16 gennaio 2010

9.3.1.4 Postilla

Riporto di seguito una lettera che un fratello della Commenda della quale facevo parte inviò al Commendatore sollevando alcune problematiche.

Il Gran Commendatore dei Cavalieri Templari d'Italia, scrive nel suo Messaggio (Orientamenti n. 5, sett. 2005): «Ma è nell'Ordine Templare che, quel ciclo iniziato molto tempo addietro con l'iniziazione nella Loggia, si compie e si chiude. Il ritrovamento e la difesa del Tempio trovano la loro conclusone nell'affermazione della fede cristiana, chiesta al Cavaliere del Tempio come affermazione e impegno di difesa della sua civiltà».

Il pensiero del massimo esponente ufficiale del templarismo italiano sembra in sintonia con gli integralisti cristiani (...). Il concetto l’abbiamo già criticato perché purtroppo è presente nel nostro Rituale in un punto che, sembra, non si può correggere o cambiare perché il Grande Accampamento non lo vuole. (...) È inutile quindi affannarsi per far capire che la fede è stasi mentre la ricerca può essere un movimento evolutivo. Anche se per natura essa è ricca d’errori. Ma è la ricerca stessa che ci porta però a prendere coscienza di questa sua natura ed a capire gli errori commessi per imparare proprio da loro. Ogni errore, meditato e compreso, diventa un punto di partenza, un aiuto nella costruzione della nostra interminabile via iniziatica. E ogni verità incontrata, piccola o grande che sia, va vissuta, per quanto ci è possibile: si cresce interiormente e di conseguenza si aprono nuove visuali, nuove possibilità d’indagine, ci si avvicina a nuove piccole verità da vivere.

La lunga ricerca senza una fine rappresenta la travagliata esistenza di un Cavaliere Templare. Se egli è veramente cavaliere, non può essere un fedele. Superata la condizione di fedele egli è diventato gradualmente un portatore consapevole di una religiosità diversa, che lo fa consapevole di non essere superiore o inferiore agli altri.

Per ciò che riguarda la civiltà, ritengo che essa sia una condizione transeunte che cambia sia con i tempi, sia con i luoghi. Nascendo noi entriamo in un dato stadio di civiltà preparato da chi ci ha preceduto; abbiamo il dovere di arricchirlo perché chi verrà dopo possa partire da un livello più alto. Come è stato per noi. A sua volta chi verrà dopo di noi, partirà grazie a noi da un livello più elevato ed ha nei confronti dei suoi posteri il dovere di portare altri arricchimenti. È una visione progressiva e dinamica in sintonia con il concetto evoluzionistico del simbolo cristico.

La storia ci mostra che ogni civiltà ha avuto per guida una determinata religione. Esaurito il proprio compito storico
[non concordo completamente con il concetto che la nuova religione nasca per esaurimento della vecchia. Storicamente è anche successo che la nuova religione ha distrutto spesso cruentemente le forme della vecchia religione: è sufficiente pensare alle lotte del cristianesimo contro il paganesimo nell'Europa dei primi secoli dell'Era Volgare o alla distruzione sistematica delle religioni americane dopo l'arrivo di spagnoli e portoghesi dal XVI secolo in poi. E' comunque ben vero che nella nuova religione vincente si ritrovano aspetti della vecchia religione distrutta], questa religione ha poi lasciato il posto ad una religione successiva, nata generalmente proprio dalla spiritualità e dalla cultura della religione precedente. (...)

Le civiltà umane sono l’effetto della successione delle religioni. Questa visione storicistica che, per quanto ne so, ha le sue origini in Gioacchino da Fiore, è stata accolta ed approfondita da alcuni grandi uomini di pensiero fra cui... Giuseppe Mazzini e Rudolf Steiner. Essa mi ha permesso di ricercare, ad occhi aperti e senza vincoli fideistici, nei Vangeli, sia in quelli ufficiali che nei cosiddetti apocrifi, allo scopo di trovare ciò che si trova dietro l’apparenza esteriore; trovarlo e viverlo per capirlo. Ho potuto superare serenamente e senza traumi la religione cattolica che da ragazzo avevo abbandonata di colpo, con lacerazioni, e da cui forse nella mia interiorità non mi ero completamente affrancato.

Mi è quindi difficile oggi accettare passivamente che un corpo iniziatico possa trasformarsi in una congrega di fedeli, anzi di integralisti pronti a guerre di religioni, ignorando del tutto l’unico Comandamento che il cristianesimo ha aggiunto ai Comandamenti di Mosè: Ama il prossimo tuo come te stesso. I miei simili non sono solo coloro che possono pensarla come me, il mio prossimo non è formato solo dai cristiani delle diverse confessioni, ma anche dai mussulmani delle diverse scuole, dai buddisti, dagli induisti, da tutti coloro che credono, in qualsiasi modo possano credere. E miei simili sono anche gli atei. Tutto questo non toglie che personalmente mi senta a disagio in una camera rituale che sembra indulgere a guerre di religione.

Non rifiuto e non rinnego alcuna delle religioni del passato; tutte hanno portato il loro contributo alla civiltà umana, sia in occidente come in oriente, dalle più semplici alle più complesse. In occidente il cristianesimo ha avuto la grande funzione di valorizzare l’uomo, il singolo uomo, la sua individualità, la sua dignità, i suoi bisogni, i suoi diritti. Il compito storico della religione cristiana è ormai terminato, si rende ora necessario un nuovo pensiero religioso, molto forte, che, senza rinnegare il passato, accompagni l’uomo verso uno stadio di civiltà più alto e per mezzo del dovere lo porti ad abbandonare i conflitti per realizzare pienamente l’amore cristiano e l’evoluzione cristica. Perché la storia ci mostra che quasi sempre il completamento integrale del compito storico di una religione viene realizzato e suggellato dalla religione successiva.

