mercoledì 12 ottobre 2016

E' fulesta (continuazione e fine)

 (continua)

Segretario. La guerra terminò. Piano piano rimparammo a vivere. Le stagioni si succedevano alle stagioni: a volte inverni tiepidi, a volte qualcuno ferocemente freddo.

L’inverno dell’altr’anno fu uno dei più rigidi che ricordi... Frequenti nevicate, nebbie continue e tenaci. E gelo, gelo che sembrava ti si fosse appiccicato addosso.

1° Sorvegliante. Quella sera si ballava al Casermone. Un buon numero di giovanotti si dava da fare a suon di musica, mentre gli anziani, nell’angolo più lontano della vasta sala sbattevano con forza sul tavolo le carte del maraffone. E mugugnavano alla cagnara indiavolata della musica moderna.

Oratore. La festa era al culmine. Ma fuori aveva ricominciato a nevicare. Improvvisamente entrò uno.

Maestro Venerabile. Lo riconobbi subito. Aveva la stessa palandrana di tanti anni prima. I giovani intanto avevano ripreso il ballo e fecero poca attenzione a quella strana figura che il vecchio azdòr della Ca’ Bassa aveva già accompagnato al caldo davanti ad un bicchiere di quello buono.

Sorvegliante. Fratello Copritore, chiedete al viaggiatore la sua professione.

Copritore. Cosa volete mai... Le favole oggi non le ascolta più nessuno... Adesso si va al cinema, c’è la televisione... chi ascolta più le storie d’un povero vecchio?

Maestro Venerabile. Ma anche oggi c’è qualcuno che crede alle favole.

Segretario. Il viaggiatore rimane muto. Gli occhi stanchi s’accendono per un attimo di speranza. Poi scuote la testa guardando i ragazzi ballare o dimenarsi E fa un gesto sconsolato.

Maestro Venerabile (a bassa voce). Boccafresca.

Oratore. Il viaggiatore sorride nel sentire che conosce il suo nome.

Maestro Venerabile. Boccafresca... Raccontateci una delle vostre belle fole. Volete vedere che vi ascoltano ancora?

Oratore. Negli occhi del viaggiatore guizza un debole lampo di interesse.

Maestro Venerabile (a voce alta). Ragazzi! Ragazzi! Vogliamo fare un po’ di riposo ascoltando una bella storia del più famoso folista di Romagna?

Segretario. I ragazzi si fermano perplessi. Poi, lentamente, si voltano verso il vecchio. Anche i giocatori posano le carte e si girano verso quella strana figura.

Oratore. Boccafresca si alza. 

Copritore. Vi racconterò la favola del famoso Re Azzurrino che...

1° Sorvegliante. Ma che re d’Egitto! Dei re ne abbiamo avuto abbastanza! È ora che vadano tutti via... (ride).

Copritore. (un po’ smarrito) Allora... allora, vi racconterò quella della Principessa Addormentata...

2° Sorvegliante. Le principesse non dormono più... Vanno in crociera, a sciare. Non dormono più le principesse... (ride).

Copritore. (sempre più smarrito) Allora se non vi piacciono né i re né le principesse, vi racconterò la favola dell’orco Barbadifuoco che mangiava i bambini cattivi...

Oratore. Ma un bambino si alza con il suo mitra di plastica, simile a quelli veri, e... tà-tatatatà-taratatà... spara una raffica contro il povero Boccafresca: Vedi?... Vedi cosa faccio io all’orco?... L’ammazzo!

Maestro Venerabile. Boccafresca è immobile e freddo, come se il gelo dei suoi occhi fosse già sceso su tutto il suo corpo.

Copritore. Sono stanco... ho sonno ... tanto sonno. No, no, in un letto no. La stalla. L’avete vero la stalla?... Allora per piacere accompagnatemi là... Starò benissimo con gli animali.

Oratore. Nella stalla ormai non ci sono più bestie, ma trattori, erpici, falciatrici, pompe. Il folista si guarda attorno, smarrito, non c’è paglia.
“Adesso vi porto una bracciata di fieno; non lo abbiamo ancora venduto tutto” – fa il contadino.
Boccafresca guarda la stalla. Com’è cambiata!

1° Sorvegliante. Invece del caldo acre delle bestie c’è il puzzo della nafta.

2° Sorvegliante. La fragranza della paglia ha lasciato il posto al fetore dei concimi e del mangime.

Oratore. Torna il vecchio azdòr sepolto sotto un mucchio di fieno. L’aiuto a fare un po’ di posto fra un bidone di nafta e un sacco di fertilizzante. E lì, sul fieno, si stende il vecchio folista...

Maestro Venerabile. Fratello 1° Sorvegliante, in che cosa consiste il lavoro del Compagno?

1° Sorvegliante. Sgrossare la Pietra e trasformarla in Pietra Cubica.

Maestro Venerabile. E poi?

1° Sorvegliante. Salire una scala curva di cinque gradini.

Maestro Venerabile. Dove conduce la scala?

1° Sorvegliante. Nella Camera di Mezzo.

Oratore. Al mattino la stalla è vuota. Boccafresca se ne è andato.

Segretario. Non andò lontano (o forse sì?). Il freddo l’aveva 
fermato alla “cvérza ‘d Maiòl”. E lì, si era appoggiato al tronco della vecchia quercia ed era scivolato fino a terra.
La palandrana gli era finita sul capo e il suo corpo così scoperto sembrava un fascio di canne secche.

Oratore. Attorno a lui, nitide, strane e mirabili impronte mai viste: danzavano orme leggere e leggiadre di scarpine di fata, orme enormi e pesanti di stivali dell’orco. Folletti, nani e giganti, maghi e principesse avevano ricamato una ghirlanda d’amore all’ultimo cantore d’un mondo fiabesco e fantastico, dove si “viveva cent’anni, felici e contenti, con la principessa dai capelli d’oro”.

Segretario. Il Compagno ha bussato alla porta della Camera di Mezzo. L’hanno fatto entrare, ma subito dopo qualcuno ha chiuso la porta. E noi siamo rimasti fuori.



Lettura “tendenziosa” del racconto E’ Fulesta di Giuseppe Bartoli, in Fuochi sulle Colline, Edizioni del Girasole, 1997, p. 9.

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