D:
Che successe quando il Venerabilissimo Maestro giunse alla tomba?
R: Il Venerabilissimo tolse il
Grembiule che mi copriva il volto con una forte esclamazione.
D:
Che disse?
R: "E' proprio Hiram!".
Poi, innalzando le braccia al cielo: "Quale sciagura!".
D:
Perché innalzò le braccia al cielo?
R: E' un segno di dolore. Come
imparai in seguito, è il Segno di Dolore.
D:
E voi?
R: Apparentemente ero steso in
una fossa impersonando un Maestro ucciso. Ma non ero per nulla
inerte. Non parlavo non tanto perché il rituale non me ne dava
facoltà quanto perché mi trovavo in una situazione strana, come se
il mio essere morto fosse invece una intensa attività interiore.
D:
Cosa fece il Venerabilissimo Maestro?
R: Continuando il giro attorno
alla bara in senso antiorario tolse il ramo d'Acacia, la Squadra e il
Compasso. Tolse anche il drappo nero.
D:
Per quale motivo?
R: Togliendo Acacia, Squadra e
Compasso era come togliere i segni distintivi: non ero più un
massone sepolto, ma semplicemente un uomo sepolto. Togliendo il
drappo nero che mi copriva mi sentivo come riportato alla luce.
D:
Eravate quindi disteso a terra, senza segni distintivi e praticamente
nudo?
R: Già, come un morto ma
anche come un futuro nuovo nato.
D:
Cosa fece il Venerabilissimo?
R: Si disse sicuro, dagli
utensili abbandonati e dalla disposizione del mio corpo che gli
assassini erano Compagni. Parlò di nobile volto che rispecchia
l'Armonia della Coscienza.
D:
Disse altro?
R: Sì, incitò i Maestri a
riportarmi nel Tempio.
D:
Perché?
R: Perché il Tempio è il
luogo del Massone.
D:
Come vi portarono?
R: Il 2° Sorvegliante mi
afferrò l'indice destro e tirò. Il dito gli sfuggì di mano ed
osservò che la carne si staccava dalle ossa.
D:
Non fecero altri tentativi?
R: Il 1° Sorvegliante mi
afferrò il dito medio sinistro, ma anche in questo caso il dito gli
sfuggì di mano e commentò sconsolatamente che ero tutto putrefatto.
D:
Nient'altro?
R: Il Venerabilissimo Maestro
sottolineò l'inutilità dei loro tentativi singoli.
D:
Perché i tentativi singoli non potevano avere successo?
R: Perché - continuò il
Venerabilissimo - il Maestro Hiram fu ucciso da tre Compagni assieme,
per ignoranza, fanatismo e ambizione. Per annullare l'opera dei tre
cattivi Compagni era necessario l'intervento comune di tre Luci.
D:
Quindi gli interventi singoli erano destinati al fallimento?
R: Sì. A questo punto risuonò
alto l’incoraggiamento del Venerabilissimo: “A me, Fratelli,
uniamo le nostre forze!”.
D:
Quindi provarono tutti e tre assieme?
R: Il Venerabilissimo Maestro
mi afferrò la mano destra con una presa che pareva l'artiglio di un
leone. I Sorveglianti mi sollevarono finché non fui seduto sulla
bara. a questo punto il Venerabile mi passò la sinistra dietro il
collo e tutti e tre mi rialzarono in piedi e mi fecero uscire dalla
bara.
D:
Quindi vi siete rialzato?
R: Non ho ricordi molto chiari
di quel momento. Sentii il Venerabilissimo proclamare con voce
squillante: “Eccoti, Maestro, risorto tra noi”.
D:
Quindi rinasceste in Hiram? Oppure Hiram rinacque in voi?
R: Non saprei rispondere.
D:
Cosa successe all'esclamazione del Venerabilissimo Maestro?
R: I paramenti di lutto
caddero e tutte le luci si accesero. La bara fu portata via e il
Tempio ritornò ad essere quello che ricordavo.
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