L’attuale crisi mondiale, molto grave, può essere interpretata proprio in questa ottica. Manca infatti il senso della religione, le chiese cattoliche sono quasi vuote mentre le piazze si riempiono per motivi pseudo religiosi grazie ai mezzi mediatici di comunicazione. La crisi dunque è prima di tutto religiosa. Ad esclusione forse del cristianesimo ortodosso che dopo la parentesi comunista sembra beneficiare di una seconda giovinezza, gli altri cristianesimi sembrano vivere in sordina mentre gli integralismi cristiani si incentivano e mostrano i muscoli proprio per reazione agli integralismi mussulmani. Anche nel mondo mussulmano gli integralismi sembrano prevalere sulle diverse scuole spirituali, confermando che i due maggiori monoteismi mostrano di aver entrambi terminato la loro funzione storica. Dovranno essere sostituiti da nuovi modi di credere che tendano ad unire o per lo meno a far convivere modelli di vita diversi e credenze.

Nel messaggio del Gran Commendatore c’è la frase: «Nella Commenda dei Cavalieri Templari appare in maniera chiara la piena congiunzione esistente fra il Capitolo dell'Arco Reale, il Concilio dei Massoni Criptici e la Commenda stessa». E vero?
I messaggi del Gran Sacerdote e del Gran Maestro Delegato sono invece diversi. (...)
Mi piacerebbe confrontare con i Fratelli Cavalieri le mie idee. So per esperienza che esse non sono mai definitive e gli impulsi che riceviamo nei nostri confronti sono elementi necessari all’evoluzione dei nostri personali modi di pensare. So che il Rito di York ha sempre avuto una caratterizzazione cristiana e questo non mi ha mai creato alcun problema perché, almeno nella nostra Commenda, tutti noi abbiamo superato la condizione di fedele ed abbiamo lavorato alla ricerca delle verità interiori, verità precluse a chi ritiene di avere la Verità assoluta in tasca. Nella nostre camere rituali ci sono idee molto più aperte di quelle esposte dal Gran Commendatore.


POST SCRIPTUM
Non mi ritrovo nel quadro di Cavaliere Templare che rafforza le basi della cristianità. Nutro seri dubbi sulla valenza di un Corpo Rituale che, innestato sul solco della Massoneria tradizionale, si dia l'obiettivo di rinsaldare la cristianità. Sento che qualcosa stride con il cammino del Libero Muratore.

15 gennaio 2010

9.3.1.3 Templarismo italiano

Riporto alcuni estratti dell'articolo La Crociata dei Cavalieri Templari nel Terzo Millennio apparso su Cultura e Spettacolo del 22 marzo 2009 segnalato nel blog del Rito di York).
I Cavalieri Templari oggi non fanno più le crociate in Terra Santa, ma si propongono di essere un reale punto di riferimento per quanto riguarda il cristianesimo, i suoi fondamenti e i suoi principi, attraverso atti concreti, come convegni su temi importanti per la nostra società, quali la pedofilia. Abbiamo incontrato il Precettore della Precettoria Sancri Petri di Lucca - che conta 24 cavalieri -, il Precettore Vicario e un Postulante [ometto i nomi non rilevanti al fini del discorso]. E con loro abbiamo tracciato il ritratto del Templare degli Anni Duemila, diverso, ma nemmeno troppo, da quello medievale. (...)
Ma cosa si propone di fare un Cavaliere Templare nel 2009? «Vuole difendere la cristianità - dice il Precettore vicario - il Papa e i valori ad essi connessi». Una missione un po' singolare per un Ordine che in molti credono 'fuori legge' per quanto concerne il mondo cristiano. «Anche in questo caso siamo di fronte ad un falso storico - spiegano i due Templari - Se è, infatti, vero che Clemente V, sotto forti pressioni esercitate da Filippo il Bello, scomunicò gli appartenenti all'Ordine, una bolla successiva ha, de factu, congelato l'Ordine e riammesso tra i cattolici coloro che ne fanno parte». (...)
Ed eccoci a cosa si propongono di fare concretamente in questo nuovo Millennio: vogliono essere una sorta di baluardo di difesa della cristianità e, questa volta, non hanno intenzione di impugnare la spada bastarda, ma lo vogliono fare attraverso convegni che leggano i disagi della nostra società sotto una luce cristiana. «Abbiamo in programma a Lucca... un convegno nel quale tratteremo di pedo-pornografia e della pedofilia esercitata attraverso internet: temi di stretta attualità che vogliamo leggere attraverso la nostra visione cristiana. Quello che ci proponiamo è, in una società dove la carità è spesso strumentalizzata, di portare la vera carità, quella che si estrinseca in gesti concreti: più che dare i fondi che raccogliamo ai centri che sosteniamo, come, ad esempio il Ceis, portiamo loro oggetti che possano essere utili, come lenzuoli e coperte».
«L'Ordine è attivo per quanto riguarda l'assistenza ai più deboli, ai poveri e, ovviamente, offre aiuto a tutti coloro che siano bisognosi, come nella parabola del Buon Samaritano. Esistono diversi centri laici che fanno questo tipo di assistenza, ma spesso, in questi manca il conforto cristiano che, invece, è la nostra caratteristica principale. Per questo, sarebbe nostra intenzione realizzare delle case di accoglienza dell'Ordine, dove trovare accoglienza e conforto cristiano».

