[Una “caratteristica” dell'Arco Reale è la mancanza di “informazioni congiunte o comparative”: chi pratica un sistema non sembra interessarsi che marginalmente degli altri. Così il Jones, esponente del sistema inglese ed autore di una densa opera sull'Arco inglese, dimostra di ignorare (non ne dice nulla se non qualche sporadico cenno) l'Arco americano, che pure è il più diffuso nel mondo massonico). Così chi pratica l'Arco americano conosce stentatamente gli altri sistemi (quali sono le differenze, perché si sono create, quali sono i punti comuni?) e pare essere completamente soddisfatto della mancanza di curiositas]
Il rituale dell'Arco Reale di Gerusalemme chiaramente espone all'atto della esaltazione del Candidato: Probabilmente, voi immaginate di aver oggi ricevuto il Quarto Grado della Massoneria; ma non è così. Questo è solo il completamento del Grado di Maestro Libero Muratore. Quando foste elevato al Terzo Grado vi si informò che, per la prematura morte del nostro Maestro Hiram Abif, i segreti di un Maestro Muratore s'erano perduti ed essi furono sostituiti con certi segreti fortuiti...
Per parte sua il rituale dell'Arco americano ribadisce lo stesso concetto: Il grado dell'Arco Reale è il completamento del grado di Maestro, la rivelazione in un secondo tempo della storia di quello che si era perduto, fino alla sua scoperta finale. Senza l'Arco Reale, il grado di Maestro è come un suono cantato a mezzo, una storia raccontata a metà o una promessa non mantenuta.
La scoperta dei vecchi segreti perduti quindi appare come una specie di “seconda parte” del Terzo Grado. A ciò fa riferimento anche l'organizzazione stessa dell'Arco in Inghilterra: ogni Capitolo prende nome e numero della Loggia sulla quale si “innesta” mostrando così lo stretto legame con l'Ordine (sottolineato anche dal fatto che i Dignitari della Gran Loggia ricoprono i corrispondenti incarichi nel Gran Capitolo (se ovviamente esaltati all'Ordine). E' ciò che si tentò in Italia anni fa con l'arco di Gerusalemme: il Gran Maestro Corona era anche Primo Gran Principale del Gran Capitolo dell'Arco e analogamente al successore Di Bernardo, diventato automaticamente Primo Gran Principale appena esaltato all'Arco.
[Che poco dopo uscisse dal Goi assieme ai maggiorenti dell'Arco Reale è fatto che qui non interessa. L'evento appartiene ormai alla storia massonica e il giudizio è già stato pronunciato].
Il mio parere (al di là del fatto organizzativo) resta problematico.
Posso accettare che il Terzo Grado sia incompleto, come del resto tutti gli altri gradi muratori, essendo in realtà progetti di lavoro che il massone dovrà poi realizzare, ma non nel senso che ne manchi una parte (appunto quella che ora è di pertinenza dell'Arco). Infatti in quest'ultimo caso la leggenda di Hiram e il ritrovamento del Libro e della Parola tra le rovine del primo Tempio (proprio quello che costruiva Hiram) avrebbero dovuto avere la stessa origine. Lascio la parola ad un esperto in materia.
Sappiamo che, negli anni successivi al 1717 (nel quale fu fondata la Prima Gran Loggia) il Grado Hiramico si stava sviluppando come rituale eseguibile; sappiamo anche che il Grado dell'Arco Reale, due o tre decenni dopo, visse un'esperienza analoga. Questa sequenza cronologica va a sostegno dell'idea che la leggenda Hiramica del Primo Tempio sia stata enucleata per prima dal patrimonio della tradizione massonica e che in seguito lo stesso sia avvenuto per la leggenda del Soggiornante del Secondo Tempio. Benché il Conte Goblet d'Alviella suggerisca dei contatti tra muratori medioevali e filosofi, la maggior parte degli studiosi (ed io fra essi) non riesce a scorgere una pur minima possibilità che l'Arco Reale si sia sviluppato dalla muratorìa operativa. Probabilmente il Conte pensava alla congiunzione fra la muratorìa embrionalmente speculativa del diciassettesimo secolo, forse imperniata sulla Compagnia Londinese dei Muratori, e i dotti mistici che praticavano le arti Rosacruciane e alchemiche. Molti dotti che all'epoca entrarono nella muratorìa erano degli studiosi ben addentro nella letteratura classica e medioevale; essi possedevano una conoscenza eccezionale e singolare e, per quanto lo si può valutare, innestarono parte di quella conoscenza sulle brevi e semplici cerimonie della muratorìa speculativa dell'epoca. Vi sono delle buone ragioni per ritenere che molto del simbolismo della muratorìa sia stato introdotto da tali mistici e non può esservi alcun dubbio che alcuni dei più noti simboli della muratorìa dell'Arco Reale abbiano una stretta somiglianza con quelli dell'alchimia.[Jones, op. cit, p. 10].
La citazione è lunga ma chiara: grado hiramitico e Arco Reale non hanno avuto origini comuni, anzi pare che l'Arco segua di alcuni anni il Terzo Grado. Ci può essere solo una continuità ideale (allo stesso modo in cui c'è continuità “ideale” tra Terzo Grado” e il grado di Maestro Segreto, quarto del Rito scozzese), ma appare almeno “strana” l'organizzazione inglese (cfr. post Il Precedente Maestro di Loggia). Più accettabile la posizione dei sistemi (lo York in primis) che hanno separato il Terzo Grado nell'Ordine (nel Craft) e l'Arco Reale nel Corpo rituale.
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