20 agosto 2015

Il Massone che ride 2

(continua dal post precedente)

Già, ridere...

Ma si può ridere in Loggia aperta?

Veramente il rituale, nessun rituale, prevede che durante i lavori si possa ridere.
E perché mai?

C’è una relazione tra il lavoro rituale e il ridere?

Messa così la domanda pare indicare la mancanza di rapporti tra rituale e ridere. Pare quasi che se rapporto esiste sia quasi un rapporto più o meno nascosto tra un lui, il rituale, e una lei, la risata (che può essere anche un lui: il riso, il ridere, l’atto del ridere). Ma tranquillizziamoci. Non ci sono rapporti, più o meno clandestini, tra un lui e una lei, e nemmeno rapporti particolari con una lei (la risata) che potrebbe essere pure un lui (il riso, il ridere). Non ci sono rapporti perché rapporti tra quel lui e quella lei non ci sono proprio. Non sono previsti.

E i bravi Massoni si adeguano. Non si ride in Loggia; del resto – aggiungono – non si ride nemmeno in chiesa, in nessuna chiesa. La Massoneria è una cosa tremendamente seria, concludono.

Qualcuno più colto degli altri ricorda un antico manoscritto, ovviamente inglese, addirittura del Seicento.

D. Cosa rende una Loggia giusta e perfetta?
R. Sette maestri, cinque apprendisti, a una giornata di cammino da un borgo, senza latrati di cane o canto di gallo.

Dunque in Loggia non ci deve essere nemmeno un cane abbaiare o un gallo chicchiriare, figuriamoci se ci può stare un massone a ridere. Anzi, in Loggia non possono entrare nemmeno gli animali, che del resto non possono nemmeno entrare in chiesa, come in chiesa non è permesso ridere.

Ma questo qualcuno, colto, si dimentica che, poco dopo la citazione, in quello stesso manoscritto antico si legge.
 
D. E con meno [fratelli]?

R. Più siamo maggiore felicità [altri traducono: più si ride]1. Meno siamo più si sta comodi.

 In quegli antichi documenti si accenna dunque, certo con un sorriso, a quello che oggi potremmo chiamare lo star bene in Loggia.

Il massone colto, a questo punto un po’ in difficoltà, spiega che è solo un fuggevole cenno in un documento che al massimo ha un valore storico e basta.

I cenni sono però molto più sostanziosi se ci rifacciamo ad uno dei documenti fondanti il nostro Craft, cioè gli Antichi Doveri.

Prendiamo il sesto capitolo: Del comportamento, ossia... Seguono sei casi, dei quali ora ci interessano i primi due: 
 
1- ...Ossia: Nella Loggia allorché costituita.
2 - ...Ossia: Comportamento quando la Loggia è chiusa ed i Fratelli non sono usciti.

Per inquadrare la situazione ricordiamoci che gli incontri (quelle che noi chiamiamo tornate) erano tenuti in taverne e osterie, pardon pub2. Non c’erano gli arredi ai quali noi siamo abituati, ma solo alcuni oggetti simbolici. La Loggia lavorava quindi a tavola e possiamo immaginare (non esistono documenti certi) che ci fossero sospensioni frequenti per mangiare o bere.3

NOTE 

1 Il testo inglese recita: The more the merrier. Merrier = più allegro. In http://dictionary.cambridge.org (consultato il 30/07/15) l’espressione è così commentata: used to say an occasion will be more enjoyable if a lot of people are there.

2 Pub  è abbreviazione di public house, il tipico locale anglosassone dove si consuma rigorosamente seduti.

3 Una supposizione che ritengo non infondata vorrebbe le colonnine dei Sorveglianti come il segno dei lavori in atto (colonnina del 1° Sorvegliante alzata e del 2° abbassata) o dei lavori sospesi (colonnina del 2° Sorvegliante alzata e del 1° abbassata).

(continua)

Nessun commento:

Questo lavoro non vuole essere un saggio, ma è semplice raccolta di appunti, annotati anche in tempi diversi, a commento di tornate rituali o dopo riflessioni e meditazioni o dopo letture. E’ quindi stesura provvisoria (a volte ripetitiva) e sempre lo sarà perché legato strettamente al mio percorso, che in questa dimensione terminerà solo quando salirò sulla Grande Montagna.
La bibliografia fondamentale è riferita a lavori rituali delle camere cui ho partecipato. Ciò non toglie che nello scrivere e sistemare gli appunti abbia fatto riferimento anche ad altre letture. Poiché gli autori letti hanno a volte espresso con più precisione ciò che sentivo, in quelle occasioni ho riportato i loro passi.