcune considerazioni.
1. La presenza del Libro è obbligatoria durante i lavori di Loggia.

2. Il Libro viene aperto, ma non vi si legge nessun passo.

3. Sul Libro aperto è posto il sigillo di squadra e compasso, in posizioni differenti a seconda dei gradi in cui l’officina lavora.Il passo su cui è aperto il Libro è l’incipit del Vangelo di Giovanni (secondo i nuovi rituali del Goi). Non è una prescrizione universale, tanto che nei rituali del Goi in essere alla mia affiliazione (1972) l’apertura poteva essere sia al vangelo di Giovanni sia a 2 Cronache 6. In altre Obbedienze si apre il Libro in punti diversi. A volte il Libro viene aperto in passi diversi a seconda del grado in cui si lavora.
[In Inghilterra il Rituale Bristol prevede l'apertura del Libro a Ruth 2:19 in Primo Grado, Giudici 12:5-6 in Secondo e Genesi 4:22 in Terzo (brani che ricordano le Parole di Passo del grado). Il Rituale Emulation invece apre al capitolo sesto di 2 Cronache (la preghiera di Salomone al termine della costruzione del Tempio).

Negli Stati Uniti (vedi il sito http://bessel.org/vslopen.htm) in diverse Gran Logge l'apertura è sul Salmo 133 (quello che incomincia: Oh, come è bello e come soave / che i fratelli dimorino insieme...) per il grado di Apprendista, sul capitolo settimo del libro di Amos (là dove il profeta vede il Signore su un muro con in mano il filo a piombo) per quello di Compagno d'Arte e in grado di Maestro sul capitolo dodicesimo del Qoelet (l'Ecclesiaste): Ricordati del tuo Creatore nei giorni della tua giovinezza... fino al versetto 7: ...e la polvere torni alla terra come era prima e lo spirito torni a Dio che l'ha dato. In altre Gran Logge si apre in passi diversi e diversi per i tre gradi. In altre invece l'apertura è causale, ma non su pagine con disegni. Interessante la Gran Loggia del Mississippi: il Libro è aperto a circa un terzo per il grado di Apprendista, a circa due terzi per quello di Compagno e a circa metà per quello di Maestro. A volte Squadra e Compasso non sono posti sul Libro, ma a destra del Libro aperto o alla sua sinistra. Il Grande Oriente di Francia lavora con un Libro dalle pagine bianche ad indicare l'affrancamento da qualunque religione rivelata.

Nel sito della Gran Loggia della Columbia Britannica e Yukon (Canada occidentale) si legge: Un Volume della Legge Sacra – generalmente l'edizione del 1611 della versione di Re Giacomo della Sacra Bibbia - deve essere aperto sopra l'altare, mentre una loggia è al lavoro, ma poche giurisdizioni specificano in quale pagina, o se un passo delle Sacre Scritture debba essere letto.
Per quanto non vi sia alcun obbligo costituzionale di aprire il volume della Sacra Legge a uno specifico passaggio, o per leggere un brano specifico, alcuni in questa giurisdizione
[la Gran Loggia della Columbia] hanno sviluppato le loro pratiche, scegliendo di non leggere la Scrittura, o leggere altri passaggi. Tale giurisdizione non definisce il Volume della Sacra Legge, come la Sacra Bibbia cristiana, anche se molte giurisdizioni americane lo fanno. Ecclesiaste 12:1 è recitato prima dell'apertura di una loggia massonica in grado di Maestro in Inghilterra e in Canada, mentre Ecclesiaste 12 da 1 a 7 verrà letto nel corso di un funerale massonico. Per l'apertura di loggia, alcuni preferiscono il Salmo 133.]

[Mi pare appropriato dal punto di vista operativo il riferimento ai primi versetti del capitolo sesto del primo Libro dei Re (come indicato nel cosiddetto Manoscritto Graham del 1726).
Il quattrocentottantesimo anno dopo l'uscita dei figli d'Israele dal paese d'Egitto, nel quarto anno del suo regno sopra Israele, nel mese di Ziv, che è il secondo mese, Salomone cominciò a costruire la casa per il SIGNORE.
La casa che il re Salomone costruì per il SIGNORE aveva sessanta cubiti di lunghezza, venti di larghezza, trenta di altezza.
Il Portico sul davanti del luogo santo della casa si estendeva per venti cubiti rispondenti alla larghezza della casa ed era profondo dieci cubiti sul davanti della casa.
Il re fece alla casa delle finestre a reticolato fisso.
Egli costruì, a ridosso del muro della casa, tutto intorno, dei piani che circondavano i muri della casa, cioè del luogo santo e del luogo santissimo; e fece delle camere laterali, tutto intorno.
Il piano inferiore era largo cinque cubiti; quello di mezzo sei cubiti, e il terzo sette cubiti; perché egli aveva fatto delle sporgenze intorno ai muri esterni della casa, affinché le travi non fossero incastrate nei muri della casa.
Per la costruzione della casa si servirono di pietre già preparate nella cava; così nella casa, durante la sua costruzione, non si udì mai rumore di martello, d'ascia o d'altro strumento di ferro.
L'ingresso del piano di mezzo si trovava sul lato destro della casa; per una scala a chiocciola si saliva al piano di mezzo, e dal piano di mezzo al terzo.
Dopo aver finito di costruire la casa, Salomone la coprì di travi e di assi di legno di cedro.
Fece i piani addossati a tutta la casa dando a ognuno cinque cubiti d'altezza, e li collegò alla casa con travi di cedro
. ( 1 Re 6 1-10)]

Ritengo si possa stabilire che al lavoro muratorio è estranea una qualunque rivelazione susseguente all’«uso» di un testo che la coscienza dei partecipanti ritiene “rivelato” (nel senso di comunicato da una entità divina, non di “nuovamente velato”).

