sabato 3 ottobre 2015

American Gothic



Grant Wood: American Gothic (1930)

 
Vedo qui due americani, solidi. Mi paiono immagine della Massoneria, anzi: di un certo modo di vedere la Massoneria. Modo che non è il mio.

Lui pare un gran lavoratore, sempre in cerca del gesto giusto, del giudizio giusto. Uno insomma che vuole essere giusto con la moglie, con i figli, e vuole comportarsi giustamente con i membri della propria comunità.

Non commettiamo l’errore, noi “scafati” figli del vecchio e glorioso mondo europeo, di giudicare gli americani con il nostro metro continentale, metro nostro, non loro. Solo se evitiamo questo errore (segno del nostro provincialismo, perché ormai noi siamo la provincia dell’impero, che ha per capitale non più Washington, bensì Pekino oppure New Delhi oppure Rio de Janeiro ), solo evitando queste limitazioni possiamo comprendere lo spirito che anima figure quali quelle rappresentate da Grant Wood.

Sono persone giuste ma dure. Conoscono la giustizia ma paiono zoppicanti sulla misericordia.

Persone per bene, per carità, ma non mi piacerebbe frequentarle. Non voglio giudicare. Sicuramente pretendono da sé prima che dagli altri. Sicuramente sono free born, of good repute, and well recommended. Ma paiono non commuoversi mai.

Sanno che gli uccelli volano, ma non sanno apprezzare la bellezza del volo. Sanno che i pesci nuotano, ma non sanno apprezzare la bellezza dei loro guizzi.

La loro Massoneria è giusta, attenta ai nuovi ingressi, attenta ai comportamenti, pronta a sottolineare le scorrettezze e imprecisioni, pronta a giudicare.

E' una Massoneria triste, severa, grave. E' la Massoneria del solo dovere. E' la Massoneria della sola Forza che sottovaluta la Bellezza.
E' la Massoneria dei Massoni che non ridono in Loggia perché sono uomini che non ridono mai.

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