venerdì 11 settembre 2009

2.4 La Massoneria: considerazioni

Una tentazione nella quale prima o poi il massone cade consiste nel dare una definizione della Massoneria o almeno di provarne a spiegare il fondamento. Ancora qualche anno fa nel Goi si disquisiva sull’antropologia massonica, sulla scia di un libretto che ebbe all’epoca il suo momento di gloria. Mi riferisco all’allora Gran Maestro Di Bernardo e alla sua Filosofia della Massoneria, tanto osannata al tempo quanto desueta oggi.
Ne accenno solo perché fu un altro degli innumerevoli tentativi di esaminare con gli strumenti di una disciplina (la filosofia o una scienza positiva) ciò che ben difficilmente può esserlo.

Il massone che prova a “definire” cosa è (per lui) la massoneria si trova di fronte a difficoltà insormontabili, in quanto pretende di definire qualcosa di non definibile. Tutt’al più può cercare di specificare che cosa non è la Massoneria.

La massoneria non è una filosofia, anche se il massone ha una sua filosofia.
La massoneria non è una antropologia, anche se il massone ha una sua antropologia.
La massoneria non è una morale, anche se il massone ha una sua morale.
La massoneria non è una religione, anche se il massone ha (può avere) una sua religione.

E così via. Qualunque inclusione od esclusione definitoria non può che ribadire il divario tra il singolo massone e la istituzione tutta: ciò che intravede il singolo non può riferirsi – quasi per definizione – al tutto.

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