L'intervento degli Ufficiali della Commandery di Lucca non solo appare ben in linea con il templarismo americano; anzi, di più: mentre in America si parla di Cristianità, senza distinguere le varie chiese cristiane, qui si fa esplicito riferimento alla chiesa cattolica ed al suo capo, innalzando il cattolicesimo al rango di cristianità (e i cristiani non cattolici come possono ritrovarvisi?).

14 gennaio 2010

9.3.1.2 Committee on Religious Activities

Nel sito del Grand Encampment of Knights Templar degli Stati Uniti (http://www.knightstemplar.org) è ribadito il carattere cristiano: The Grand Encampment of Knights Templar of the United States of America is the national governing body of the Knights Templar, a Christian-oriented fraternal organization and an integral part of the Masonic Fraternity. Mi pare una espressione estremamente chiara.

Tanto più che nel suo seno opera il Committee on Religious Activities, che interviene anche nella rivista templare americana (Knight Templar, mensile del Grand Encampment) per spiegare e incentivare certe attività.

Faccio qualche esempio.

Nel numero del gennaio 2001 è pubblicato l'articolo Attività Religiose, dove si legge (la traduzione, qui e nelle seguenti citazioni è mia):
Se siamo chi diciamo di essere, cioè se siamo Massoni Cristiani la missione dei quali è “il Supporto e la Difesa della Religione Cristiana”, allora ogni atto che compiamo, sia individualmente sia come corpo templare in uniforme o no, sia nell'Asilo o in pubblico, diventa Attività Religiosa.
In quali modi come Cavalieri Templari possiamo partecipare ad Attività Religiose?
1. Cercando di essere, sempre, al massimo delle proprie possibilità, persone morali, che vivono in accordo ai Principi Cristiani e parlano apertamente contro l'immoralità che incontriamo nella vita di tutti i giorni.
2. Cercando di essere membri attivi di Chiese Cristiane e informando i nostri amici della chiesa che noi siamo membri di una organizzazione che li aiuta nella loro missione;
3. Partecipando in gruppo a pubbliche manifestazioni in uniforme:
a. funzioni Pasquali,
b. funzioni per il giorno dell'Ascensione,
c. funzioni natalizie,
(...)
Quali effetti positivi può avere sulle Commanderies la partecipazione ad Attività Religiose?
1. Convincono la gente e gli altri Massoni della nostra missione di supporto alla Religione Cristiana. Si tratta di buona divulgazione.
(...)
Ciascun Massone Cristiano deve diventare Cavaliere Templare!

Nel numero di marzo 2001 nell'articolo dal titolo Is your Commandery prepared for Easter? (La vostra Commandery è pronta per la Pasqua?) si danno alcuni consigli pratici.
La festività pasquale è il periodo dell'anno in cui le Commanderies possono mostrare al meglio la loro devozione e supporto alla Cristianità. (...). Gli insegnamenti del Cristianesimo contenuti negli Ordini di Malta e del Tempio sottolineano i più importanti passaggi della vita di Gesù, ma molti altri insegnamenti sono necessari per insegnare a tutti i Cavalieri come la vita e la missione di Gesù potrebbero e dovrebbero interferire con le loro vite e con il loro mondo. (...). Dovrebbero essere celebrate le seguenti feste Cristiane: la Domenica delle Palme..., la Lavanda dei Piedi del Giovedì..., Pasqua, quando risorse..., il Giorno dell'Ascensione... e il Giorno della Pentecoste... (...). Possa ciascuno di noi rinnovare la sua partecipazione a una se non a tutte le feste Cristiane di quest'anno. formate un gruppo con gli altri Cavalieri Templari e le loro signore. Mostrate al mondo che noi siamo fieri del nostro legame con Lui, e vogliamo onorare il nostro Signore e Salvatore che morì per i nostri peccati.

Potrei continuare a lungo, ma sono tutte posizioni univoche e ben chiare. In Indossare l'uniforme e portare la Croce (numero di agosto 2001): Può essere che talvolta deplorevolmente ci dimentichiamo che il nostro ordine esiste per la sua fermezza cristiana. In effetti noi possiamo avanzare Templarmente solo promuovendo la sua base cristiana.

Queste sono le finalità del templarismo americano. E il templarismo italiano?

13 gennaio 2010

9.3.1.1 Osservazioni

Inizio con l’ultimo termine sopra citato del rituale, appunto la parola devozione. Mi sembra questa la chiave di lettura di tutto il rituale.

Sia ben chiaro: non mi disturbano le singole citazioni evangeliche e nemmeno i gesti. Ogni passo, ogni gesto essendo fondamentalmente simbolico è passibile di innumerevoli chiavi interpretative. Ma quando avviciniamo diversi passi può capitare che alcune interpretazioni simboliche vengano privilegiate ed altre vanificate o escluse.

Qui capita lo stesso.

L’avvicendarsi di letture e simboli (proprio quelle letture e proprio quei simboli!) portano a mio parere ad una interpretazione ben precisa, che vedo riassunta nel termine devozione. Non sono infatti spunto di meditazione, ma in quel preciso contesto, proprio in quella particolare situazione, risultano necessariamente (per la logica delle cose, direbbe un marxista) come atti fondanti della religione cristiana (non cattolicesimo, anglicanesimo, luteranesimo o altro, ma cristianesimo). Le tre domande sono appunto estremamente precise: si ribadisce la difesa sempre e solamente della religione cristiana e la pratica delle virtù cristiane (non virtù e basta, ma proprio: virtù cristiane).

