28 ottobre 2016

Grande Architetto e... dintorni 4

Non voglio entrare qui nella disputa filosofica tra deismo e teismo, tra una religione che prescinde da rivelazioni divine positive o un’altra che ne fa il proprio fondamento basilare, sulle considerazioni se la massoneria sia deista o teista. A mio parere né l’uno né l’altro (ma è un altro discorso).

Io personalmente mi sento in difficoltà se cerco di precisare il senso di volontà rivelata del GADU e del VLS come rivelazione dall’alto vincolante per la coscienza. Sorrido alla “concezione regolativistica” dibernardiana in voga (principalmente a causa dell’ignoranza dei massoni) anni fa (ma… sotto sotto accettata anche oggi da molti, visto che questo principio regolativo compare in molti lavori di fratelli). Mi lascia perplesso (ma la ritengo più plausibile o meno inammissibile) la spiegazione di Moramarco (Enciclopedia Massonica, vol. 1, p.478) che considera la rivelazione come accettazione (…) di un codice di valori e di comportamento ispirato alla… personale (anche se condivisa da altri) percezione del Divino.

Mi sento forse (e sottolineo forse, perché bisognerebbe che il termine fosse accettabile alla coscienza del massone) di vedere in questa volontà rivelata una specie di “legge base” dell’universo – insomma “indiare” la legge unica – se esiste – alla base delle proprietà dell’universo) ma non so se può essere una interpretazione giustificativa dei Basic Principles.

E’ mia opinione però che volontà rivelata abbia proprio un significato ben preciso, come pure ben chiara e precisa sia l’espressione rivelazione dall’alto. E questi significati non mi piacciono (o almeno non mi sento di condividerli in toto).

Ma non voglio limitarmi ad un esame delle norme massoniche che possono far pensare a forzature religiose nella Istituzione, e che comunque dobbiamo oggi esaminare contestualizzandole al tempo e al luogo dell’approvazione e al tempo e al luogo delle riflessioni. Al singolo massone è lasciata ampia libertà interpretativa e simbolica. I padri fondatori ci hanno trasmesso in eredità la mancanza di qualsivoglia comitato di Inquisizione e questo sì che deve essere tenuto da tutti come un fondamentale e irrinunciabile Landmark!
 
L’Identità del GOI sembra premettere che ogni aderente debba possedere un proprio credo religioso, quale non importa (diamine, siamo tolleranti!), ma deve averne necessariamente uno. E se non ce l’ha? Che si fa?

(continua)

Nessun commento:

Questo lavoro non vuole essere un saggio, ma è semplice raccolta di appunti, annotati anche in tempi diversi, a commento di tornate rituali o dopo riflessioni e meditazioni o dopo letture. E’ quindi stesura provvisoria (a volte ripetitiva) e sempre lo sarà perché legato strettamente al mio percorso, che in questa dimensione terminerà solo quando salirò sulla Grande Montagna.
La bibliografia fondamentale è riferita a lavori rituali delle camere cui ho partecipato. Ciò non toglie che nello scrivere e sistemare gli appunti abbia fatto riferimento anche ad altre letture. Poiché gli autori letti hanno a volte espresso con più precisione ciò che sentivo, in quelle occasioni ho riportato i loro passi.