10 novembre 2015

Caminante... Il Massone in cammino



          Caminante non hay camino
         sino estelas en la mar

ha cantato Machado.

Cioè: Viandante (ma come è più incisivo il vocabolo spagnolo: caminante!) non esiste il sentiero ma solamente scie nel mare...

Mi ci ritrovo in questi versi. E mi ritrovo anche in tutta questa poesia di Machado, specie là dove canta:



Caminante, sono le tue orme
il sentiero e niente più;
Caminante, non esiste il sentiero,
il sentiero si fa camminando.
Camminando si fa il sentiero
e girando indietro lo sguardo
si vede il sentiero che mai più
si tornerà a calpestare.
Qui “sento” forte il senso dell’uomo contemporaneo. Almeno il mio senso. 

Non ci sono paletti che possono tracciare il sentiero, da tempo ho rifiutato quelli piantati da altri e cerco di avere i “miei” punti di riferimento. Punti in armonia con la natura, con il cielo, con il sole... Posizione però “pericolosa”: nessuno ti può indicare il tuo percorso.
 
Mi ricorda il Broomway, il sentiero nel sud-est dell’Inghilterra che si svolge in mare, a qualche centinaio di metri dalla riva, ed è percorribile a piedi solo quando la terra emerge durante la bassa marea. Per secoli è stato l’unico punto di accesso all’isola Foulness, a nord dell’estuario del Tamigi per l’impossibilità di costruire ponti in un territorio paludoso. E’ lungo alcuni chilometri, ma non ci si può attardare per il pericolo di essere travolti dalla marea crescente. Sembra quasi la materializzazione dei versi di Machado e la condizione del camminatore contemporaneo.

Camminiamo. Camminiamo.

Ma il sentiero dobbiamo  segnarcelo noi, da soli. I paletti degli altri, i confini degli altri, i... Landmark degli altri (sì degli altri) non fanno per noi, massoni malpensanti.

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Questo lavoro non vuole essere un saggio, ma è semplice raccolta di appunti, annotati anche in tempi diversi, a commento di tornate rituali o dopo riflessioni e meditazioni o dopo letture. E’ quindi stesura provvisoria (a volte ripetitiva) e sempre lo sarà perché legato strettamente al mio percorso, che in questa dimensione terminerà solo quando salirò sulla Grande Montagna.
La bibliografia fondamentale è riferita a lavori rituali delle camere cui ho partecipato. Ciò non toglie che nello scrivere e sistemare gli appunti abbia fatto riferimento anche ad altre letture. Poiché gli autori letti hanno a volte espresso con più precisione ciò che sentivo, in quelle occasioni ho riportato i loro passi.