Come massone mi ribello. Io non sono (e sottolineo non) un devoto. Ammetto che la devozione possa essere una via percorribile (le religioni non avrebbero così tanti seguaci e fedeli), ma non è la mia strada e ritengo non debba nemmeno essere la strada di un cavaliere, pena lo svilimento del cavalierato, e men che mai di un massone.

Nulla nel rituale parla di libera ricerca. Vengono invece esaltate le caratteristiche della religione come rifugio e consolazione (Venite a me, voi tutti che siete stanchi ed affaticati, ed io vi ristorerò; una salda fede e una cieca fiducia, non solo saranno la tua consolazione , ma renderanno certa la gloria nel mondo futuro) caratteristiche passive e tranquillizzanti in una Camera che dovrebbe esaltare ben altro!

Nulla ci rammenta che si tratta pure di una camera di un rito massonico, se non le prime tre libagioni a Salomone, Hiram e Hiram Abif (ma il Salomone della leggenda di Hiram è sovrapponibile al Salomone biblico nella accezione cristiana?).

Nell’occasione però appaiono quasi citazioni appiccicate per pura convenienza, contestualizzate come sono dalle letture evangeliche (ultima cena, il tradimento di Giuda, la veglia e l’hecce homo di sapore decisamente antisemita), dal brindisi al crocifero Simone (perché proprio a lui una delle cinque libagioni? forse per farci nascere l’analogia che pure noi portiamo la croce non nel senso del quaternario ma nel senso cristiano?) e dall’ultimo sulla speranza dell’immortalità dell’anima (bada bene: non sopravvivenza, nuova vita, ma proprio la cristiana immortalità dell’anima).

Viene meno l’universalità del lavoro massonico e resta solo l’“universalità” del cristianesimo; non c’è l’obbligo di seguire questa o quella fede cristiana, purché cristianesimo sia. Non c’è il superamento della religione, ma l’adesione totale, senza riserve mentali, ai principi del cristianesimo.

E mi domando: non aveva allora ragione chi parlando del templarismo dello York in una loggia dell'Ordine [Un grande Dignitario del Rito di York in una tornata in terzo grado di una Loggia dell'Ordine sostenne la tesi (a mio parere di allora molto limitativa) che l'aderente ad una Camera Templare dovesse essere cristiano. Ma - aggiunse - i templari erano così tolleranti da non si chiedersi se fosse coerente con se stesso quel fratello non cristiano che volesse diventare templare!] sostenne che i templari sono cristiani? Non si illude invece chi pretende di lavorare nella Camera Templare con l'obiettivo di andare oltre (non contro) la religione?

Il rituale in uso in Italia è la traduzione del rituale americano e non v'è traccia - a leggerlo accuratamente attenti a ciò che dice, non a ciò che vorremmo dicesse - di superamento della religione cristiana: tutto spinge invece al suo rafforzamento!

9.3.1 Il lavoro della Commenda (Rito di York)

La Commenda di Cavaliere Templare è al culmine del sistema americano.

L’apertura della Bibbia (a Giovanni 11 25-26: Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se muore, vivrà; e chiunque vive e crede in me, non morirà mai. Credi tu questo?») viene fatta con tutti i Cavalieri in ginocchio [Il rituale specifica il comando: Cavalieri, in ginocchio. A lato un disegno mostra un cavaliere inginocchiato sul solo ginocchio sinistro. Il rituale è ambiguo: i Cavalieri si inginocchiano su entrambi i ginocchi o solo sul ginocchio sinistro? Il significato simbolico delle due posture è diverso], dal Prelato (in ginocchio pure lui!) che pronuncia una sua preghiera che deve tassativamente terminare con il Padre Nostro.

La Commenda viene aperta dopo avere ricordato i compiti e i doveri degli ufficiali.

Nel Rito di Elevazione di un Cavaliere di Malta a Cavaliere Templare punto di partenza essenziale sono le cosiddette “tre domande” alle quali il Candidato deve preliminarmente rispondere prima dell'ingresso. Il Candidato dimostrerà la sua purezza (nelle risposte) lavandosi le mani (appunto le mani pulite indicano purezza di intenzioni - atto simbolicamente analogo al gesto di Pilato, ma con altra intenzione).


LE TRE DOMANDE

1. Sul tuo onore, nel chiedere l’ammissione a questo nobile e generoso Ordine della cavalleria Cristiana, dichiari solennemente che non sei stato mosso da bramosia di denaro o altro indegno motivo?

2. Se sarai chiamato ad impugnare la tua spada in un conflitto di religioni, lo farai sempre e solamente a difesa della Religione Cristiana?

3. Ritieni di aver compiuto qualche atto di cui non sei ancora pentito e che, nella tua coscienza, potrebbe renderti indegno di diventare membro di una istituzione fondata sulla Religione Cristiana e sulla pratica delle Virtù Cristiane?

La risposta è ritualmente prescritta: sì, sì, no.

Credo che le tre domande siano altrettanto punti qualificanti per il lavoro nel sistema cavalleresco americano. E' ben vero che sono poste all'ingresso della Camera Templare, il culmine del sistema, ma credo che informino il sistema tutto. Non è infatti plausibile che il massone giunga alla camera dei Cavalieri di Malta e non prosegua l'iter nella successiva Camera Templare (almeno a mia memoria non è mai successo - tanto più che la consuetudine è di lavorare normalmente solo nella Camera Templare). Ed è invece plausibile (come normalmente avviene) che il Candidato alla Cavalleria “americana” riceva i tre gradi durante la stessa tornata per cui non abbia la possibilità di riflettere adeguatamente.

