17 novembre 2015

Ancora sul Segretario di Loggia

Mi son domandato se il verbale che scrive il Segretario di Loggia (no, non verbale ma "tavola della Tornata") abbia anche un senso che va oltre la semplice burocraticità dell'atto.
 
Credo ci sia un compito “nascosto” della tavola della tornata: essere cioè il materiale a disposizione di ognuno per le sue intime e personali considerazioni. Insomma la polenta “precotta” dalla Loggia che dovrà lui, da solo, in base alla “sua” ricetta, rimescolare nel suo paiolo.

Quello del Segretario è quindi un lavoro tutto particolare, che presuppone una conoscenza significativa dei Fratelli. In un certo senso “rimescola” la polenta cotta nella Tornata e la ripropone ai Fratelli dopo un superficiale sgrossamento, materiale non più grezzo, ma ancora grossolano, e sempre coerente con la ricetta originaria.

E’ il suo un lavoro di memoria ma anche una specie di manipolazione: il Segretario potrebbe evitare di registrare interventi o parti di interventi che a suo parere sono andati oltre i fini o le modalità del lavoro di Loggia.

Dunque. Grande manipolatore. Ma questo tipo di manipolazione è accettabile solo se alla base di tutto c’è un grande rispetto di tutti per tutti. Solo così è possibile riportare non solo ciò che si è detto ma anche suggerire ciò che si voleva dire.

Faccio un esempio, puramente teorico, per cui è inutile cercar di riconoscervisi.

Il fratello Bravini è solito richiamarsi agli aspetti più superficiali della conformità muratoria. Termina spesso i suoi interventi invitando a vestirsi adeguatamente in nero; purtroppo per lui il suo dire sconfina nella saccenteria più pretenziosa. Ben si comporta allora il Segretario di quella Loggia a non registrare quell’intervento oppure, registrandolo, a cambiarne il senso, che da rampogna e censura (atteggiamenti che non possono che dividere) diventano, opportunamente “digeriti”, incitamento all’unione e al bello dello stare insieme.

E’ censura? No. E’ manipolazione? Sì e no: sì, perché l’intervento non è stato proprio così; no, perché nella Tavola vanno registrate le cose che uniscono e non gli interventi che dividono, che per la loro stessa natura non fanno parte della Massoneria.

Insomma il Segretario è interprete tendenzioso della tornata.

E ricordatevi. A disposizione di un futuro storico che voglia indagare sulla Loggia, scomparsi ormai i protagonisti, resteranno solo i resoconti del Segretario!

Nessun commento:

Questo lavoro non vuole essere un saggio, ma è semplice raccolta di appunti, annotati anche in tempi diversi, a commento di tornate rituali o dopo riflessioni e meditazioni o dopo letture. E’ quindi stesura provvisoria (a volte ripetitiva) e sempre lo sarà perché legato strettamente al mio percorso, che in questa dimensione terminerà solo quando salirò sulla Grande Montagna.
La bibliografia fondamentale è riferita a lavori rituali delle camere cui ho partecipato. Ciò non toglie che nello scrivere e sistemare gli appunti abbia fatto riferimento anche ad altre letture. Poiché gli autori letti hanno a volte espresso con più precisione ciò che sentivo, in quelle occasioni ho riportato i loro passi.