lunedì 5 ottobre 2015

Gabinetto di Riflessione 2

(continua dal post precedente)

Non è previsto dal Rituale che il Passaggio a Compagno comporti una sosta nel Gabinetto di Riflessione. Sarebbe invece una esperienza significativa.
Il Maestro Venerabile della Loggia di Ulisse lo ha permesso.
Così Ulisse è stato condotto dal Vecchio Copritore di Loggia, un Fratello con molta esperienza ed anzianità non solo anagrafica, nel Gabinetto di Riflessione.
Ma questa volta il Vecchio Copritore entra assieme ad Ulisse, che pare molto sconcertato.

Entrano tutti e due e il Vecchio Copritore fa sedere Ulisse. Lui rimane in piedi, ma si premura di chiudere la porta.

Ulisse rimane stupito, in due nel Gabinetto di Riflessione. Gli pare strano; certo è anomalo.

«Ti ricordi Ulisse, quando ti portai qui la sera della tua iniziazione?» fa il Vecchio Copritore.

«Certo» risponde Ulisse.

«Ho chiesto al Maestro Venerabile di essere io ad accompagnarti nel rito che dovrai affrontare: sarò quindi il tuo Fratello Esperto. Il motivo è molto semplice: questa sarà una esperienza unica. Tu passi Compagno di Mestiere e non rivivrai mai più nella tua vita massonica questo momento. Desidero tu possa viverlo al meglio».

Il Vecchio Copritore continua.

«Ora qualche spiegazione preventiva. Tu sei Apprendista Libero Muratore.

Vuol dire che nel tuo lavoro hai cercato di comprendere gli interventi della Forza e rendertene consapevole. Questo però non vuol dire che hai lavorato solo con la Forza.

Ricordi la favola sul cambiamento dell’entropia (1) che ti ho raccontato l’anno scorso? Tu hai una solida preparazione scientifica, quindi se vogliamo parlar di entropia tu, Apprendista, sei il mio Maestro, ché io di entropia so poco o nulla. Vedi dunque che contemporaneamente sei Apprendista per certi versi, e Maestro per altri ancora? E quindi sei anche Compagno per altri aspetti.

La contemporanea presenza in te di qualcosa dell’Apprendista, del Compagno e del Maestro ti deve far comprendere la limitatezza di quelli che sostengono la scansione temporale dei tre gradi: prima Apprendista, poi da un certo momento Compagno (e non più Apprendista) e finalmente, da una certa ora x in poi, Maestro.

Ulisse, non è così.

Essere Apprendista deve farti diventare consapevole della Forza. Essere Maestro significa renderti conto che tu sai alcune cose e non ne sai tante altre. Devi quindi essere conscio dei tuoi limiti (quelli che conosci e quelli che ignori) ed essere umile (umile, da humus = terra) nel trasmettere agli altri.

L’Apprendista deve imparare i propri limiti e il Maestro deve essere consapevole dei propri limiti.

Stai per diventare Compagno. Ovviamente anche il Compagno ha dei limiti. E lo vedrai.

Mi preme invece proporti alcuni stimoli che ti possano far comprendere il senso del Grado che stai per ricevere. Per prima cosa, fondamentale, il Compagno deve imparare la Bellezza, che tu finora hai “utilizzato” inconsapevolmente».

Il Vecchio Copritore continua.

«Dovrai imparare non solo l’uso della Forza, ma anche l’uso “indiretto” della Forza, cioè l’intervento della Bellezza, che in un certo modo “tempera” la Forza e la “addolcisce”, adornandola di quegli ornamenti non inutili e leziosi, tali da toglierle la caratteristica di forza bruta.

Insomma la Bellezza deve allentare le maglie della Forza senza distruggere la rete formata da quelle maglie: senza la rete il manufatto si sgretola.

Devi evitare l’insofferenza per ogni limite: se togli tutti i limiti non c’è più l’uomo.

Fosti accolto nella Loggia di Apprendista sulla punta di una spada. Ti insegnava, quella punta, il colpo dritto, il giungere immediatamente al cuore del problema, con volontà, razionalità e immaginazione (in questo senso ancella della ragione). Volontà di dominare il problema, volontà di risolvere, volontà di emergere, insomma volontà di potere. E non è in sé atteggiamento negativo.

Diventa però negativo se ti fermi qui, se cioè il potere diventa dominazione e predominio, egemonia sugli altri. Devi procedere oltre.

Ricorda Ulisse che come Compagno hai diritto di ricevere il salario. Le antiche leggende della nostra Corporazione indicano che il Compagno riscuote il salario nella Camera di Mezzo. Si va nella Camera di Mezzo salendo una scala dal Portico del Tempio. E’ una scala curva così che mentre sali cambi continuamente punto di vista. Basta, non aggiungo altro, ma concentrati su questo simbolo: è forse il più significativo del Secondo Grado.

Ricordati che da qualche parte – continua ancora il Vecchio Copritore – esiste un tuo Fratello, legato a te da vincoli più forti dei legami di sangue. E’ il tuo uguale e contrario. Sali e risali sulla Scala Curva e cerca di capire».



NOTA
Il Vecchio Copritore si riferisce alla serie di post "GADU".



(continua)

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