19 ottobre 2016

Il topo che mangiava i gatti 2

(continua dal post precedente)

Segretario. Scena Seconda


Maestro Venerabile. Il testo è una grande metafora dell’insipiente che fa scuola agli altri.


1° Sorvegliante. Persone così le troviamo a tutti gli angoli delle strade: sono gli esperti da bar. Loro sì... sanno come va la vita... cosa bisogna fare per risolvere i problemi del mondo.


2° Sorvegliante. Quanti ce ne sono anche in Massoneria! Loro sì che sanno cosa vuol dire essere Massoni, loro sì che ti spiegano la Massoneria...


1° Sorvegliante. Ti spiegano per filo e per segno come si usa la squadra e il filo a piombo, e a non impugnare così male la cazzuola e a puntar bene le punte del compasso...


2° Sorvegliante. No, No. Queste cose non te le insegnano: non sanno cos’è la cazzuola e il filo a piombo.


1° Sorvegliante. Sì che te lo insegnano... Non sanno cosa sono e come funzionano, ma...


2° Sorvegliante. …Ma... te lo insegnano lo stesso!


Oratore. Per loro squadra e compasso sono l’ornamento che si mette su un libro aperto. Un “soprammobile”, un po’ originale questo sì; ma..., perdiana, siamo massoni! Dovremo pur distinguerci dagli altri!


1° Sorvegliante. E mentre tu ti affanni a camminare per un percorso tortuoso, senza mai sapere se la direzione presa è corretta, camminando col tuo piccolo lume, avendo per compagni la tua intuizione spuntata e la tua ragione zoppicante...


2° Sorvegliante. ...Eccoli questi fratelli Bravini che hanno “rosicchiato” libri e libri, che sono uomini di mondo, che sanno come vanno le cose, come il topo della favola...


Oratore. Purtroppo non hanno capito più di tanto, soprattutto non sono stati capaci di rimestare nel pentolone il loro vissuto personale e interiore...


Segretario. Ma parlano,... parlano,... parlano,... dispensando il loro “rosicchiato” a tutti.


Maestro Venerabile. Fino a quando da qualche angolo scuro sbuca un gatto.

(fine)

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Questo lavoro non vuole essere un saggio, ma è semplice raccolta di appunti, annotati anche in tempi diversi, a commento di tornate rituali o dopo riflessioni e meditazioni o dopo letture. E’ quindi stesura provvisoria (a volte ripetitiva) e sempre lo sarà perché legato strettamente al mio percorso, che in questa dimensione terminerà solo quando salirò sulla Grande Montagna.
La bibliografia fondamentale è riferita a lavori rituali delle camere cui ho partecipato. Ciò non toglie che nello scrivere e sistemare gli appunti abbia fatto riferimento anche ad altre letture. Poiché gli autori letti hanno a volte espresso con più precisione ciò che sentivo, in quelle occasioni ho riportato i loro passi.