L’Ora e l’Età dei lavori di
Loggia.
E’ sempre il tempo che vien
richiamato, ma non è più il tempo “assoluto”, il Tempus, bensì
l’ora del giorno (il tempo in quel periodo particolare) e l’Età, cioè il
“Tempo applicato” all’uomo, a quegli uomini che partecipano ai
lavori.
La mia età dipende dal momento della
mia nascita, per cui oggi, all’ora x, posso avere tre anni oppure
posso averne cinque o addirittuare sette. O altri valori ancora.
Il tempo non esiste. Esistono “i
tempi”, non il tempo.
Oh, bello.
Sì. C’è il tempo di far questo e
di far quello (vedi Qoelet). C’è un tempo di fare e un tempo di
non fare o disfare.
L’età invece è un tempo
personale. Il dialogo tra il tempo e l’età è il dialogo tra il
tempo generale, universale e il tempo particolare.
E’ l’età parte del tempo (un
tempo particolare) oppure è il tempo generale applicazione
particolare che si esplica nell’età?
E’ il tempo rispetto allo spazio?
La spazio ha il tempo al suo servizio
oppure il tempo ha lo spazio al suo servizio?
Noi crediamo di trovarci di fronte a
due categorie fondamentali, assolute, senza le quali non potremmo
percepire la realtà e muoverci nel mondo.
E se invece fossero due schemi
mentali che si è costruito l’uomo? Se magari tempo e spazio non
possano essere che un groviglio indistinguibile di qualcos’altro,
una specie di Mister X che ci sfugge?
Spazio e tempo sono nei nostri atti
quotidiani. E pure in quelli non quotidiani. Spazio e tempo sono nei nostri sogni. Spazio e tempo sono nei nostri progetti.
Spazio e tempo sono nei lavori
di Loggia.
Prima si delimita lo spazio, lo si
circoscrive, se ne segnano i confini. Non per allontanare il mondo ma
semplicemente per dirci: ora che siamo al di qua dobbiamo comportarci
in un modo un po’ diverso dal solito.
Poi fissiamo il tempo. E dobbiamo
“personalizzarlo”, in un certo senso dobbiamo costruirci un
“nostro” tempo particolare perché con il tempo generale,
universale non è possibile lavorare. Ecco quindi che parliamo non di
tempo ma di “ora” (il tempo riferito al qui) e di “età” (il
tempo riferito a “noi”, a “noi che siamo qui”).
Solo dopo queste due azioni apriamo i
lavori. E lavoriamo non più nello spazio e non più nel tempo ma in
qualcosa di diverso.
Spazio-tempo? Bah! Spazio-tempo è
termine della fisica, e quindi ben individuabile da formule
scientifiche. Quando noi lavoriamo in Loggia siamo lontani dalla
dimensione della scienza, che non riesce a cogliere il senso del
nostro lavoro che non è solo qualificabile in termini scientifici.
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