06 maggio 2017

Tornata di Loggia

I lavori di una Tornata di Loggia non si esauriscono nel breve arco temporale della durata "fisica", ma continuano anche il giorno dopo, quello dopo e ancora in seguito.

Ricordo ancora una tornata di tanti anni fa (una ventina?). Un Fratello medico ci parlò dei pazienti oncologici dimessi dagli ospedali per trascorrere il proprio fine vita a casa e di come si potesse intervenire come forma di solidarietà effettiva e non a parole. Intervenne poi il Fr. 2° Sorvegliante, che con voce pacata e tranquilla, cominciò: "Avete ascoltato la voce del medico. Ora voglio farvi ascoltare la voce dell'altra parte, del malato...". E il senso dell'essere malato lo si capì qualche mese dopo quando quel Fratello ci lasciò.

E ricordo un'altra Tornata (fine anni Settanta?) monopolizzata da un Fratello che ci elargì una tavola di settantacinque cartelle (le contai). Sarebbe stata magari interessante averla potuto leggere a casa in poltrona, ma in Loggia?... Non ricordo nemmeno l'argomento: i templari?, la gnosi? Boh.Mi passò sopra come l'acqua su un sasso.

Non è importante intervenire, ma è importante concentrarsi e rimescolare nel tuo pentolone: questi sono gli effetti del lavoro di Loggia.

Nessun commento:

Questo lavoro non vuole essere un saggio, ma è semplice raccolta di appunti, annotati anche in tempi diversi, a commento di tornate rituali o dopo riflessioni e meditazioni o dopo letture. E’ quindi stesura provvisoria (a volte ripetitiva) e sempre lo sarà perché legato strettamente al mio percorso, che in questa dimensione terminerà solo quando salirò sulla Grande Montagna.
La bibliografia fondamentale è riferita a lavori rituali delle camere cui ho partecipato. Ciò non toglie che nello scrivere e sistemare gli appunti abbia fatto riferimento anche ad altre letture. Poiché gli autori letti hanno a volte espresso con più precisione ciò che sentivo, in quelle occasioni ho riportato i loro passi.