06 novembre 2015

Il Compagno di Mestiere

NB - In genere uso il termine "Compagno di Mestiere" invece di "Compagno d'Arte" perché mi pare traduzione più adeguata di Fellow-Craft.

Il Compagno di Mestiere è un grande enigma nel cammino del Libero Muratore.
Ritualmente l'enigma si risolverà nell'Elevazione a Maestro, ma in realtà rimane anche dopo. Probabilmente resta sepolto nell'interiorità e si risolverà più avanti nel tempo e in altri piani.
E' infatti il Compagno il lavorante del cantiere, non l'Apprendista, relegato a compiti sussidiari e di aiuto perché sostanzialmente in fase di "istruzione" e "apprendimento".
Quindi è il Compagno che lavora le pietre e con le pietre (Attenzione! "Pietre", una diversa dall'altra, e non mattoni fabbricati in serie, tutti uguali). Ma contemporaneamente il Compagno lavora con se stesso e su se stesso perché è lui la pietra. Quindi l'attività del Compagno è l'attività del muratore su se stesso.
Mettere pietre su pietre, le une sopra le altre, è solo un "pretesto", un catalizzatore delle energie.
Tu metti pietra su pietra, ma le pietre sono dentro di te. Nel tuo interiore hai ombre di pietra (qualunque cosa voglia dire) che fissi con ombra di calcina (qualunque cosa voglia dire).
Le pietre, la squadra, il mazzuolo, eccetera sono mezzi, pretesti che servono a far succedere qualcosa in noi. Questo "qualcosa" però potrebbe verificarsi anche con altri pretesti, perchè la nostra è una strada, non la strada.
La via muratoria è una strada che decidemmo di seguire liberamente e spontaneamente e va seguita seriamente e con coerenza: il massone deve essere massone sempre, non solo durante i limitati tempi delle tornate di Loggia. Se non siamo coerenti e lavoriamo seriamente la via non porta da nessuna parte.

 

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Questo lavoro non vuole essere un saggio, ma è semplice raccolta di appunti, annotati anche in tempi diversi, a commento di tornate rituali o dopo riflessioni e meditazioni o dopo letture. E’ quindi stesura provvisoria (a volte ripetitiva) e sempre lo sarà perché legato strettamente al mio percorso, che in questa dimensione terminerà solo quando salirò sulla Grande Montagna.
La bibliografia fondamentale è riferita a lavori rituali delle camere cui ho partecipato. Ciò non toglie che nello scrivere e sistemare gli appunti abbia fatto riferimento anche ad altre letture. Poiché gli autori letti hanno a volte espresso con più precisione ciò che sentivo, in quelle occasioni ho riportato i loro passi.