03 luglio 2026

Salire

Salita

La montagna non si sale con la funivia. Non ha alcun valore evolutivo un’ascensione con tale mezzo. Anzi non è nemmeno un’ascensione. La montagna si sale esclusivamente con le proprie gambe, con le proprie forze. C’è il primo di cordata. Ma non è un maestro. E’ soltanto un fratello maggiore che percorre la stessa via, davanti a noi. La corda che unisce il primo al secondo di cordata è un sostegno reciproco, una sicurezza per entrambi.

Il bambino potrebbe benissimo cominciare a camminare da solo.

Tendergli la mano ed aiutarlo a compiere i primi passi va bene solo se è aiuto temporaneo e invito a camminare da solo.

L'insicurezza dell’uomo spesso nasce perché l'uomo non viene incoraggiato a fare da solo ma è abituato ad avere chi lo aiuta.

Succede che chi aiuta l'altro lo faccia per un secondo scopo (potere, prevaricazione) e non disinteressatamente (come deve essere il vero aiuto).

Aiutato, il bambino impara prima. Per imparare altro bisogna insegnargli ad essere autonomo.


Tarocchi: Il Mondo

 La Loggia lavora sulla carta XXI de Tarocchi

Il Mondo


Racconta la Genesi che Dio ha creato il mondo in sette giorni, lo genera da se stesso. La creazione è avvenuta tramite il verbo e – insegna la Cabala - via via che si discende nella creazione da Kether, la Corona, si avvertono successive condensazioni fino a a Malkuth, il Regno, massima caoticità e massima concentrazione dell’Amore divino. E’ come una grande colata d’amore che si materializza: l’amore non può essere impuro, ma solo più solidificato.

Abbinando l’Amore al mondo si considera appunto come essenza del mondo non tanto l’amore divino quanto l’Amore. E’ l’Amore umano, per i propri simili, che indubbiamente riceve influssi dai piani superiori, ma viene praticato da esseri umani, uomini e donne.

Il legame tra gli uomini è amore. La presenza del divino è amore per il prossimo. Si fatica a distinguere tra divino e umano

La caratteristica della rotondità non è solo della testa del feto, ma anche dell’utero materno, la matrice, il tepee dei nativi del Nord-America. La differenza tra linea curva (che ritorna su se stessa e quindi chiusa) e linea retta può essere solo apparente se pensiamo alla linea retta che va all’infinito e poi “ritorna dall’altra parte”: la linea retta non è altro che una grande linea curva con curvatura infinita.

Si considera l’uomo il più evoluto degli esseri viventi non tanto per l’ “autocoscienza” (presente anche in qualche animale) quanto per la compassione, cioè la capacità di “soffrire con” l’altro.

La Genesi insegna che Dio ha creato l’uomo in sette giorni; esiste anche un’altra Genesi che insegna che l’uomo ha creato Dio in sette notti. Dall’incontro delle due nasce il senso della trascendenza. Forse infatti l’Uomo è Dio che cade sotto i nostri sensi, mentre Dio è l’Uomo che ancora non cade sotto i nostri sensi.

Il Maestro Venerabile completa il lavoro.

Il Mondo è l’ultima carta degli Arcani maggiori; è una carta di compimento. Il suo numero è 21, ottenuto dal prodotto 7 per 3. Tre sono gli scalini della scala dell’Apprendista e sette sono gli scalini della scala al completamento del lavoro.

Nella carta è rappresentato il Tutto, l’Uno nel Tutto, l’antico en to pan.

La figura femminile è inserita in una mandorla o un circolo, insomma un qualcosa di chiuso che in realtà è una porta che si apre alla vita.

La vita nasce in un grembo chiuso, in sé perfetto: il grembo materno. Mai il feto si aspetterebbe di dover abbandonare quella situazione protetta, per lui ideale, per “nascere” come diciamo noi. Ma per lui, che deve abbandonare un mondo che conosce, per un nuovo mondo sconosciuto e potenzialmente ostile, forse la “nascita” assomiglia ad una “morte”.

L’uomo deve aprirsi verso qualcosa che non conosciamo perché l’Uno è il Tutto.


02 luglio 2026

Stonehenge e la Massoneria

 Partecipai ad una tornata di una Loggia della quale non ero più a piedilista.

Il non-lavoro

Ricordo quella tornata.

Tavola su Stonehenge.

Tavola certo interessante.