IL PELLEGRINO E IL PELLEGRINO COMBATTENTE

Il Candidato diventa Pellegrino, sottoposto a sette anni di pellegrinaggio verso il Santo Sepolcro. Durante i primi tre anni incontra tre Eremiti (uno per anno) che gli offrono pane, acqua e letture edificanti.


LETTURA DEL PRIMO EREMITA.
Sia glorioso il fratello povero della sua elevazione [Giacomo 1 9]. Venite a me, voi tutti che siete stanchi ed affaticati, ed io vi ristorerò [Matteo 11 28]. Anche Cristo patì per voi, lasciandovi un esempio, affinché seguiate le sue orme [1 Pietro 2 21]. Eravate infatti sbandati, ma ora siete tornati al Pastore e Vescovo delle vostre anime [1 Pietro 2 25]. Perduri l’amore fraterno [Ebrei 13 1].


LETTURA DEL SECONDO EREMITA
Non dimenticate la beneficenza e la compartecipazione dei vostri beni, perché di questi sacrifizi si compiace Iddio [Ebrei 13 16]. Non dimenticate l’ospitalità, perché taluni, senza saperlo, ospitarono degli angeli [Ebrei 13 2]. Ricordatevi di coloro che sono in catene, come se anche voi foste in catene e di quelli che sono maltrattati, perché anche voi vivete in un corpo [Ebrei 13 3]. Non ci stanchiamo poi di fare il bene; a suo tempo infatti mieteremo se non ci rilassiamo [Galati 6 9].

LETTURA DEL TERZO EREMITA
La carità copre un gran numero di peccati [Pietro 4 8]. Se un fratello o una sorella si trovano nudi e privi del cibo quotidiano, e qualcuno di voi dice loro «andate in pace, riscaldatevi e saziatevi» ma non dà loro le cose necessarie al corpo, a che giova tutto ciò? [Giacomo 2 15-16]. Sii fedele fino alla morte, ed io ti darò la corona della vita [Apocalisse 2 10].

Dopo l’incontro con i tre Eremiti viene chiesta una deroga (?!?) per i successivi quattro anni: …Ora egli [il Pellegrino] chiede se il Commendatore gli concede di dedicare i quattro anni che gli rimangono di una penitenza, ad opere di maggiore utilità...
[Mia osservazione: maggiore del pellegrinaggio e della personale purificazione per diventare cavaliere? Tre anni su sette: non è neanche a metà dell'opera! Non sarà il solito ritornello sulla necessità per il massone di operare fattivamente e concretamente ecc. ecc.?]

La richiesta viene (ovviamente)accettata e i successivi quattro anni mancanti al termine del pellegrinaggio vengono sostituiti da quattro anni di guerra, cui io [è il Commendatore della Commandery che parla] lo sottopongo a prova del suo coraggio e della sua costanza.

Al Pellegrino viene richiesto il prescritto giuramento, da tenersi sulla Bibbia aperta - come abbiamo visto - a Giovanni 11 25-26.


L’IMPEGNO DEL PELLEGRINO

Come Pellegrino Guerriero [ma non è una contraddizione in termini? Anche l'interpretazione avanzata da qualcuno che si tratti di una “guerra interiore” stride con l'atmosfera del rituale] è tenuto a fare l’elemosina ai pellegrini poveri e stanchi…, nutrire gli affamati, vestire gli ignudi e curare le ferite degli afflitti.

Io brandirò la mia spada a difesa delle giovanette innocenti, delle vedove indigenti, degli orfani indifesi e della Religione Cristiana (in maiuscolo nel testo).

Dopo tre dei quattro anni di combattimento il Pellegrino Guerriero dichiara di non nutrire una tale inimicizia e malevolenza contro nessuna creatura di questa terra, che non mi permetta di riconciliarmi spontaneamente con lui se trovassi in lui una corrispondente disposizione.

Dopo tre anni di combattimento si chiede, e viene concesso, il condono dell'ultimo anno. Per essere ammesso nella Commenda è necessaria - dice il Commendatore - una prova di fedeltà verso di noi.

LE LIBAGIONI

Il rito si compie con le prescritte cinque libagioni, compiute attorno ad un tavolo triangolare con dodici candelieri, dodici bicchieri, una Bibbia chiusa sotto un teschio e un crocefisso. Le prime quattro libagioni vengono eseguite con acqua e vino, l’ultima con vino puro.

PRIMA LIBAGIONE
Alla memoria del nostro Eccellentissimo Gran Maestro Salomone Re di Israele.
Mentre noi commemoriamo le virtù dell’illustre fondatore dell’antica Corporazione della Massoneria, ricordiamo le lezioni di saggezza che ci ha lasciato nelle Sacre Pagine, per la nostra istruzione: la lezione più importante è: Temi Iddio e rispetta i Suoi Comandamenti.


SECONDA LIBAGIONE
Alla memoria del nostro generoso Gran Maestro Hiram, re di Tiro.
Essere grande vuol dire essere buono, e colui che vuole che il suo nome rimanga ricordato dai posteri, deve nobilitarlo mediante atti di carità ed azioni di pura beneficenza.


TERZA LIBAGIONE

Alla memoria del nostro Antico e Grande Maestro Operativo Hiram Abif, il Figlio della Vedova che perdette la vita conservando la sua integrità.
Mentre noi ricordiamo la memoria di questo nostro Illustre Martire, proponiamoci di imitare il suo esempio, e sacrificare la nostra vita anziché rinunciare alla nostra integrità.


Il Commendatore spiega: Pellegrino, queste libagioni ad onore di questi illustri Grandi Maestri dell’Antica Corporazione della Massoneria sono fatte a ricordo del nostro legame con essi., della nostra venerazione per loro e della nostra fedeltà a questa onorevole Istituzione. L’Ordine al quale tu ora desideri unirti è fondato sulla religione cristiana e sulla pratica delle virtù cristiane.

