E' ancora nel Gabinetto di Riflessione, viaggio indispensabile per essere affiliato ad una Loggia nelle Massonerie latine (non mi piace chiamarla iniziazione perché mi pare termine troppo presuntuoso), ed è un viaggio che si sta rivelando una vera e propria avventura...
I mostri
Ulisse-2 sorrise : “ Ecco come sei:
tutta superficie e niente sedimento. È per questo che fatichi a
comprendere, anzi – spesso – rifiuti di comprendere. Se tu fossi
un po’ meno rigido e un po’ più aperto al mondo ti renderesti
conto che quel capolavoro tanto citato quanto incompreso che è il
Libro di Giobbe ci dà profondi suggerimenti”.
“E dài! Suggerimenti? Profondi
quanto?”.
“Smettila di far finta di essere
ottuso. Pensa al Leviatano, pensa a Behemot.
Dove sono questi mostri
se non nelle profondità del tuo mare interno? E quale pesce
inghiottì Giona se non uno del suo mare? Sì, tu lo vedi questo
mare, tante volte ti sei incamminato sulla sua spiaggia, ti sei
bagnato i piedi sulla sua battigia. Sì, hai ammirato gli uccelli
marini volteggiarvi sulla superficie, qualche pesce guizzar fuori per
un piccolo balzo. Ma nelle profondità di quel mare cosa c’è? Non
ti ci sei mai avventurato, perché non puoi. A che serve una guida
all’uomo se non a guidarlo nel suo mare e permettere che ne esca
non tanto vivo quanto integro?”.
Ulisse tacque. Riconobbe che si era
lasciato prendere un po’ la mano da quella situazione anomala e
della quale non poteva incolpare che se stesso. Riconobbe quindi che
il suo numero 2 non aveva avuto tutti i torti nel redarguirlo in così
malo modo. Provava quasi una specie di repulsione per quella
specie di doppio che sapeva sempre cosa lui doveva o non doveva fare.
E si domandò se anche gli altri uomini avessero quella saccente
presenza. Saccente? No, onestamente non poteva chiamarla saccente, ma
invadente e ingombrante sì. E sgradevole, pure.
Sembrava quasi che lo invitasse ad
approfittare di quella inaspettata situazione nella quale altri
l’avevano posto e lui non si era opposto col dovuto rigore. E
invece avrebbe dovuto opporsi, visto che dal XXI secolo era stato
gettato in pieno Medioevo!
“No. Stai calmo. Approfittane. Non ti
capiterà mai più una occasione così” sussurrava invece Ulisse-2.
Insomma il suo alter ego lo
stava invitando ad accettare in sé la presenza di regioni proibite
dove mostri arcaici razzolavano nell'oscurità e nel fango primitivo.
Ulisse, poco convinto, ribatté. “È
scritto: tu non poserai l'occhio su di loro. E’... insomma... sì...,
poco igienico stuzzicare e rimestare quei fondi fangosi e far salire
alla superficie le bolle velenose appiccicate al fondale. Non fu
detto: lasciate che i morti seppelliscano i morti?”.
“Non dire sciocchezze – osservò
Ulisse-2 – e non barare con me. Vuoi che ti dica di tutte le volte
che hai cercato di combattere i tuoi mostri?”
Ulisse non lo voleva ammettere con lui,
ma aveva ragione.
Già, affrontare i propri mostri. Fosse
una cosa facile. Era certo più semplice far finta di averli
affrontati e coprire il tutto.
A volte invidiava i chirurghi:
afferravano affilati bisturi e... zac! Un taglio netto e il marcio è
tolto.
Purtroppo qui il bisturi serviva a
poco...
(continua)
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