31 dicembre 2009

8.1.1 Leggenda del Grado

Gli uomini di Egitto, basandosi sulla legge di analogia, consideravano luoghi, pietre, piante e animali corrispondenti a differenti qualità Divine. I figli di Israele tradussero la legge di analogia nel Libro Sacro.

I Padri Antichi veneravano l’Eterno nei boschi e giardini (intelligenza e saggezza) ed ogni pianta era il simbolo di un aspetto del Bene e del Vero. L’Eden era simbolo della purezza e della ricchezza che la Virtù porta in sé. La Verità Infinita è come un fiume che nessuno può attraversare; al momento di entrare nella mente umana si divide e delimita, analogicamente al Fiume della Vita che si quadripartisce nella Terra Sacra.

Dapprima la Verità entra nella regione più intima ed elevata, poi discende spontaneamente ai livelli intermedi ed inferiori, fino a coprire l’intero uomo, collegandolo all’Oceano della Divina Manifestazione. Nel rito dei quattro guadi - insegna il Venerabile Patriarca - voi avete percorso a ritroso il cammino della Verità Infinita, risalendo dalle caviglie del Fondamento ai ginocchi del Movimento e attraversando poi le anche della Sensazione per giungere alla base del capo, ove risiede il Principio della Coscienza.

Il mondo esterno è simbolo del mondo interiore. Come la Legge Divina regnava sulla Natura, così ora regna sul Massone Illuminato.

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Questo lavoro non vuole essere un saggio, ma è semplice raccolta di appunti, annotati anche in tempi diversi, a commento di tornate rituali o dopo riflessioni e meditazioni o dopo letture. E’ quindi stesura provvisoria (a volte ripetitiva) e sempre lo sarà perché legato strettamente al mio percorso, che in questa dimensione terminerà solo quando salirò sulla Grande Montagna.
La bibliografia fondamentale è riferita a lavori rituali delle camere cui ho partecipato. Ciò non toglie che nello scrivere e sistemare gli appunti abbia fatto riferimento anche ad altre letture. Poiché gli autori letti hanno a volte espresso con più precisione ciò che sentivo, in quelle occasioni ho riportato i loro passi.