E' un collegamento tra Hiram e la religione (ma il contesto è chiarissimo: religione cristiana) che mi pare forzato. La figura di Hiram è universale appunto perché, svincolata dal contesto di una singola religione: appartiene alla sacralità dell'uomo. Rinchiudere la Massoneria nella religione cristiana e nella pratica delle virtù cristiane mi pare limitazione della sua valenza iniziatica.

Dopo la lettura di Matteo 26 14-25 (l'ultima cena e l'annuncio del tradimento di Giuda) il Commendatore puntualizza: Pellegrino Guerriero, le dodici candele accese sul triangolo davanti a te, corrispondono al numero degli Apostoli del nostro Salvatore, quando era sulla terra. Uno di essi cadde per peccato e tradì il nostro Signore e Maestro.

Quindi fa spegnere una candela al Pellegrino a memoria dell'apostasia di Giuda Iscariota.

Osservo che apostasia significa rinnegamento della propria religione e non sembra possa applicarsi al reato di Giuda che pare piuttosto un atto di tradimento. Inoltre non mi sembra né rilevante né significativo parlare di apostasia in un rito massonico. Apostasia infatti nella accezione cristiana del termine è l'atto di chi abbandona la fede (cristiana) a favore di un'altra o di nessun'altra. Il libero muratore è al di fuori di problematiche del genere.

Segue poi la lettura di Matteo 26 36-49: la veglia nel Getsemani e il bacio di Giuda.

Le «reliquie» (Bibbia e teschio, coperti da un panno nero, al centro del tavolo sul quale sono i bicchieri per le libagioni) vengono scoperte e il Commendatore sottolinea: …che questo ti insegni che, fra tutte le prove e le traversie della vita umana, una piena fiducia sulle Verità divine contenute in questo Sacro Volume…

Il Prelato legge da Matteo 27 24-37: Pilato si lava le mani, flagellazione, crocifissione.


QUARTA LIBAGIONE
Alla memoria di Simone di Cirene, che fu costretto a portare la croce del nostro Salvatore.


IL PELLEGRINO PENITENTE

L'ultimo anno di combattimento restante viene condonato e trasformato in un anno di penitenza. Al Pellegrino Guerriero (ora Pellegrino Penitente) viene fatta indossare una veste bianca e vengono consegnati un teschio e una candela per insegnarti che con la fede e l’umiltà potrai gettare tanta luce da illuminare gli uomini in modo che essi possano vedere le tue buone azioni e glorificare il Padre Nostro che è nei Cieli.

Il Pellegrino Penitente accede al Santo Sepolcro, accompagnato dalle letture di Matteo 28 1-6 (annuncio della resurrezione) ed Ebrei 9 27-28 (la seconda venuta di Cristo).

E infine si propongono le letture di Matteo 28 7-10 (primo incontro del risorto con i discepoli), Giovanni 11 25-26 (Io sono la Resurrezione e la Vita ecc.) e Luca 24 50-51 ((ascensione al cielo).

Il Prelato commenta l’elevazione del Cavaliere.

…Le letture che hai ascoltato tendono a ricordarti la gloriosa conclusione di quel venerato sacrificio offerto dal Redentore del mondo, per dare una via di salvezza agli uomini peccatori.

Questo libro sacro
[indica la Bibbia] ci informa che il nostro Salvatore, dopo avere sofferte le pene della morte, è disceso nel luogo degli spiriti defunti; che il terzo giorno Egli ruppe le catene della morte, trionfò sul sepolcro ed al momento opportuno salì con la Sua maestà trascendente al cielo, dove siede alla destra del nostro Celeste Padre, mediatore ed intercedente per tutti coloro che hanno fede in Lui.

…Tu ora porterai
[la decorazione con la croce] per ricordarti sempre a stimolare la tua ricerca nell’imitare le virtù di Gesù immacolato, che morì perché tu possa vivere.

[Dell’umiltà] il nostro benedetto Salvatore ci ha lasciato l’unico esempio perfetto: Se stesso [in stampatello nel testo] e, nonostante fosse l’Eterno Figlio di Dio, si umiliò a nascere da donna, a sopportare le pene ed i dolorosi avvenimenti della vita umana, ed infine a soffrire la crudele ed ignominiosa morte sulla croce.

Questa penitenza è anche un segno di quella fede che ti potrà condurre in salvo, attraverso l’oscura valle delle ombre della morte, e far approdare il tuo spirito affrancato nel porto di pace dei benedetti.

Pellegrino, ricorda sempre questa solenne verità: tu non sai quando sarai chiamato davanti al Giudice Supremo, cui non sfugge il più piccolo atto della tua vita…
A metà della vita siamo già preda della morte. Chi possiamo chiamare in soccorso, se non Te, Signore, che per noi Ti sei già sacrificato? Signore Iddio Santissimo, Signore Onnipotente, Santo e Misericordioso Salvatore, non lasciarci nelle pene della morte eterna.

Ed io ho sentito una voce dal cielo, che mi diceva: «Sia benedetto chi muore d’ora in poi nel Signore»…

Pellegrino, sii sempre pronto e sicuro che una salda fede nelle verità qui rivelate [indica la Bibbia] e una cieca fiducia nel nostro Salvatore crocifisso e salito in cielo, non solo saranno la tua consolazione nelle tristi ore della dissoluzione, ma renderanno certa la gloria, ineffabile ed eterna, nel mondo futuro.


