Veniamo ai
nostri tempi.
E' una sera
buia. Siamo in una città di provincia, stretta tra il mare e le
colline che, non troppo lontano, si elevano in montagne. Potremmo
pensare a certe cittadine nel nord dell’Inghilterra o nel Canada,
per esempio nella Columbia Britannica.
Un uomo sta
salendo la via, mentre un altro la scende. Si incrociano sotto un
fanale e si guardano. Non si sono mai incontrati prima, ma in qualche
strano modo si riconoscono: due sconosciuti che comprendono, che
sanno di avere qualcosa in comune.
La nebbia è
fitta, la tipica nebbia di mare che bagna tutto, trapassa i vestiti e
ti entra nelle ossa. Senza parlare i due entrano in una taverna
vicina, che a mala pena si individua tra quelle fitte cortine
acquose.
Il locale è
vuoto; solo in un angolo un vecchio sta sorseggiando qualcosa, perso
tra le volute dei suoi pensieri.
I due si
siedono a un tavolo.
Il primo,
quello che saliva dal porto, pare un vecchio marinaio, la pelle del
volto cotta dal sole, dal vento e dalla salsedine, capelli bianchi e
radi, un cappottaccio impregnato degli odori del mare, di salmastro e
di pesce.
L'altro pare
invece un vecchio montanaro, la pelle del volto cotta dal sole, dal
vento e dal gelo, capelli bianchi e radi, un cappottaccio impregnato
del profumo del bosco e della montagna, di animali, di stalle e di
erba e fieno.
Parla il vecchio marinaio.
Voi di terra
avete un curioso punto di vista. Vedete la terraferma solcata da
sentieri, vie e strade; invece vedete i mari come una unica e grande
piatta distesa, tutta uguale, tutta uniforme. Non sapete leggere le
acque, non sapete coglierne i segni. Al massimo sapete distinguere
tra mare calmo e mare in burrasca. Oh, sì, avete saputo misurare la
forza del vento e del mare; sapete che l'acqua erode persino le più
dure rocce, sapete delle maree. Ma non conoscete il mare. Sapete che
ci sono navi e barche che solcano i mari, ma non conoscete le rotte.
Non conoscete le correnti. Non conoscete le maree. Non conoscete i
pericoli del mare. Avete un solo punto di vista e non può essere che
limitato.
Parla il vecchio di terra.
Ciò che dite
è vero. Io vedo il mare dalla terraferma, non ho mai navigato. A me
piacciono le grandi pianure, i boschi, le colline e le montagne. Sì,
è vero. Per me il mare è un piatto uniforme oppure un burrascoso
mistero. Vedo barche e so che molti solcano i mari, anche se io non
saprei come fare. Ma anche voi dal vostro punto di vista acquoso
perdete tanto. Voi dall'acqua vedete la riva, capite se è sabbiosa o
rocciosa, se vi sono insenature o porti, se c’è acqua potabile e
cibo. A malapena potete distinguere qualcosa a poche centinaia di
metri dalla riva. Ma... e oltre? Le pianure, le colline, le
montagne... Voi vedete azzurre visioni all'orizzonte, vedete
offuscato per la lontananza. Non conoscete la differenza tra colline
e montagne, tra pianure e pianure. Ci sono passaggi? Sono
transitabili? Cosa c'è oltre? E non conoscete nemmeno l'acqua nella
terraferma. Che ne sapete di laghi, fiumi, ruscelli, paludi?
Risponde il marinaio.
Sul mare vedi
sempre l'orizzonte e puoi andarci. Però...
Ribatte il terricolo.
...Però più
ti avvicini all'orizzonte e più l'orizzonte si allontana.
Continua il terricolo.
E più
valichi montagne e più trovi altre montagne o altre pianure...
Conclude il marinaio.
E l'orizzonte
si allontana.
A questo
punto il terzo avventore si scuote quasi provando un brivido. Si
intromette, non invitato, nella discussione. Ma dal volto traspare
una tranquillità autorevole come fosse un vecchio uomo diventato
saggio con la forza della bellezza e la bellezza della forza.
Il vecchio saggio interviene.
Avete ragione
tutti e due. Ma entrambi siete limitati. Troverete la risposta che
cercate nella stanza qui sopra.
Il vecchio
saggio invita i due a recarsi al piano superiore indicando loro la
via per salire.
La scala che
conduce al piano superiore è tutta in legno; è divisa in due rampe,
la prima dritta e la seconda, per mancanza di spazio, curva. E'
pulita, lucida e scricchiola sotto i passi.
Il vecchio saggio conclude.
Salite in
silenzio e guardatevi attorno. Troverete una stanza chiusa.
Entrateci. Se guarderete con attenzione, allora potrete capire.
I due si incamminano, incuriositi,
salgono sulla scala...
Passa il
tempo e i due scendono. Perplessi e stupiti. Non parlano, ma dai loro
sguardi si capisce che hanno visto qualcosa di nuovo.
(continua)
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