Ma posi una domanda: che c’entra una tavola su Stonehenge con ipotesi di fanta-archeologia (interessanti?) con la Massoneria?

Nessuno mi rispose, nemmeno il Maestro Venerabile.

Non vollero? O non seppero?


I Tarocchi

 La Loggia lavora sulla tavola "I Tarocchi". I Fratelli lavorano riflettendo...

Il lavoro dei Fratelli



Il maestro va cercato entro sé.

La favola del maestro addormentato (che è sempre là, che si sveglia sporadicamente solo per consigliare all’allievo di uscir fuori dalle sue stanze e si riaddormenta subito dopo) è significativa. Il maestro in realtà dorme dentro di noi.

Quando riuscirai a conoscere te stesso allora conoscerai anche il maestro, che si sveglierà.

Lo scrittore Calvino, non estraneo al mondo muratorio, in una sua opera immaginò i Tarocchi come la base del linguaggio comunicativo tra persone che avevano perso l’uso del linguaggio parlato: la stessa carta assume significati diversi in base al posto occupato e al contesto (le carte vicine). Perdendo l’univocità aumenta la significatività permettendo la comprensione dei “destini incrociati”.

L’insieme delle lame del Tarocco, dal Bagatto al Giudizio, può riferirsi all’intero ciclo dell’era occidentale, da Mithra al Cristianesimo: in quanto simboli antichissimi popolano il nostro inconscio. I Maestri alla ricerca di Hiram indicano che il lavoro deve compiersi sotto la volta stellata, alla luce della Luna, scavando nel nostro profondo; altrimenti la Massoneria si riduce a mera scuola filosofica perdendo la propria identità.

Il lavoro nell’inconscio porta a riconoscere simboli presenti nelle varie mitologie (specie le più arcaiche). Lo psicanalista Jung studiò i simboli dell’inconscio e li relazionò alle mitologie e religioni. Si dedicò anche all’arte oracolare cinese de I Ching, non tanto per prevedere eventi, quanto per comprendere perché si voleva prendere certe decisioni. Jung estrasse un oracolo che gli si presentò sotto il simbolo del calderone, recipiente nel quale c’è un po’ di tutto, ma sostanzialmente “cibo buono” per il corpo e lo spirito.

L’Oratore conclude sottolineando l’armonia mostrata dai Fratelli tutti, che spesso manca nel mondo quotidiano: la consapevolezza di vivere in un mondo che ha del misterioso e la sperimentazione di cose inesplicabili completano la vita dell’uomo e sono alla base della identità dei Fratelli.

La Madre

 La Loggia lavora sulla tavola "La Madre". I Fratelli lavorano riflettendo...

Il lavoro dei Fratelli

Lavorando sull’aspetto Madre si lavora sulla facoltà creatrice che è presente anche nell’uomo. L’evento creativo non termina alla nascita ma si realizza seguendo la nuova vita. La creazione è atto d’Amore, che culmina nell’illuminazione, l’attimo del fascino.

Nella storia dell’umanità l’archetipo femminile indica l’Opera nelle sue fasi.

Vivere nell’amore significa vivere in simbiosi, senza che – come Filemone e Bauci - nessuno dei due comandi o ubbidisca. La coppia nasce nella trasposizione del femminino nell’altro.

Il metodo muratorio è “penetrativo”, quindi “maschile”; attraverso simboli “femminili” permette il completamento del massone.

Il “femminile” presiede e il “maschile” ricerca.

Achille è l’uomo invincibile, che cerca l’immortalità nella vittoria e teme la morte non del corpo ma dello spirito. Ettore è contemporaneamente guerriero, marito, padre. Non teme la morte perché sa che è inevitabile. Vuole non tanto non morire quanto essere di esempio e proteggere. Ettore rappresenta il lavoro del libero muratore che non deve cercare come modello Achille.

L’Amore è forza attrattiva molto potente; se deviata e non controllata è in grado di compiere le peggiori atrocità. Deve essere affiancato e “guidato” da Sapienza, Bellezza e Forza.

L’uomo è rappresentato dal Pentalfa, che ne contiene all’interno un altro rovesciato (che a sua volta ne contiene un altro ancora rovesciato, e così via). Così l’uomo (Pentalfa “dritto”) ha in sé il femminile e la donna (Pentalfa “rovesciato”) il maschile.

