giovedì 8 ottobre 2009

6.2 Il Precedente Maestro di Loggia

In inglese è il Past Master.

E’ dunque così importante l’aver retto il maglietto di una Loggia da quasi ripetere la cerimonia di installazione del Maestro di Loggia (tale è appunto il grado) o il farla per chi non lo è mai stato?

La risposta dovrebbe essere doverosamente positiva. Ma diventa difficile spiegarne le ragioni, perché alla luce del ritualismo “latino” il quesito non riveste un significato particolare. Invece pare che l’essere stato installato Maestro di Loggia lasci un segno indispensabile al cammino seguente e non si riduca solamente ad un'esperienza superiore.

In certi rituali, in primis l'Emulation, è prevista una cerimonia di installazione del Maestro Venerabile. La Loggia è aperta in Primo Grado. Gli Apprendisti coprono il Tempio. Il rito è condotto dal Maestro Venerabile uscente che a questo punto chiede a due ex Maestri Venerabili (cioè Maestri già Installati) di occupare gli scranni di 1° e 2° Sorvegliante; anche l'ufficio di Copritore Interno è ricoperto da un ex Venerabile. I lavori vengono elevati al Secondo Grado.

Seguendo il rituale Emulation, al Maestro installando vengono letti gli Antichi Doveri, Usi e Costumi (il testo dei quali non coincide con quelli di Anderson, ma li richiama) che dovrà “assecondare” uno ad uno.

Dopo il giuramento vengono fatti uscire tutti i Compagni e, aperti i lavori in Terzo Grado, usciti i Maestri che non sono mai stati Venerabile, si procede poi nel Consiglio dei Maestri Installati, dove si ricorda al nuovo Venerabile l'importanza delle tre Grandi Luci, gli viene consegnato dal predecessore o dal Maestro installante mazzuolo e insegne. Successivamente il Maestro Venerabile ormai installato dovrà a sua volta installare il predecessore come ex Maestro Venerabile.

Fatti rientrare, i Maestri sfilano davanti alla cattedra del nuovo Venerabile. Si procede alla chiusura dei lavori in terzo grado e vengono fatti rientrare i Compagni, che a loro volta sfilano davanti al neo Venerabile. Si chiudono i lavori in Secondo Grado e la cerimonia si ripete per gli Apprendisti.

Interessante notare che nel corso dei lavori vengono (ri)presentati gli attrezzi da lavoro: sisaro, matita e compasso per i Maestri; squadra, livella e filo a piombo per i Compagni; Regolo da 24 pollici, maglietto e scalpello per gli Apprendisti.

Quindi segue l'investitura dei Dignitari e Ufficiali di Loggia: 1° e 2° Sorvegliante, Cappellano, Tesoriere, Segretario, Maestro delle Cerimonie, 1° e 2° Diacono, Copritore Interno ed Esterno.
[Notiamo che la funzione di Cappellano nella ritualità anglosassone non è riconducibile a quella di Oratore nella ritualità latina. L'Esortazione al Cappellano che il Venerabile indirizza nell'installazione (vedi Emulation Ritual, pp. 175-176) è significativa. “...Io vi nomino Cappellano della Loggia e vi investo con il Gioiello della vostra carica, il Libro Aperto. Esso rappresenta il Volume della Legge Sacra, che sempre deve trovarsi aperto sul tavolo del Maestro Venerabile, quando i Fratelli sono intenti ai lavori nella Loggia. Il Volume della Legge Sacra è il principale delle tre grandi, seppur emblematiche luci della Libera Massoneria. Le Sacre Scritture sono il simbolo delle fondamenta e dell'indirizzo della nostra Fede. Il Volume Sacro ci guida alla Verità assoluta, dirigerà i nostri passi lungo il cammino verso la Felicità e sta ad indicare ogni dovere dell'Uomo. Priva di esso, la Loggia non è perfetta, e senza l'esplicita ammissione di credenza nel suo Divino Autore, nessun Candidato può essere lecitamente ammesso al nostro Ordine. Il vostro posto nella Loggia è immediatamente a sinistra dell'Ex Maestro Venerabile e il vostro dovere consiste, sia all'Apertura, sia alla Chiusura, della Loggia, in ogni Grado, così come nelle tre Cerimonie, nell'invocare la Benedizione dell'Onnipotente sui nostri lavori. Voi dovete perciò, partecipando nel limite del possibile ad ogni riunione della Loggia, espletare l'incarico sacrale previsto dalle parti devozionali delle nostre cerimonie”].
Al Consiglio dei Maestri Installati può partecipare solo chi ha ricoperto la dignità di Maestro Venerabile. E' un'antica traccia delle Logge di Maestri Venerabili?
[La prima documentazione di Logge di Maestri Venerabili è nell'Inghilterra del 1730, create per elevare i Compagni d'Arte al grado di Maestro (che solo alla fine degli anni 1720 era diventato patrimonio di alcune Logge, ma non era ben noto come praticarlo. Le Logge di Maestri Venerabili erano composte da fratelli in grado di svolgere la cerimonia n modo impeccabile. (cfr. Bernard J. Jones, Il libro dei Liberi Muratori del Sacro Arco Reale, Roma, 1988.p. 68)].

Si può configurare l'installazione del Maestro di Loggia come una specie di quarto grado massonico?

