I rituali delle camere cavalleresche non accentuano la nozione di dolore, che viene affrontato quasi di sfuggita. E’ un’assenza che mi ha stupito soprattutto in relazione al fatto che nella visione cristiana il dolore appare essenzialmente come dolore fisico, sofferenza materiale dovuta simbolicamente alle guerre del cavaliere e materialmente agli stenti della vita, che la religione aiuta a sopportare. Alcuni sono poi passati dalla posizione consolatrice del dolore fisico al conforto della sofferenza esistenziale e metafisica, ma sempre con l’occhio puntato alle gioie del post mortem (la vita eterna) nell’incrociato gioco della punizione e ricompensa. Dunque, una posizione che ritengo tipicamente occidentale, e che nel mondo occidentale ha trionfato e che a sua volta ha riplasmato il mondo occidentale.
In oriente l’impostazione è diversa. Il dolore nel Buddha, per esempio, è essenzialmente la sofferenza del vivere in un mondo di impermanenza. La beatitudine del Buddha non è un appagamento che può principalmente attrarre chi nella vita materiale ha già superato livelli di dolore, ma è il risultato di chi ha ottenuto la vittoria su se stesso e mostra che la meta è raggiungibile da tutti gli uomini disposti a lavorare su se stessi.
19 febbraio 2010
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Questo lavoro non vuole essere un saggio, ma è semplice raccolta di appunti, annotati anche in tempi diversi, a commento di tornate rituali o dopo riflessioni e meditazioni o dopo letture. E’ quindi stesura provvisoria (a volte ripetitiva) e sempre lo sarà perché legato strettamente al mio percorso, che in questa dimensione terminerà solo quando salirò sulla Grande Montagna.
La bibliografia fondamentale è riferita a lavori rituali delle camere cui ho partecipato. Ciò non toglie che nello scrivere e sistemare gli appunti abbia fatto riferimento anche ad altre letture. Poiché gli autori letti hanno a volte espresso con più precisione ciò che sentivo, in quelle occasioni ho riportato i loro passi.
La bibliografia fondamentale è riferita a lavori rituali delle camere cui ho partecipato. Ciò non toglie che nello scrivere e sistemare gli appunti abbia fatto riferimento anche ad altre letture. Poiché gli autori letti hanno a volte espresso con più precisione ciò che sentivo, in quelle occasioni ho riportato i loro passi.
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