giovedì 25 maggio 2017

Il tempo e lo spazio

L’Ora e l’Età dei lavori di Loggia.
E’ sempre il tempo che vien richiamato, ma non è più il tempo “assoluto”, il Tempus, bensì l’ora del giorno (il tempo in quel periodo particolare) e l’Età, cioè il “Tempo applicato” all’uomo, a quegli uomini che partecipano ai lavori.
La mia età dipende dal momento della mia nascita, per cui oggi, all’ora x, posso avere tre anni oppure posso averne cinque o addirittuare sette. O altri valori ancora.
Il tempo non esiste. Esistono “i tempi”, non il tempo.
Oh, bello.
Sì. C’è il tempo di far questo e di far quello (vedi Qoelet). C’è un tempo di fare e un tempo di non fare o disfare.
L’età invece è un tempo personale. Il dialogo tra il tempo e l’età è il dialogo tra il tempo generale, universale e il tempo particolare.
E’ l’età parte del tempo (un tempo particolare) oppure è il tempo generale applicazione particolare che si esplica nell’età?
E’ il tempo rispetto allo spazio?
La spazio ha il tempo al suo servizio oppure il tempo ha lo spazio al suo servizio?
Noi crediamo di trovarci di fronte a due categorie fondamentali, assolute, senza le quali non potremmo percepire la realtà e muoverci nel mondo.
E se invece fossero due schemi mentali che si è costruito l’uomo? Se magari tempo e spazio non possano essere che un groviglio indistinguibile di qualcos’altro, una specie di Mister X che ci sfugge?
Spazio e tempo sono nei nostri atti quotidiani. E pure in quelli non quotidiani. Spazio e tempo sono nei nostri sogni. Spazio e tempo sono nei nostri progetti.
Spazio e tempo sono nei lavori di Loggia. 
Prima si delimita lo spazio, lo si circoscrive, se ne segnano i confini. Non per allontanare il mondo ma semplicemente per dirci: ora che siamo al di qua dobbiamo comportarci in un modo un po’ diverso dal solito.
Poi fissiamo il tempo. E dobbiamo “personalizzarlo”, in un certo senso dobbiamo costruirci un “nostro” tempo particolare perché con il tempo generale, universale non è possibile lavorare. Ecco quindi che parliamo non di tempo ma di “ora” (il tempo riferito al qui) e di “età” (il tempo riferito a “noi”, a “noi che siamo qui”).
Solo dopo queste due azioni apriamo i lavori. E lavoriamo non più nello spazio e non più nel tempo ma in qualcosa di diverso.
Spazio-tempo? Bah! Spazio-tempo è termine della fisica, e quindi ben individuabile da formule scientifiche. Quando noi lavoriamo in Loggia siamo lontani dalla dimensione della scienza, che non riesce a cogliere il senso del nostro lavoro che non è solo qualificabile in termini scientifici.


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