L’Apprendista diventando Compagno deve prendere coscienza della propria componente femminile e riappropriarsene: solo così potrà consapevolmente rialzarsi Maestro.

Un cammino iniziatico non deve essere maschile, femminile o misto, quanto solitario. In noi c’è il nero e il bianco, il secco e l’umido; successivamente c’è l’incontro con e tra simili.

Alchemicamente si deve procedere dal nero, che risulta il punto di partenza di innumerevoli percorsi, fin dall’antico Egitto, che ricorrentemente diventava appunto nero per le alluvioni.

L’Amore è il collante universale: la Luce genera l’Amore e l’Amore genera la Luce. Non odiare chi ti ha fatto un torto perché i tuoi pensieri ritornano indietro: se odi ti ritornerà odio, se ami ti ritornerà amore.

01 luglio 2026

Prometeo: vinto o vincitore?

Prometeo incatenato in realtà incatena il mondo


Prometeo regala il fuoco all'uomo.

In linguaggio di oggi: Prometeo regala lo strumento (il fuoco) che è agli inizi della tecnica.

Prometeo distrugge l'unità indifferenziata del mondo di allora.

Mi chiedo: Prometeo sa in anticipo cosa succederà?

Il segreto di Prometeo, che Zeus vuole conoscere ma non saprà mai (Prometeo su questo non aprirà bocca), è la futura fine degli dei.

Infatti Prometeo è il passaggio dalla visione mitica del mondo alla visione moderna.

Con Prometeo inizia la tecnica.

Agli inizi la tecnica era solo strumento degli uomini, ma col passare dei secoli essa è diventata, oggi, il nuovo dio che pretende di sottomettere l'uomo. Molto più dei vecchi dei.

Ce la farà l'uomo a restare libero?

I cattivi compagni 6

 

 Three Ruffians

Sesta e ultima parte


Ulisse e il Vecchio Copritore continuano l'affabulazione sulla Parola perduta:  alla morte di Hiram la Parola è stata ritrovata oppure no?
Che c'entra la Massoneria del legno e la Massoneria del ferro?
Il colloquio termina con una accorata osservazione sull'uomo Hiram: Non potrò vivere tanto da vedere il Tempio finito!


Ulisse. Che vuol dire Massoneria Criptica?

Vecchio Copritore. Salomone, Hiram Re di Tiro ed Hiram Abif, temevano che in futuro i Figli di Israele si sarebbero allontanati dalla Legge delle Scritture e, persa quindi la loro forza interiore, sarebbero stati sopraffatti dai nemici che avrebbero distrutto il Tempio. Decisero di costruire una cripta sotto il Sancta Sanctorum.

Ulisse. Dunque il nome deriva dalla cripta. Dà comunque un senso di cosa o luogo nascosto a tanti.

Vecchio Copritore. Molto nascosto, perché solo pochi sapevano della sue esistenza. L’ingresso era nelle stanze private di Re Salomone; una via proprio per pochi.
Sotto il Nono Arco che sosteneva la cripta fu messa una copia esatta di tutti gli oggetti sacri conservati nel Sancta Sanctorum. Sul coperchio dell’Arca fu incisa la Parola di Maestro e la sua chiave di lettura, ossia il codice per decifrarla e leggerla.

Ulisse. Una specie di assicurazione contro le perdite.

Vecchio Copritore. E’ il grado di Maestro Eletto. E c’è altro. Il numero del Concilio (così sono detti) dei Maestri Eletti è fissato simbolicamente in ventisette e non può essere aumentato. Il Candidato è ammesso previa esecuzione della guardia addormentata che è venuta meno ai suoi doveri.

Ulisse. Un organo nel quali entri previa esecuzione di un membro negligente?

Vecchio Copritore. Non dire negligente: è venuto meno al dovere. Che io sappia è l’unico organismo massonico in cui succede. Non osservare i propri doveri mette tutti i Fratelli in grave pericolo!

Ulisse. Il percorso Criptico termina qui oppure continua?

Vecchio Copritore. Un Compagno della Corporazione si presenta ad Hiram Abif portando un vaso d’oro sapientemente cesellato. Hiram spiega che il vaso è stato costruito in base ad un suo progetto: verrà da quel momento in poi posto su ogni altare.

Ulisse. Un vaso? Oggetto di metallo.

Vecchio Copritore. Un oggetto di metallo, infatti. Traccia di una antica Massoneria del ferro?

Ulisse. Massoneria del ferro?

