08 settembre 2017

Reintegrazione oppure evoluzione?

Reintegrazione vuol dire percorrere a ritroso un percorso che avevamo già fatto nella "caduta primordiale".

Evoluzione vuol dire percorrere una via in salita che in precedenza non avevamo mai percorso.

Sembrano due vie in contrasto: l'una ammette una caduta causata in genere dall'antenato primigenio (la cacciata dal Paradiso Terrestre dopo la disubbidienza, oppure altri miti in altre religioni) che ci spinge a rimediarvi, l'altra propone una salita (non: risalita) dallo stato di materia bruta a stati via via più consapevoli.

Però a ben riflettere non esiste un contrasto così profondo: che io percorra la via per la prima volta oppure per la seconda volta (essendomi del tutto dimenticato della prima in discesa) alla fin fine è la stessa cosa.

D'altronde la nostra Parola Perduta non allude a qualcosa che prima si aveva, poi per mancanza di qualcuno (i cattivi Compagni, i Furfanti, i Ruffians della ritualità anglosassone) non si ha più? E la ricerca di Hiram non può avere analogie con la ricerca non solo materiale di un semplice cadavere ma di altro ben più "significativo"?

 

Nessun commento:

Questo lavoro non vuole essere un saggio, ma è semplice raccolta di appunti, annotati anche in tempi diversi, a commento di tornate rituali o dopo riflessioni e meditazioni o dopo letture. E’ quindi stesura provvisoria (a volte ripetitiva) e sempre lo sarà perché legato strettamente al mio percorso, che in questa dimensione terminerà solo quando salirò sulla Grande Montagna.
La bibliografia fondamentale è riferita a lavori rituali delle camere cui ho partecipato. Ciò non toglie che nello scrivere e sistemare gli appunti abbia fatto riferimento anche ad altre letture. Poiché gli autori letti hanno a volte espresso con più precisione ciò che sentivo, in quelle occasioni ho riportato i loro passi.