La domanda non pare peregrina, anche se da parte inglese, ancora oggi fa testo il compromesso tra le due Grandi Logge rivali inglesi, quella degli Antients (gli scissionisti della metà del XVIII secolo) e dei Moderns (la Gran Loggia del 1717) che si riunificarono nel 1813, pattuendo, tra l'altro: Pure antient Masonry consists of three Degres, and no more, viz. those of the Entered Apprentice, the Fellow Craft, and the Master Mason, including the Supreme Order of the Holy Royal Arch (cioè: La pura, antica Massoneria è composta da tre gradi, e non di più, cioè quelli di Apprendista Accettato (ammesso, iscritto), di Compagno d'Arte (di mestiere) e di Maestro Muratore, incluso il Supremo Ordine del Sacro Arco Reale).

Riprenderò tra poco la questione dell'Arco Reale; qui mi soffermo sui three Degrees and no more, cioè tre Gradi e non di più. L'atto (del 1813, ma valido ancora oggi) parla di tre gradi, quindi non si può parlare di "nuovi gradi", ma - eventualmente - di ampliamenti e completamenti (in quest'ottica, infatti, il Marchio risulterebbe ampliamento del grado di Compagno e l'Arco Reale di Maestro). Per cui il Marchio non è - non può e non deve essere - un nuovo grado, il Maestro Installato non può e non deve essere un nuovo grado, l'Arco Reale non può e non deve essere un nuovo grado, con buona pace di chi ha opinioni diverse.
[Jones, esponente dell'Arco Reale (di Gerusalemme), annota (op. cit. p. 121): L'anomalia più vistosa nella storia dell'Arco Reale, costituita da una serie di stranezze, è quella implicita nella dichiarazione del 1817, secondo cui la muratorìa dell'Arco Reale non costituisce un grado. Si dice che i Fratelli “Moderni” avessero la miglior propensione a salvaguardare nella sua interezza il Grado dell'Arco Reale. E' indubbio che molti, come Fratelli, l'avessero ma è curioso vedere come ancora a quel tempo persistesse una certa opposizione ufficiale al riconoscimento totale, perché altrimenti l'Arco Reale avrebbe conservato il suo status pre-Unione, di grado a pieno titolo. Nominalmente non vi riuscì, sebbene rimanga in effetti un grado, come è sempre stato e sempre sarà, poiché dobbiamo sempre ricordare che un grado è solo un passo e che nessuno può mettere in dubbio che in una cerimonia di Esaltazione il Candidato compie un passo di alto rilievo muratorio. Non è strano che quello che nel 1813 fu ritenuto il semplice completamento di un grado della Libera Muratoria abbia avuto il permesso di rimanere sotto la giurisdizione di un organo non coincidente con quello che presiedeva ai Tre Gradi, pur stabilendo che i membri del Gran Capitolo potessero essere gli stessi della Gran Loggia? Tale condizione singolare poteva essere soltanto la conseguenza di un compromesso raggiunto dopo una accesa contrattazione - compromesso possibile solo per la mentalità inglese - ma bisogna ammettere che, per quanto illogico, esso ha funzionato. Al di fuori dell'obbedienza inglese l'Arco Reale è un grado a parte].

La realtà si adegua a coercizioni derivate dall'ammettere solo tre gradi nella Massoneria e contemporaneamente “salvare” anche ciò che ai tre gradi non può propriamente rifarsi? Oppure è più "assennata" la posizione del sistema americano che non abbandona le nuove modalità, ma le inserisce come nuovi gradi in un Corpo rituale che ha al culmine proprio l'Arco Reale?

Così facendo viene preservato il regime dei tre gradi “di base” e tutto il resto viene demandato ai Corpi rituali.

Resta aperta la questione se l'installazione del Maestro Venerabile prefiguri un nuovo grado.

Il sistema inglese risponde negativamente: è una parte del grado di maestro.
Il sistema americano risponde affermativamente (evitando così la necessità di ammettere candidati all'Arco Reale solo fratelli già Maestri Venerabili di una Loggia del Craft - eventualità evitata dal sistema inglese che mantiene il venerabilato condizione indispensabile solo per i tre Principali del Capitolo).

Quale la lezione del Past Master che emerge dal rituale (americano)?

Potrebbe essere la capacità di conciliare rigore e indulgenza, scrupolosità e bonarietà nel dirigere i lavori, sempre condotti con la consapevolezza che l’equilibrio costruito per i fratelli di Loggia diventa equilibrio applicato a se stessi. Colpisce la fantasia l’episodio del tumulto (mentre il neofita siede sullo scranno del Venerabile, i fratelli di Loggia si comportano con rumorosa confusione: a un colpo di maglietto l’ordine e l'armonia dei lavori è immediatamente ristabilita), che può esaltare l’onnipotenza di chi dirige se non riesce a temperare la passione con l’armonia del lavoro.

Più significativa credo sia la responsabilità degli utensili che cade su di lui, al quale, unico fra tutti, compete il mazzuolo. Il Maestro di Loggia – credo che qui stia il senso profondo della qualifica – deve infatti conoscere a fondo gli strumenti dell’Arte e deve saperli usare. Fuor di metafora, deve essere maestro di se stesso e sapere usare gli strumenti su se stesso, e come un direttore d’orchestra promuovere l’armonia nel lavoro. E' qui - credo - che sta l'imprintig del grado.

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