domenica 7 maggio 2017

La primavera

La mia Loggia ha lavorato sui "Riti della Primavera". 
Tornata breve dal punto di vista temporale, ma molto significativa. E il lavoro di Loggia è continuato nella mia testa anche nei giorni successivi riflettendo sgli spunti dei Fratelli.

I Riti primaverili. La primavera. L'equinozio. Equilibrio di luce e buio. Possibilità di cogliere i contrasti molto più che nel fosco inverno o nel bagliore accecante estivo.

L'andamento stagionale del tempo della natura è una grande metafora dell'uomo, di noi stessi, di me stesso.
Né troppo di luce (la luce eccessiva appiattisce tutto, non mostra ma nasconde, è accecante).
Né troppo poco di luce (la poca luce ti fa "immaginare" non "vedere" , non distingui le proverbiali vacche nere nella notte nera).

Solo con la chiara individuazione dei contrasti si giunge all'armonia, ad armonizzare le cose. L'armonia nasce dalla vicinanza di elementi (architettonici, musicali, visivi) diversi e distinti. Si coglie qualcosa da entrambi (ah! saliamoci una buona volta su questa benedetta scala curva!...) e "ci lavoriamo sopra".

Se fosse tutto uniforme avremmo una pappina tutta uguale. Così sarà quando l'universo avrà la stessa temperatura ovunque, e i fisici parlano di morte termica dell'universo. Non ci saranno contrasti, moti, differenze. Tutto uguale in un egalitarismo sterile che non porterà niente a niente. Il nulla.

Il "gioco" dei contrasti non deve farci dimenticare la ricerca dell'equilibrio. Forse non ci arriveremo mai: nel mondo del relativo equilibrio può essere solo aspirazione, non realtà.

Nella vita quotidiana equilibrio significa senso della misura, proprio quello che tanti non solo non hanno ma nemmeno possono immaginare cosa sia. Quei tanti che ammirano l'eroe Achille, senza rendersi conto che Achille è un perdente. Si cura della gloria, e per la fama baratta la vita. Ma è incapace di comportarsi con misura, anzi come un "border line" ante-litteram, Achille ha scatti d'ira (ricordate? l' "ira funesta del pelide Achille") che dire esagerata è dir poco.
Non ha il senso della misura Patroclo, l'amico di Achille, che indossa le sue armi per respingere i Troiani e viene ucciso per non aver saputo contenersi (non avrebbe dovuto avanzare oltre le navi gli aveva consigliato Achille). E viene perso dal sue "eccesso"
Anche il buon Ettore perde il senso della misura. Indossa le armi di Achille sottratte a Patroclo, e se ne inorgoglisce, e viene perso da questo sentimento di "eccesso".

L'immagine astronomica della terra attorno al sole dà forti spunti.
Intanto, metà della superficie del globo terrestre è sempre illuminata dal sole e l'altra metà no. E questo sempre, in ogni stagione.
Ogni punto della superficie terrestre ha poi una "sua" variazione di luce e buio seguendo un ritmo tutto "suo" che dipende da lui e dalla sua posizione (latitudine) sul globo. Per i punti terrestri ci sono solstizi ed equinozi (equipartizione di luce e buio).

Esiste quindi un equilibrio cosmico, sul quale non sappiamo dir nulla. Ed esiste un equilibrio che dipende dal luogo: una specie di equilibrio "personale".

 

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