Per quel che
riguarda il trinomio Libertà – Uguaglianza – Fratellanza, ci ho messo una decina d’anni per trovarvi un significato
iniziatico. E l’avevo trovato. Ed era totalmente diverso dai
significati profani. Ora, dopo tanto sforzo, il trinomio è destinato
a scomparire. Pazienza!
Poco dopo scrive una picola "tavola" personale, che ho ritrovato tra le sue carte e che qui riporto.
Nel
trinomio Libertà – Uguaglianza – Fratellanza che orna i nostri
templi il concetto di uguaglianza non è dei più facili.
Spesso
mi sono chiesto se quando lavoriamo in camera d’apprendista siamo
tutti effettivamente uguali. E’ l’apprendista uguale al compagno?
E’ questi uguale al maestro? Può cioè esserci uguaglianza
effettiva dove esiste una gerarchia spirituale?
Come
ormai mi è di consuetudine quando l’astrattezza della speculazione
mi conduce in un vicolo cieco, mi rivolgo alla maestria della natura
per verificare se l’uguaglianza è un fatto naturale chiaramente
riscontrabile. Ma purtroppo debbo constatare che in natura
l’uguaglianza non esiste. Sia nel regno vegetale, che in quello
animale, che in quello umano, la pianta, l’animale o l’uomo
nascono con un patrimonio genetico diverso da qualsiasi altra pianta,
animale o uomo della stessa specie o razza o addirittura della stessa
famiglia. Ma non solo il patrimonio genetico non è uguale per tutti,
ma lo stesso ambiante dove la pianta, l’animale o l’uomo crescono
e si sviluppano non è uguale per tutti. Le condizioni ambientali
influiscono sulla crescita e sulla maturazione, e nel caso
dell’individuo umano effetti diversi possono manifestarsi per
la maggiore o minore presenza nell’ambiente di crescita del calore
degli affetti famigliari.
Tutte
queste considerazioni ci dicono che proprio la natura sembra
indicarci che l’uguaglianza non esiste. Purtuttavia nella stessa
natura è stato osservato un fenomeno biologico particolare: la
“regressione verso la media”. E’ stato osservato per
esempio che da due genitori di intelligenza superiore alla media
possono nascere figli che, se ereditano la caratteristica
dell’intelligenza per meno del 100% di quella dei genitori, la loro
intelligenza, pur essendo ancora superiore alla media, sarà in
misura inferiore a quella dei genitori avvicinandosi alla media degli
altri individui, che è inferiore. Questo potrebbe significare che,
pur non esistendo l’uguaglianza in natura, la natura tende a
mediare i valori di disuguaglianza ed a ridurre le differenze.
Da
questo fenomeno di “regressione verso la media” deriva un
insegnamento profondo: l’uguaglianza non esiste, bisogna
saperla costruire. Dobbiamo pertanto essere capaci di farci uguali,
dobbiamo voler essere uguali eliminando le discriminazioni per
inferiorità o superiorità.
Questo
forse lo sentiamo meglio quando desideriamo sentirci uguali a coloro
che consideriamo superiori a noi. Ma dobbiamo maggiora mente
sentirlo e desiderarlo anche nei confronti di coloro che non sono
ancora pervenuti al nostro livello. Vincere la presunzione verso
coloro che riteniamo inferiori può aiutarci a superare
eventuali complessi di inferiorità verso coloro che noi riteniamo
superiori. La reciprocità nei rapporti di loggia è reversibile
ed è per questo che ogni fratello deve compiere nel suo
interiore una volontaria “regressione verso la media”. Azione
volontaria in quanto può esplicarsi solo se il fratello intende il
valore del trinomio nel suo insieme ed alla luce del concetto
“Diritto – Dovere” che un massone dovrebbe sempre avere
presente in sé, in ogni momento. Ed è proprio in tal modo che si ha
anche la verifica che solo nella Libertà può nascere l’Uguaglianza.
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