Argomento non muratorio? Niente di più falso: il sogno è un modo altro di intendere Forza e Bellezza, i nostri mestoli che rivoltano la nostra pappina.
Ci sono sogni che sono fondamentali e quasi fondanti dell'uomo. Ognuno di noi ha nella sua storia sogni siffatti. Sogni che rivestono importanza nel suo cammino.
Molto tempo fa per alcuni anni ho avuto l'abitudine di tenere un quaderno sul comodino per annotare i "sogni sognati" durante la notte. E rileggendo oggi mi rendo conto che alcuni sono stati momenti importanti nel mio sviluppo.
Sognai una volta di avere in casa una tortora che tenevo libera, non in gabbia. Ma un giorno l'uccello vola via. Allora ne compro un'altra, e pure questa è lasciata libera nell'appartamento. Ma - a differenza dell'altra - è un uccello molto "cattivo", che però corre sempre ai miei richiami (mentre l'altra non veniva mai). Corre da me e mi becca, tanto che debbo ripararmi gli occhi con le mani.
Intanto ritorna la prima tortora. E' un animale "buono", che non ha paura della gente: infatti era stata catturata e messa in gabbia.
Così ora ho due tortore: la "buona" e la "cattiva".
Ma un giorno la prima tortora non si fa più vedere: forse è stata catturata e rimessa in gabbia. Ed io resto con l'altra, che non andrà mai via da me, che accorre sempre ai miei richiami, ma che mi becca continuamente fino a farmi male. Ed io non posso farci niente, è così.
Ho messo i termini cattivo e buono tra virgolette. Parlo di tortora "cattiva" e non "aggressiva" perché "cattivo" è il termine che meglio descrive la sensazione che provai al risveglio.
Non voglio dilungarmi su possibili decifrazioni del sogno (ai tempi cercai di interpretarlo), ma ricordo che fu quasi uno spartiacque sul mio sentire. Riflettevo molto sul pavimento bianco e nero del Tempio e mi sforzavo di cercare il modo corretto del cammino. Parlando per metafora posso dire che cercavo di camminare sul bianco e sul nero, magari alternando i colori. Ma il messaggio del sogno mi fece capire che se stavi sul bianco andavi a finire poi sul nero, e viceversa. L'antinomia non potevi risolverla negandola o andanzo a zig zag. Insomma non era questo il cammino giusto. E allora, accolte e accettate le antinomie (quello che chiamiamo il due, il binario intrinseco nella realtà) mi sforzo di camminare sul "bianco - nero". Accetto i contrasti e cerco di vederne l'intrinseca armonia. E forse è proprio questo che significa il loro superamento.
Il sogno mi ha fatto cambiare? Oppure il sogno è un segnale che qualcosa stava cambiando? Oppure ancora il sogno era un preciso programma di lavoro? O un desiderio?
Non so rispondere. Prendo atto che la realtà è complessa, molto più complessa di ciò che appare.
Probabilmente è vero che alla base di ogni uomo c'è un sogno. Un sogno effettivamente sognato. Un messaggio che giunge dal tuo profondo.
Ed è esigenza tanto impellente che se non si rammenta un sogno del genere lo si costruisce, lo si "inventa". Sogni falsi, ma verosimili. Sogni falsi che comunqueindicano il punto di partenza dell'uomo, di quell'uomo...
Così l'episodio - sogno di Newton che dalla mela vista cadere dall'albero ideò la legge di gravitazione universale.
Così l'episodio - sogno del bimbo Einstein che dalla risposta apocrifa di un imbianchino caduto dal tetto di casa (Mentre cadevo mi pareva di non pesare) ideò la relatività.
mela imbianchino.
Sicuramente avremmo avuto la gravitazione di Newton e la relatività di Einstein anche senza mela e imbianchino saccente, ma è bello sapere che tente cose si fondano sui sogni, una specie di sogno fondante.
Una nazione senza sogno fondante non si regge e non vive bene. Che sarebbe la Francia senza il 14 luglio? e gli Stati Uniti senza il 4 luglio? Semplicemente non sarebbelo la Francia e non sarebbero gli Stati Uniti.
Che sarebbe la Massoneria senza il sogno fondante di Hiram? Qualcosa d'altro, qualcosa che non sarebbe più Massoneria.
Che sarebbe la Massoneria senza il sogno sognato che ognuno di noi fa nel Gabinetto di Riflessione? Qualcosa probabilmente di diverso, qualcosa nella quale forse non mi troverei completamente a mio agio
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