Nel 1929 la Gran Loggia Unita di Inghilterra emanò alcuni Basic Principles for Grand Lodge Recognition, (cfr. capitolo Regolarità) tra i quali il secondo recita: Che una credenza nel G. A. D. U. e nella sua volontà rivelata (l'evidenziatura è mia) sia una qualificazione essenziale per l’appartenenza. Inoltre il punto seguente ribadisce: Che tutti gli iniziati assumano le loro obbligazioni sopra o in piena vista del Volume aperto della Legge Sacra per il quale si intende la rivelazione dall’alto che è vincolante sulla coscienza del singolo individuo che viene iniziato (l'evidenziatura è mia). I principi basici contraddicono quanto ho scritto. Forse non sono un massone regolare?
Per conto mio mi sento in sintonia con Moramarco (Nuova Enciclopedia Massonica, op. cit., v. 1, p. 478): per «volontà rivelata» si deve intendere la «normatività» della credenza in Dio…, in altre parole l’accettazione… di un codice di valori e di comportamento ispirato alla… personale (anche se condivisa da altri) percezione del divino e con tutto ciò che può significare – aggiungo io – il termine divino. Infatti se nella visione cristiana tutto parte dalla rivelazione, nella ricerca dell’uomo, invece, tutto parte dall’uomo che tenta di far risuonare in sé la parola perduta (o non trovata): l’obiettivo della libera ricerca non è necessariamente la rivelazione.]
La presenza del Libro Sacro impone quindi il necessario riferimento alla sfera del sacro, non alla sfera religiosa (opportunamente il rituale impone di non parlare né di politica, né di religione, non solo perché politica e religione possono dividere e dividono gli animi, quanto perché non sono l'obiettivo dei lavori e non vi è ancora la maturità muratoria necessaria per affrontare in chiave simbolica tali “temi”).

Credo quindi di poter affermare che la presenza del Libro della Legge (non di un Libro della Legge) svincoli la presenza del sacro da quella particolare dottrina religiosa. Se quindi posso accettare che sull’ara vi sia un Libro della Legge Sacra (Bibbia, coerentemente con la mia formazione in ambito sociale cristiano, oppure altro testo) come espressione non di una certa rivelazione ma di richiamo al senso del sacro, mi è invece più difficile accettare la presenza contemporanea di più Libri della Legge Sacra (in tal modo infatti si accetterebbe la definitività delle singole rivelazioni religiose). Inaccettabile invece e al di fuori del sentiero muratorio la presenza di Libri intoccabili da massoni che non seguono quella particolare fede religiosa.

Come mi farebbe sentire a disagio la presenza contemporanea sull’ara di diversi Libri in base al credo religioso dei singoli fratelli partecipanti ai lavori.

[Mi riferisco alla presenza contemporanea sull’ara in certe Logge di diversi Libri della Legge Sacra in base alla fede religiosa dei fratelli. Addirittura in alcuni casi uno di essi, il Corano, sarebbe coperto da un velo e vi sarebbe la proibizione per il massone non musulmano di toccarlo: solo il massone musulmano infatti potrebbe aprirlo. E’ una posizione che ritengo sostanzialmente estranea al metodo muratorio, anche se risulta coerente con l’opinione di chi – cristiano – intende attribuire alla sola Bibbia un particolare ruolo e conseguentemente (diamine! è tollerante) accetta che massoni di altre fedi (sic!) religiose attribuiscano quel ruolo ad altri Libri.
Inoltre ogni libro sacro è legato al tempo in cui visse quell'interprete del “divino”. Più precisamente: chi interpretò ciò che sentiva (redigendo quello che per molti diventò un libro sacro) era necessariamente figlio della sua epoca (pur collegandosi con l'universale). Probabilmente oggi i vangeli verrebbero scritti in diverso modo, pur esprimendo in parte le stesse cose. Dico in parte perché negli ultimi duemila anni l'umanità è cambiata e non è più quella di allora (io personalmente ho una concezione storicista delle religioni). E’ quindi non solo inutile una esposizione di diversi libri sacri, ma si dimostra comportamento fondamentalmente estraneo al metodo muratorio. Il camminatore non interpreta il Libro come parola divina, ma lo riscrive come progetto dell’uomo.
L’ara non è la vetrina di un libraio e il concetto di Libro della Sacra Legge deve essere svincolato, per l’universalità cui tende la Libera Muratoria, dalle singole religioni. Meglio sarebbe allora porre sull’ara un Libro dalle pagine non scritte a significare la inintelligibilità del sacro (che non si legge, ma si scopre) – con buona pace della Gran Loggia d’Inghilterra.

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