http://www.grandeoriente.it/lex-sindaco-di-perugia-valentini-libero-muratore-ricorda-la-persecuzione-inflitta-ai-massoni-venti-anni-fa/
è pubblicata una Tavola sulle indagini antimassoniche di vent'anni fa partite dalla Procura di Palmi. A Bologna i carabinieri si presentavano di notte e ti chiedevano col sorriso sulle labbra la consegna dei piedilista. Se non aderivi spontantaneamente ritornavano con il mandato. Contro un Venerabile emisero un mandato per "attività illegale massonica".
Nel 1994 Agostino Cordova fu trasferito. Passò sotto silenzio il risultato della sua maxi-inchiesta, cioè il nulla.
Scarsa rilevanza sulla stampa anche la dichiarazione del suo successore alla guida della Procura di Palmi.
Il Corriere della Sera del 9 luglio 1994, in una pagina interna, pubblicò questo articolo.
COSTA ALL’ATTACCO DEL PREDECESSORE CORDOVA: QUI E' LA PARALISI E MANCANO MOLTI FASCICOLI
PALMI — L’inchiesta sulla
massoneria avviata dalla Procura di Palmi è stata un disastro anche
sotto l’aspetto dell’organizzazione interna degli uffici
giudiziari. Si è data priorità ad un’indagine durata 2 anni
e conclusasi nel nulla, dimenticando nel cassetto 18 mila
processi tuttora pendenti. Una situazione grave se si considera
che per 13.700 di questi procedimenti sono già scaduti i
termini per le indagini preliminari. Il grido di allarme giunge dal
procuratore Elio Costa, insediatosi solo 20 giorni fa in quella
che fu la poltrona di Cordova. Ed è proprio verso il suo
predecessore che Costa, sia pure in maniera garbata, lancia
accuse per la cattiva gestione dell’ufficio.
«Qui non si riesce a trovare neanche
i fascicoli di processi iscritti regolarmente nel registro generale,
ma stranamente scomparsi», dice Costa. Crede che siano stati
«imboscati» oppure persi? «Credo si tratti solo di una situazione
di disordine generale» taglia corto il nuovo procuratore
lanciando forse una ciambella di salvataggio al procuratore Cordova.
Una polemica a distanza? Forse.
Quello su cui comunque occorre soffermarsi è la realtà di questo
Tribunale, dove mancano 6 cancellieri su 6 posti in organico e 23
impiegati su 70 previsti. Per non parlare dei magistrati, ne mancano
4 su 11 in organico. Un numero consistente se si pensa che il
distretto di Palmi, dove ricade anche la Piana di Gioia Tauro (due
realtà note per i legami con la ‘ndrangheta), risulta dalla
relazione annuale del procuratore generale della Corte d’appello di
Reggio Calabria al primo posto, in Calabria, per numero di richieste
di arresti.
L’eredità lasciata da Cordova, ora
a Napoli, evidenzia inoltre che 270 dei processi scaduti
riguardano reati di competenza del Tribunale: estorsioni, abuso
innominato, per finire poi agli omicidi. Molti personaggi
«eccellenti» capi indiscussi delle ‘ndrine locali sono
liberi. È un quadro drammatico di una situazione che si sarebbe
potuta evitare, spiega Elio Costa, se solo si fosse riusciti a
organizzare il lavoro interno all’ufficio.
Causa ed effetto dell’inchiesta
sulla massoneria? Il procuratore Costa si guarda bene dall attaccare
i metodi di conduzione dell’indagine che lo ha visto inserito nel
registro degli indagati per una sua presunta adesione a logge
massoniche. Per il magistrato comunque la commissione referente
del vecchio Csm ha archiviato non essendo emersi elementi che
comprovino la sua appartenenza alla massoneria. «Occorre guardare
alla giustizia ordinaria — afferma Costa — prima ancora di
impelagarsi in inchieste molto delicate che affascinano la stampa
nazionale». Un rimprovero che il procuratore di Palmi sottolinea
addebitando ai cronisti la responsabilità di aver pompato, su
richiesta, negli ultimi anni, inchieste poi conclusesi senza nulla di
fatto.
Carlo Macrì
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