12 febbraio 2019

Libero pensatore - Pensatore libero

Da tempo non mi chiamo più "libero pensatore" bensì "pensatore libero" (cioè: che vuole essere libero).

Questo è un caso in cui non vale la proprietà commutativa delle parole.

Libero pensatore prospetta il richiamo alle posizioni di fine Ottocento di laicismo esasperato con pronunciate venature anticlericali.

E' una posizione nella quale non mi riconosco (non mi riconosco più).

Pensatore libero ha una valenza diversa e un respiro più ampio.

Mi pare voglia indicare (almeno io lo intendo così) il "caminante" che cerca di percorrere bene la propria via, sempre in cerca di nuovi sentieri. Uno che riconosce le posizioni che ha alle spalle (il suo vissuto, la sua identità) ma che si sente libero di intraprendere il proprio cammino anche e soprattutto senza i paletti di posizioni preconcette.

Non è facile liberarsi dai pregiudizi, ma salendo e risalento sulla scala curva del Compagno ci dovremo pur arrivare. Almeno deve essere il nostro primo obiettivo.

Nessun commento:

Questo lavoro non vuole essere un saggio, ma è semplice raccolta di appunti, annotati anche in tempi diversi, a commento di tornate rituali o dopo riflessioni e meditazioni o dopo letture. E’ quindi stesura provvisoria (a volte ripetitiva) e sempre lo sarà perché legato strettamente al mio percorso, che in questa dimensione terminerà solo quando salirò sulla Grande Montagna.
La bibliografia fondamentale è riferita a lavori rituali delle camere cui ho partecipato. Ciò non toglie che nello scrivere e sistemare gli appunti abbia fatto riferimento anche ad altre letture. Poiché gli autori letti hanno a volte espresso con più precisione ciò che sentivo, in quelle occasioni ho riportato i loro passi.