Non è previsto dal Rituale che il Passaggio a Compagno comporti una sosta nel Gabinetto di Riflessione. Sarebbe invece una esperienza significativa.
Il Maestro Venerabile della Loggia di Ulisse lo ha permesso.
Così Ulisse è stato condotto dal Vecchio Copritore di Loggia, un Fratello con molta esperienza ed anzianità non solo anagrafica, nel Gabinetto di Riflessione.
Ma questa volta il Vecchio Copritore entra assieme ad Ulisse, che pare molto sconcertato.
Entrano tutti e due e il Vecchio
Copritore fa sedere Ulisse. Lui rimane in piedi, ma si premura di
chiudere la porta.
Ulisse rimane stupito, in due nel
Gabinetto di Riflessione. Gli pare strano; certo è anomalo.
«Ti ricordi Ulisse, quando ti portai
qui la sera della tua iniziazione?»
fa il Vecchio Copritore.
«Certo»
risponde Ulisse.
«Ho chiesto al Maestro Venerabile di
essere io ad accompagnarti nel rito che dovrai affrontare: sarò
quindi il tuo Fratello Esperto. Il motivo è molto semplice: questa
sarà una esperienza unica. Tu passi Compagno di Mestiere e non
rivivrai mai più nella tua vita massonica questo momento. Desidero
tu possa viverlo al meglio».
Il Vecchio Copritore continua.
«Ora qualche spiegazione preventiva.
Tu sei Apprendista Libero Muratore.
Vuol dire che nel tuo lavoro hai
cercato di comprendere gli interventi della Forza e rendertene
consapevole. Questo però non vuol dire che hai lavorato solo
con la Forza.
Ricordi la favola sul cambiamento
dell’entropia (1) che ti ho raccontato l’anno scorso? Tu hai una
solida preparazione scientifica, quindi se vogliamo parlar di
entropia tu, Apprendista, sei il mio Maestro, ché io di entropia so
poco o nulla. Vedi dunque che contemporaneamente sei Apprendista per
certi versi, e Maestro per altri ancora? E quindi sei anche Compagno
per altri aspetti.
La contemporanea presenza in te di
qualcosa dell’Apprendista, del Compagno e del Maestro ti deve far
comprendere la limitatezza di quelli che sostengono la scansione
temporale dei tre gradi: prima Apprendista, poi da un certo momento
Compagno (e non più Apprendista) e finalmente, da una certa ora x in
poi, Maestro.
Ulisse, non è così.
Essere Apprendista deve farti diventare
consapevole della Forza. Essere Maestro significa renderti conto che
tu sai alcune cose e non ne sai tante altre. Devi quindi essere
conscio dei tuoi limiti (quelli che conosci e quelli che ignori) ed
essere umile (umile, da humus = terra) nel trasmettere agli
altri.
L’Apprendista deve imparare i propri
limiti e il Maestro deve essere consapevole dei propri limiti.
Stai per diventare Compagno. Ovviamente
anche il Compagno ha dei limiti. E lo vedrai.
Mi preme invece proporti alcuni stimoli
che ti possano far comprendere il senso del Grado che stai per
ricevere. Per prima cosa, fondamentale, il Compagno deve imparare la
Bellezza, che tu finora hai “utilizzato” inconsapevolmente».
Il Vecchio Copritore continua.
«Dovrai imparare non solo l’uso
della Forza, ma anche l’uso “indiretto” della Forza, cioè
l’intervento della Bellezza, che in un certo modo “tempera” la
Forza e la “addolcisce”, adornandola di quegli ornamenti non
inutili e leziosi, tali da toglierle la caratteristica di forza
bruta.
Insomma la Bellezza deve allentare le
maglie della Forza senza distruggere la rete formata da quelle
maglie: senza la rete il manufatto si sgretola.
Devi evitare l’insofferenza per ogni
limite: se togli tutti i limiti non c’è più l’uomo.
Fosti accolto nella Loggia di
Apprendista sulla punta di una spada. Ti insegnava, quella punta, il
colpo dritto, il giungere immediatamente al cuore del problema, con
volontà, razionalità e immaginazione (in questo senso ancella della
ragione). Volontà di dominare il problema, volontà di risolvere,
volontà di emergere, insomma volontà di potere. E non è in sé
atteggiamento negativo.
Diventa però negativo se ti fermi qui,
se cioè il potere diventa dominazione e predominio, egemonia sugli
altri. Devi procedere oltre.
Ricorda Ulisse che come Compagno hai
diritto di ricevere il salario. Le antiche leggende della nostra
Corporazione indicano che il Compagno riscuote il salario nella
Camera di Mezzo. Si va nella Camera di Mezzo salendo una scala dal
Portico del Tempio. E’ una scala curva così che mentre sali cambi
continuamente punto di vista. Basta, non aggiungo altro, ma
concentrati su questo simbolo: è forse il più significativo del
Secondo Grado.
Ricordati che da qualche parte –
continua ancora il Vecchio Copritore – esiste un tuo Fratello,
legato a te da vincoli più forti dei legami di sangue. E’ il tuo
uguale e contrario. Sali e risali sulla Scala Curva e cerca di
capire».
NOTA
Il Vecchio Copritore si riferisce alla serie di post "GADU".
(continua)
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