Pellegrino (…) ricorda sempre il sacrificio sul Calvario!
E' terminato l'anno di penitenza e il Pellegrino viene ammesso.


LA QUINTA LIBAGIONE

Il rituale spiega che la cerimonia è intesa a rappresentare il completamento dei posti vuoti del Collegio Apostolico. Quando i Custodi ed il Pellegrino Penitente entrano, nove Cavalieri sono in ginocchio: quei tre completeranno il numero di dodici, quando il Pellegrino Penitente riaccenderà la candela.

La libagione (con vino) viene fatta dopo la preghiera: Signore Iddio, Grande e Benedetto, concedi il Tuo aiuto a questo Candidato, che in ginocchio è pronto ad assumere i doveri di un membro leale e devoto della Croce, santificata dalla morte del Tuo Figliolo. Possa la Tua grazia scendere su di lui in abbondanza. Apri il suo cuore, affinché l’appello della vedova e dell’orfano non gli arrivino mai inutilmente: possa egli tenere pronta la spada per riparare i torti fatti a loro e la borsa per soccorrere le necessità loro e le mani per guidarli attraverso gli impervi sentieri della vita. E quando il periodo accordatogli sulla terra sarà finito, accoglilo o Signore, in quelle dimore celesti preparate per i Tuoi fedeli, dalla fondazione del mondo. Amen.

Si beve - ricorda il Commendatore - per ricordarmi che tutti gli uomini sono mortali e per testimoniare la mia speranza nell’immortalità dell’anima. Possa questo vino parlare contro di me nel giorno del Giudizio per condannarmi, qualora ecc. ecc..

L’ammittendo viene ammonito: …hai dimostrato l’autenticità della tua fede… …non disonorare mai te stesso né quest’Ordine, né bestemmiare il Nome di Colui sotto la cui bandiera ti sei arruolato.

Segue la lettura degli Atti degli Apostoli 1 15-16 (suicidio di Giuda e ammissione di Mattia come dodicesimo apostolo), quindi l’ammittendo accende la dodicesima candela.
[Il neo cavaliere reintegra il collegio degli apostoli, occupando il dodicesimo posto lasciato libero dal discepolo che tradì (ma per il rituale fu apostata!).
Si noti che il discepolo che tradisce è sempre tra i più vicini o addirittura tra i parenti: Giuda è degno della massima fiducia, tanto da amministrare la cassa comune, Devadatta è il cugino del Buddha e Mordred addirittura il figlio di Artù! Gli assassini di Hiram sono compagni, quindi lavoranti a pieno titolo.
I tradimenti simbolicamente provengono dall’interiore: sono le forze della passionalità e della materialità che si oppongono all’evoluzione. Ma in questo rituale ...]
Alla nomina a Cavaliere, consegnato il balteo, il Commendatore sottolinea la Croce della Passione, emblema del premio che il Nostro Salvatore ha promesso a colore che operano conquiste nel Suo nome ed enfatizza la divinità del Salvatore: Lui essendo la luminosa stella del mattino, che porta salute e salvezza all’umanità, luce a coloro che sono nelle tenebre e nella valle delle ombre della morte. Ricordati sempre di questo e comportati da Suo difensore, fino alla morte.

Anche alla consegna della spada vengono sottolineati attributi religiosi fino all’universale ed eterno (…) regno del Benedetto Emmanuele, il Principe della Pace, il nostro Grande Salvatore.

Infine, dopo la consegna degli speroni, vengono mostrate le bandiere, il Grande Stendardo bianco con i due motti («In hoc signo vinces» e «Non nobis Domine, non nobis, sed nomini tuo da gloriam» interpretati dal Commendatore: Possiamo servire lealmente il Maestro e quando avremo passato le porte del sepolcro, possiamo ricevere dalle sue mani la corona della vittoria, dicendo: non per i nostri meriti, Signore, non per i nostri meriti, ma in nome Tuo, dà la Gloria) e il Beauceant (...per metà è bianco e per metà è nero, a significare che i Cristiani Guerrieri erano miti e favorevoli agli amici di Cristo, ma neri e terribili contro i suoi nemici. Noi conserviamo questa bandiera a memoria dei nostri antichi Compagni, e come incentivo per emulare il loro spirito di sacrificio e di devozione).

9.3 Cavaliere Templare

Si collega simbolicamente allo storico Ordine del Tempio, distrutto da Filippo il Bello e Clemente V nel 1307. Anche qui “distinguiamo” tra i due sistemi americano (Rito di York) e inglese (Gran Priorato di Scozia).

10 gennaio 2010

9.2.2 Gran Priorato di Scozia

E' possibile un confronto tra la Camera di Malta dello York e la Camera di Malta del Gran Priorato di Scozia (tenendo presente che il Malta della Scozia è l’ultima camera del Gran Priorato e segue la Camera Templare, mentre il Malta dello York precede la Camera Templare).
N. B. Le considerazioni sui rituali del Gran Priorato di Scozia sono riferite a copie ufficiose utilizzate all'epoca (anni '80). Se ne possono leggere versioni in inglese nel sito web www.stelling.nl.
In apertura dei lavori il Cappellano invoca assistenza: Misericordioso Redentore dell’Umanità, Tu che hai promesso che saresti stato presente tra coloro che si riuniranno nel Tuo Santo Nome, volgi lo sguardo verso di noi con occhio teneramente compassionevole in modo che le nostre cerimonie vengano continuate e terminate nell’Amore verso di Te, nell’affetto verso i nostri Fratelli e la devozione al nostro Ordine.

Il Priore apre i lavori in nome della Santa Trinità.


