Il Maestro Venerabile non può essere autoritario. L'autoritarismo è una specie di surrogato (in peggio) del potere, significa pretendere un potere che spesso non hai, o almeno non hai come tu credi di avere.
Ma qualcuno si accontenta. E così mostra una miriade di piccoli poteri, simil-poteri, pseudo-poteri.
E così vediamo in Loggia e fuori della Loggia Maestri Venerabili che puntualizzano e richiamano puntigliosamente gli altri, anche quando il richiamo è francamente fuori posto.
"Guarda negli occhi il tuo Maestro Venerabile!" ho sentito dire un MV in tornata aperta ad un Fratello.
E così vediamo il comportamento di certi capi uggicio, di certi insegnanti, di certi "capetti".
Là dove il ruolo determina la possibilità di "dirigere" qualcosa , là si annida, molto o poco, il potere.
E' "potere" quello del Maestro Venerabile al quale il Rituale affida il compito di dirigere, sollecitare, interrompere anche, se del caso. E sappiamo quanto profondo e delicato sia il compito di "dirigere" che il nostro Rituale assegna al Maestro Venerabile.
Esercita il potere anche il primario ospedaliero che fa uscire tutti dal reparto quando fa il suo giro presso i pazienti, quasi come l'alto che si degna di scendere nel basso. E questo è il potere del "balordo". Come potere del "balordo" è quello di chi organizza turni scomodi per i suoi organizzati (hai il potere e tutti devono sapere che ce l'hai).
Se il Maestro Venerabile si comporta come non dovrebbe (ce ne sono purtroppo!) la Loggia ha gli strumenti per reagire, per mantenere il suo delicato equilibrio.
Se infatti i due Sorveglianti sono per così dire emanazione diretta del Venerabile e i Diaconi sono i suoi "trasmettitori", l'Oratore ha un suo ruolo autonomo.
L'Oratore ha il potere di interrompere ogni Fratello che interviene se ritiene che travalichi. E ha lo stesso potere anche nei confronti del Venerabile se ritiene che sia al di fuori della Legge.
Anche il Copritore ha la facoltà di interrompere il Maestro Venerabile per avvisarlo dell'intrusione della profanità in Loggia (e, magari, la profanità potrebbe essere entrata proprio per responsabilità del Venerabile).
Il Maestro Venerabile non è il proprietario della Loggia, ma solo il suo momentaneo conduttore. E deve rendere conto del suo operato ai Maestri, che soli sono la Loggia, tutti i Maestri. Se si permette che un Venerabile travalichi, è la stessa Camera di Mezzo che non lavora bene
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Questo lavoro non vuole essere un saggio, ma è semplice raccolta di appunti, annotati anche in tempi diversi, a commento di tornate rituali o dopo riflessioni e meditazioni o dopo letture. E’ quindi stesura provvisoria (a volte ripetitiva) e sempre lo sarà perché legato strettamente al mio percorso, che in questa dimensione terminerà solo quando salirò sulla Grande Montagna.
La bibliografia fondamentale è riferita a lavori rituali delle camere cui ho partecipato. Ciò non toglie che nello scrivere e sistemare gli appunti abbia fatto riferimento anche ad altre letture. Poiché gli autori letti hanno a volte espresso con più precisione ciò che sentivo, in quelle occasioni ho riportato i loro passi.
La bibliografia fondamentale è riferita a lavori rituali delle camere cui ho partecipato. Ciò non toglie che nello scrivere e sistemare gli appunti abbia fatto riferimento anche ad altre letture. Poiché gli autori letti hanno a volte espresso con più precisione ciò che sentivo, in quelle occasioni ho riportato i loro passi.
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