Oriente Eterno. Espressione che commuove.
Ma: attenzione! Non deve essere segno che divide il massone dagli altri, che in un certo senso "distingue" il massone dal non massone.
L'Oriente Eterno è un simbolo molto forte che esprime (per noi) il "fine vita" con un linguaggio delicato. Viene visto come un semplice (semplice!) trasferimento di Loggia e mostra la "fede - fiducia" in qualcosa "dopo".
Fiducia non vuol dire: "Io so che sarà così". Io purtroppo non so nulla. Ho solo fiducia, una gran fiducia.
"Il petalo è volato via" scrisse con delicatezza Novalis della morte della ragazza quindicenne cui era legato affettivamente (e non si parli di pedofilia, per favore!).
Ecco. "Delicatezza" è forse uno dei modi più significativi di "parlare" di Oriente Eterno. E deve diventare anche il senso di un "mondo invisibile", di un piano di vita diverso da quello che siamo abituati a conoscere: un piano leggero, più leggero di questo.
Gli antichi Egizi credevano che al defunto dovesse essere pesato il cuore e avrebbe superato la prova se il cuore fosse stato più leggero di una piuma.
La leggerezza dovrebbe essere la caratteristica del mondo oltre il mondo, nel quale tutti dovremo andare . Dimensione strana, non visibile, non materiale. Ma "leggera".
All'appuntamento con la Nera signora dovrò andare con meno zavorra possibile. Il mio zaino dovrà essere leggero, almeno il più leggero possibile.
E andremo nel mondo del mistero. Parola che sconcerta l'uomo contemporaneo, che non comprende. L'uomo oggi non accetta il mistero. Non lo capisce, non lo vuole e lo rifiuta. Ma il mistero non scompare, resta lì. Tutt'al più si cela, ma solo per poco. E gioca con il grande paradosso della vita: l'unica certezza che ha l'uomo qui è appunto quella di incontrare, prima o poi, il mistero!
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