giovedì 10 settembre 2009

2.1 Il lavoro del massone

Si dovrebbe svolgere in tre gradi, ma comunemente si lavora solo nel primo, dando origine a squilibri e disarmonie per la mancanza di due modalità essenziali. Per spiegarmi meglio, anche se in termini non corretti, è come se nel processo dialettico alla tesi non seguissero l'antitesi e la successiva sintesi.
Il grado di Apprendista è il più vicino alla profanità. Simbolicamente il lavoro dell'apprendista è un dirozzamento della pietra. Si usa un linguaggio ancora vicino al mondo profano e si fa leva su sensazioni e sentimenti capaci di smuovere il neofita. E' un lavoro preparatorio al cammino che nondimeno viene snaturato e troncato se mancano i momenti successivi: sarebbe come un uccello pronto a spiccare il volo che però non vola mai.

Osservazione. Nell'America anglosassone invece si lavora in genere in terzo grado. Il Rituale Duncan, uno dei più diffusi negli Stati Uniti, prescrive: “Nessun lavoro è svolto in Loggia di Apprendista, ad eccezione dell'iniziazione di un candidato al Primo Grado, nemmeno in Loggia di Compagno d'Arte, ad eccezione del passaggio a Compagno dal primo al secondo grado.” [Malcolm C. Duncan, Duncan's Masonic Ritual and Monitor or Guide to the three Symbolic Degrees of the Ancient York Rite, New York, sd].

Si pone il problema fondamentale: quali devono essere le modalità caratteristiche del lavoro nei gradi?

Propongo alcuni spunti come occasione di riflessione sul lavoro muratorio che la Loggia è chiamata a compiere.

PRIMO SPUNTO
[Cfr. Quaderni di simbologia muratoria, editi anni fa a cura del Grande Oriente d'Italia, redatti dal fr. Ivan Mosca. Sono comunque facilmente reperibili, anche nel web, p. e. nel sito della Loggia Montesion].

In grado di Apprendista il lavoro deve tendere alla costruzione (padronanza) sul piano fisico (la componente fisica dell'uomo è legata al corpo, alla forza vitale, alla razionalità, alla capacità di sperimentare e padroneggiare il proprio essere e la realtà circostante) con realizzazione di un atteggiamento di carattere positivo-attivo. Si tratta cioè di convogliare lo slancio entusiastico, il desiderio, il volere, il “sacro fuoco” del neofita, la sua “forza”, nella conquista del Silenzio, nella ricerca razionale e nella profondità dell'osservazione, nell'apertura all'interiorità e nell’inizio del processo che è il solo mezzo per rendere reale l'Iniziazione virtuale.

In grado di Compagno il lavoro muratorio deve tendere alla costruzione (padronanza) sul piano animico (la componente animica dell'uomo è legata ai cinque sensi, ai sentimenti, alle emozioni, alla psiche, alla fantasia, all'immaginazione), con assunzione di un atteggiamento di carattere negativo-ricettivo. Si tratta cioè di indagare sempre più in se stessi, di dominare la psiche e gli autocondizionamenti del carattere e della personalità, di verificare le proprie capacità sensoriali, di vincere le emozioni e le suggestioni, di superare la fantasia nei suoi aspetti di ombra e di irrealtà per attingere all'immaginazione e aprirsi alla dimensione artistica e all'archetipo della "bellezza".

In grado di Maestro, il lavoro muratorio deve tendere alla costruzione (padronanza) sul piano spirituale (la componente spirituale dell'uomo è legata all'intelletto, alla capacità mentale di astrazione e di sintesi, all'intuizione) con assunzione di un atteggiamento di carattere equilibrante. Si tratta cioè di dominare la mente, di conquistare la più difficile delle libertà, quella interiore, dagli «idola» e dalle incrostazioni dottrinarie, di acquisire tutto il “sapere saputo” per giungere alla Conoscenza, nonché‚ di aprirsi all'intuizione della Legge che è dentro e fuori di noi e, “purificati”, perseguire la concretizzazione degli ideali ai quali ci ispiriamo.

SECONDO SPUNTO
[Cfr. Francesco Brunelli, Principi e metodi di Massoneria operativa, Foggia, 1982].

Nel grado di Apprendista il neofita è invitato ad una spoliazione introspettiva e ad una purificazione che comporta la scoperta non solo concettuale e teorica, ma vissuta, della propria identità. Deve cessare di identificarsi con il “veicolo della propria manifestazione”, deve comprendere la propria posizione nell'Universo (analogia tra il micro e il macrocosmo).

Il Compagno ha il compito, con un lavoro introspettivo di tipo diverso, di costruirsi quella “capacità” intuitiva che, conquistato il silenzio interiore, porterà alla “illuminazione”.

Il Maestro è un "creatore" che dovrà raggiungere la costruzione del Tempio universale.


TERZO SPUNTO
[Cfr. Carlo Gentile, Dal Maestro Segreto all’Aquila Sovrana, Foggia, 1979].

Il Libero Muratore dallo stato volitivo immediato (la Forza, la Virilità) del grado di Apprendista deve passare attraverso lo stato ricettivo e contemplativo (la Femminilità, la Bellezza) simboleggiato nel grado di Compagno, per giungere alla maestria (la Intelligenza, l'Androgino). Si tratta della Intelligenza dei rapporti universali tra i momenti della vita: conoscenza quindi della chiave ciclica dell'essere (esistere, morire, rinascere).

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