Massoneria operativa significa ierofania della pietra organizzata da un insieme di tecniche professionali, di geometria, di lavoro. Attraverso gli strumenti del lavoro (squadra, compasso, regolo, cazzuola,...) si sollecita un processo di trasformazione interiore, che potrà condurre i Fratelli ad approdi diversi.
La ritualità e simbologia muratoria (ridotta al minimo comun denominatore e perciò universale) può schematicamente procedere secondo i seguenti punti.
Grado di Apprendista: il profano viene introdotto nell'universo della Loggia (mondo a lui ignoto) ed istruito sui princìpi e simboli essenziali dell'Arte.
Grado di Compagno: viene approfondito il lavoro e si completa con la padronanza delle metodologie di lavoro, opposte e complementari alle precedenti. Si aggiungono nuovi simboli (la stella fiammeggiante) e nuove istruzioni.
Grado di Maestro: il libero muratore rivive la storia di Hiram rinascendo al mondo dello Spirito (vera e propria ars moriendi massonica, secondo Moramarco).
Su questa base comune si sono innestate varianti di carattere storico, geografico, interpretativo e sovrapposte tradizioni e concezioni rituali anche diverse che hanno dato origine a vari sistemi rituali.
Ciò dipende a mio avviso dalla essenziale ambiguità del simbolo, che trascende la realtà sensibile e affonda le radici nella categoria dell'extra-razionale (e quindi del non definito).
Ogni concezione dunque può risultare pertinente a patto che riconosca al suo interno quell'insieme di nozioni universali conformi alla “massonicità” (non è “riduzionismo”, ma riconoscimento di un nucleo comune a tutte le tradizioni che si vogliono innestare sulla muratoria). Questa almeno è la posizione “ufficiale”. Per parte mia ritengo comunque che non sia opportuno (anche se normativamente possibile) immettere su una base muratoria (l’Ordine, per intenderci) qualunque sistema o qualunque tradizione: sarebbe quanto meno necessario un minimo di coerenza “culturale”.
Tra tutti i sistemi possibili credo che la Massoneria della Pietra (Massoneria del Marchio e dell’Arco Reale) sia tra le più vicine all’antica operatività, là dove insegna al Muratore come e perché "firmare" con il proprio marchio il lavoro eseguito e a costruire l'arco che finalmente "unisce" le due colonne.
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