Il Volume della Legge Sacra
Comunque la causa “scatenante” delle mie riflessioni fu la tavola tenuta qualche anno fa da un fratello sul Volume della Legge Sacra. Quel fratello, molto erudito, fu esauriente ed esaustivo.
Io rimasi colpito da alcuni fatti.
1 – Il Libro della Legge aperto durante i lavori è quello della religione dei fratelli che lavorano durante la tornata. Se in quella tornata vi sono fratelli di altre religioni allora sull’ara sono presenti i libri sacri delle rispettive religioni.
2 – Un recipiendario di una certa religione può chiedere di tenere l’obbligazione (insomma, il giuramento) sul Libro Sacro della propria religione.
3 – Se in loggia è presente un fratello musulmano può chiedere la presenza del Corano, libro che comunque non può essere toccato dalle mani nude di fratelli di altre religioni.
E allora, da massone malpensante, rifletto...
Innanzi tutto mi urta che l’ara venga praticamente equiparata alla vetrina di un libraio. E’ vero che tra i Princìpi fondamentali per i riconoscimenti di Grandi Logge estere da parte del GOI (cfr. Hiram del settembre 1986, pp. 271-274) è indicato chiaramente: Durante lo svolgimento dei lavori rituali di Loggia deve essere aperto e chiaramente visibile con Squadra e Compasso sovrapposti il Volume della Legge Sacra, o più Volumi ove fossero presenti membri aderenti a diverse religioni (la sottolineatura è mia). Se per caso in loggia vi fossero fratelli di religione cristiana, unitamente a fratelli ebrei, più un musulmano, qualche induista, un buddhista e un animista che si fa? Si mette la Bibbia, più la Torah, il Corano, la Bhagavad Gita, e pure un totem? E in altri casi il Libro di Mormon?
La cosa mi turba, perché ritengo verrebbe meno il senso simbolico del Libro Sacro (non un determinato Libro Sacro), dando un senso di definitività alle singole rivelazioni religiose. Se un recipiendario pretende di prestare il giuramento sul suo Libro Sacro, ebbene io penso che i fratelli di quella Loggia non siano stati oculati nell’accoglierlo. Non è più saggio (e più ampiamente simbolico perché svincola il sacro da una determinata religione) il comportamento (ahi! Ahi!) del Grande Oriente di Francia che mette sull’ara un Libro dalle pagine bianche? (Con buona pace della Gran Loggia d’Inghilterra!).
Secondo. Io massone non posso toccare a mani nude il Libro Sacro Corano (ma gli altri Libri Sacri sì) perché non sono musulmano? Io mi rifiuterei di partecipare ai lavori di quella Loggia!
Io non voglio prevaricare su altri fratelli, ma sentirei come una prevaricazione sul mio lavoro muratorio la pretesa di avere un certo Libro Sacro. Mi pare che il nostro simbolismo insegni tutt’altro: le religioni sono vie (parziali) di ricerca, ognuna di esse contiene un quid di verità, ma il camminatore deve essere pronto ad abbandonarle per procedere oltre, come chi sale su una scala abbandona lo scalino precedente per sostenersi sul seguente.
E soprattutto dobbiamo renderci conto (non solo capire) che la via muratoria non è religiosa e va oltre la religione (qualunque religione) e le è estranea ogni forma di devozionismo. Per cui verità religiose, modalità religiose, atteggiamenti religiosi non solo non sono preminenti, ma sono vecchi abiti da scrollarsi addosso. In termini muratori: sono metalli. Forse più “nobili” ed “elevati” di altri, ma sempre metalli. Da abbandonare.
(continua)
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