martedì 5 settembre 2017

Un Maestro Venerabile parla

Tra le carte di mio padre ho trovato quanto disse ai Fratelli di Loggia in quel lontano 1976 quando fu scelto come Maestro Venerabile. Tutto sommato se la cavò abbastanza bene, La Loggia si trovò improvvisamente senza sede e si dovette cercare e trovarne un'altra. E l'anno dopo tutti i Venerabili del Grande Oriente si trovarono "sbattuti" sull' Espresso che ne pubblicò (strumento più o meno consapevole di Licio Gelli nella guerra contro Salvini per il controllo della P2) l'elenco: nome, cognome, indirizzo (mancava solo il numero di telefono, ma a quei tempi era sufficiente consultare l'elenco telefonico)...


Cari Fratelli

Vi ringrazio per l’incarico che mi avete conferito.

La mia elezione a Maestro Venerabile di questa Loggia conferma che è stato definitivamente superato il periodo di crisi, da cui ci si è risollevati per l’opera appassionata ed intelligente dei Maestri Venerabili che mi hanno preceduto.

La crisi è finita, la Loggia è funzionante, le colonne si sono ripopolate, è ora il periodo della normale amministrazione.

E per sottolineare il trapasso della responsabilità di conduzione della loggia fra gli anziani saggi ed i giovani maestri avete scelto la mia persona come anello ideale di congiunzione. E’ una scelta che mi lusinga e che mi fa piacere, anche se non vi nascondo il timore di non essere all’altezza del compito.

Ma, carissimi fratelli, un Maestro Venerabile non può fare molto se non ha dietro di sé la loggia. La punta di una lancia penetra per la potenza dell’intera asta. Vi chiedo quindi di aiutarmi, per quanto vi sarà possibile, affinché attraverso la mia persona possiate esprimere l’intera operosità di questa officina. Perché un Maestro Venerabile è soltanto un uomo, ed un uomo solo, se non è l’espressione dei suoi fratelli. In una piramide la pietra più importante non è quella del culmine. La pietra del culmine ha solo una funzione rappresentativa. E’ un simbolo che esprime la forza e la potenza delle pietre sottostanti, esprime la funzione insostituibile delle pietre inferiori che aumentano la solidità dell’edificio e che sopportano il peso della costruzione.

Ed è con questo simbolo nella mia mente che mi accingo a dirigere i lavori di questa loggia in attesa di essere sostituito da qualche fratello giovane e valente.

Guidare i fratelli nella costruzione del tempio è una mansione non facile. Non so se ne avrò la capacità. Ma potrò assolvere alla meglio questo compito se e in quanto mi darete la vostra collaborazione, ma soprattutto la vostra comprensione, il vostro affetto, la vostra forza.

E’ una posizione di privilegio, quella del Maestro Venerabile, privilegio di servire la loggia e i fratelli. Privilegio che intendo esercitare con l’umiltà necessaria. E in questo vi prego di aiutarmi.

Ma umiltà non è debolezza, come tolleranza non è permissività e libertà non è licenza.

Aiutatemi a mantenere il giusto equilibrio, statemi vicino. Io debbo rappresentare tutti voi, ma la mia forza è quella che voi mi date. Non per me, ma per il bene della loggia. La mia persona non conta.
 Conta invece che fra un anno io possa trasmettere a colui che sceglierete per succedermi una situazione efficiente come quella odierna, perché la nostra loggia continui ad essere viva e funzionante.

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