MEDITERRANEAN PASS

Il recipiendario entra nel Priorato in virtù della Grande Parola INRI e del Grande Segno (non il segno della croce , ma la mimica della posizione del crocifisso: braccia aperte a forma di croce, piedi incrociati e capo reclinato).

Dopo il conferimento il Cappellano legge dagli Atti (da 27 20 a 28 6), riprendendo la leggenda del morso dalla vipera a Paolo nell'isola di Malta, come già visto in precedenza.


CAVALIERE DI SAN GIOVANNI

L’ingresso del recipiendario nel priorato avviene scandito da cinque vessilli, ognuno corrispondente ad una tappa del percorso: Nascita, Vita, Morte, Risurrezione, Ascensione (analoga alla quintuplice parola necessaria per l’ingresso nel Priorato dello York).

Il Priore puntualizza: intuisco che è tuo desiderio combattere contro tutti i nemici del Vangelo del nostro Signore e Salvatore. Più avanti: ti ricordiamo che tutti coloro che entrano nel nostro Ordine devono diventare strenui difensori della Fede Cristiana.

Il giuramento è impegnativo verso la religione cristiana.
In nome della Santissima ed Indivisibile Trinità, … considero rinnovato il mio voto solenne di Cavaliere Cristiano, un soldato e servo del Signore Gesù. Io prometto e giuro che non abbandonerò mai la Religione Cristiana, ma la difenderò anche fino alla morte… Che Dio mi aiuti e mi renda saldo in questo mio solenne Giuramento…

Alla consegna della spada il Priore esorta il neo cavaliere: Ricevi questa spada nel Nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Usala per difenderti e per difendere la Chiesa di Dio contro la confusione dei nemici della Vera Fede. Quindi aggiunge: tu ora hai la spada nel nome del Signore Gesù Cristo, ma ricorda che non con le armi, bensì con la grandezza della Fede i Santi hanno conquistato i regni... La sua brillantezza [della spada] sia per te un simbolo della Fede, così come la sua punta un simbolo della Speranza e la sua elsa un simbolo della Carità.

Il neo cavaliere viene vestito con tunica rossa con croce bianca, sciarpa con distintivo, mantello nero con croce bianca e nappe nere e bianche intrecciate, copricapo rosso, guanti neri, spada. Alla consegna delle nappe il Priore precisa: ricevi il vincolo del Signore, poiché è lieve e tu troverai riposo nell’anima. Anche qui l’interpretazione delle punte della croce di Malta viene riportata alle otto beatitudini (come nel Priorato dello York): l’ultima è collegata al centro della croce (analogia che manca nel Priorato dello York).

La cerimonia continua con una lettura sulla storia dell’ordine e alcune spiegazioni. Riporto anche qui i cenni più significativi riferiti alla religione.

I cinque vessilli ricordano non solo le cinque sedi dell’Ordine, ma anche le cinque ferite del nostro Beato Salvatore e le lezioni pratiche che vanno tratte dallo studio e dalla contemplazione della Sua Nascita, Vita, Morte, Resurrezione e Ascensione (la quintuplice analogia è presente anche nello York).

Il laccio del mantello ricorda lo strumento della flagellazione cui Egli fu sottoposto prima della Sua Crocifissione, mentre i trentatré colpi battuti alla chiusura del Priorato rappresentano gli anni che Egli passò sulla Terra.


CHIUSURA DEI LAVORI

Il dovere di chiudere il Priorato in pace e benevolenza con tutti i nostri Compagni d’Arme e in Carità cristiana con tutto il genere umano può essere adempiuto nel far conoscere ad amici e nemici la Nascita, la Vita, la Morte, la Risurrezione ed Ascensione del nostro Beato Salvatore.

Altri passaggi significativi.

Il Grande Capitano della nostra Salvezza è nato per redimere il genere umano.

Egli è la Via, la Verità e la Vita.

Essendo Egli la Stella della Misericordia, si è levato per condurre i nostri passi nei sentieri della Verità e della Pace.

La Nascita, la Vita, la Morte e la Risurrezione del nostro Beato Signore e Salvatore ci insegnano a vivere e a morire come cristiani.

Con la Sua Ascensione ci ha preceduto per aprire le porte del Grande Priorato Celeste. Non ha forse Egli detto che «nella Dimora di mio Padre vi sono molti posti ed io vado a preparare un posto per voi perché ove io mi trovo in quel luogo debbono essere anche i miei servi?


La benedizione del Cappellano è coerente con la visione religiosamente cristiana: O Dio di infinità Bontà, rivolgi un occhio pieno di tenera compassione su questo Priorato e fa che i nostri cuori si inchinino al Tuo Santo Volere in tutte le nostre azioni per mezzo di Nostro Signore Gesù Cristo. Possa la Benedizione del Divino Padre, del Divino Figlio e del Divino Spirito Santo rimanere sopra di noi e sopra tutti i Fratelli del Nostro Ordine, ora, in futuro e per sempre.
Questo lavoro non vuole essere un saggio, ma è semplice raccolta di appunti, annotati anche in tempi diversi, a commento di tornate rituali o dopo riflessioni e meditazioni o dopo letture. E’ quindi stesura provvisoria (a volte ripetitiva) e sempre lo sarà perché legato strettamente al mio percorso, che in questa dimensione terminerà solo quando salirò sulla Grande Montagna.
La bibliografia fondamentale è riferita a lavori rituali delle camere cui ho partecipato. Ciò non toglie che nello scrivere e sistemare gli appunti abbia fatto riferimento anche ad altre letture. Poiché gli autori letti hanno a volte espresso con più precisione ciò che sentivo, in quelle occasioni ho riportato i loro passi.