Vecchio Copritore. La Massoneria del ferro si affiancava alla Massoneria della pietra e alla Massoneria del legno. Pensa al ruolo delle centine in legno per costruire gli archi e della ferramenta per fissare certi tratti di muro. Nella Massoneria speculativa, per quanto ne so, esistono tracce per il legno nel Rito Noachita e nel Rito Scozzese (21° grado: Noachita o Cavaliere Prussiano; e 22° grado: Cavaliere dell’Ascia Reale).
Ogni mezzogiorno, Hiram Abif ha l'abitudine di entrare nel Sancta Sanctorum per innalzare preghiere al Signore. All'uscita lo attende Adoniram, che gli chiede quando potrà avere la Parola di Maestro.

Ulisse. Sembra un deja vu! La situazione però è differente. Adoniram non è un “cattivo compagno”.

Vecchio Copritore. Il contesto qui è completamente diverso da quanto visto nel Terzo Grado. Non solo perché il Maestro Reale (questo è il grado della Massoneria Criptica) non è il Maestro Libero Muratore del Craft, ma soprattutto perché Adoniram è uno degli operai più qualificati del cantiere. La sua domanda è legittima: Quando potrò passare Maestro?

Ulisse. Uguale ma non uguale!

Vecchio Copritore. Hiram non può rispondere alla richiesta di Adoniram: infatti fu concordato tra lui, re Salomone e Hiram re di Tiro che la Parola di Maestro sarebbe stata conosciuta solo dopo il completamento del Tempio e solo alla presenza di tutti e tre.

Ulisse. Se per qualche motivo uno dei tre non avesse potuto essere presente che sarebbe successo?

Vecchio Copritore. Infatti proprio questo obietta Adoniram: che sarebbe successo in caso di morte di uno dei tre?

Ulisse. Un punto cruciale che probabilmente i tre non avevano considerato.

Vecchio Copritore. Hiram si interrompe, medita e propone una riflessione che ritengo uno dei momenti muratori più significativi, al di là delle diverse ritualità e dei singoli Corpi rituali: Il giovane può morire, il vecchio deve morire, il più saggio non sa quando morrà.
Hiram Abif prende Adoniram sottobraccio e lo accompagna in tre viaggi attorno all'altare, meditando sulla morte, prima considerata come termine della vita individuale, poi come destino universale di ogni essere vivente e infine come legge cosmogonica. La conclusione di Hiram è di una accettazione sentita del destino umano intrisa di soddisfazione tacita per il lavoro compiuto e di accorata nostalgia: Non potrò vivere tanto da vedere il Tempio finito.

Ulisse. Sembra il canto del cigno.

Vecchio Copritore. E’ una grande nota di umanità. Se Hiram è inteso solo come simbolo si perde la sua umanità, proprio ciò che più di tutto può colpire l’uomo. Il simbolo acquista senso solo se viene continuamente rapportato all’uomo che con quel simbolo si confronta. Hiram è l’uomo che cerca di sfuggire alla morte, ma quando si rende conto che non può evitare la fine, la accetta pur di non venir meno ai suoi principi: la dignità del vivere è più importante del vivere stesso. Hiram muore e muore definitivamente; sapere che rinascerà lo fa morire con fiducia e speranza.

Ulisse. Quindi la Parola è perduta!

Vecchio Copritore. Se non lo è, lo sarà perché non potrà più essere trasmessa. Ma… fiducia e speranza. La Parola dovrà essere cercata sotto l’Ara.

Ulisse. Conclusione tacita: lì bisognerà cercarla. Con fiducia e speranza.

Vecchio Copritore. Consapevoli che la ricerca non avrà mai termine. Fiducia e speranza.


Questo lavoro non vuole essere un saggio, ma è semplice raccolta di appunti, annotati anche in tempi diversi, a commento di tornate rituali o dopo riflessioni e meditazioni o dopo letture. E’ quindi stesura provvisoria (a volte ripetitiva) e sempre lo sarà perché legato strettamente al mio percorso, che in questa dimensione terminerà solo quando salirò sulla Grande Montagna.
La bibliografia fondamentale è riferita a lavori rituali delle camere cui ho partecipato. Ciò non toglie che nello scrivere e sistemare gli appunti abbia fatto riferimento anche ad altre letture. Poiché gli autori letti hanno a volte espresso con più precisione ciò che sentivo, in quelle occasioni ho riportato i loro passi.