lunedì 3 aprile 2017

Sbatti il mostro in prima pagina

Una Commissione Parlamentare si è preso l'elenco degli iscritti, per ora solo in certe regioni. Non commento, anche se ovviamente sul fatto ho le mie idee, ben chiare. La credibilità dei politici è (purtroppo) ai minimi storici (e dico purtroppo perché la crisi della politica volenti o nolenti è la crisi del paese). E il sospetto che prima o poi quegli elenchi diventino di dominio pubblico appare più che fondato (che so? l'elenco messo su un server di certi paesi sudamericani a disposizione di tutti alla faccia di tutte le leggi sul privato).
Forse non tutti si ricordano i precedenti.
La prima pubblicazione di nomi fu fatta da "L'Espresso" il 2 marzo 1978:era l’Annuario con l'elenco annuale dei Maestri Venerabili del GOI. Fu consegnato all’ "Espresso" da Licio Gelli o chi per lui: insomma una battaglia della "guerra P2" tra Licio Gelli e il Gran Maestro del GOI Lino Salvini, che l’anno dopo sarà costretto a dimettersi abbreviando il suo terzo mandato.
Ci andarono di mezzo i Maestri Venerabili delle allora 452 Logge del Grande Oriente, pubblicati con nome e cognome e tanto di indirizzo anagrafico.
Il giornalista Roberto Fabiani e il giornale stesso non si posero il problema se fosse giusto sbattere “il mostro” in prima pagina, cioè additare quasi alle pubbliche “critiche” persone delle quali ignoravano eventuali e fantomatiche propensioni a delinquere, oppure se si posero il problema, evidentemente non li interessò più di tanto. E non si posero nemmeno il problema (o, se se lo posero, evidentemente non li interessò, propensi allo scoop a tutti i costi, costi quel che costi) se fossero indirettamente strumento di qualcuno che avesse passato loro quei documenti per danneggiare qualcun altro. No, a loro non importava danneggiare più o meno ingiustamente altri: a loro interessava solo lo scoop!
Vissi il fatto in prima persona: quell'anno mio padre era Maestro Venerabile della sua Loggia in una cittadina, quasi paesone, del centro nord.
Quel giorno scrisse alcuni appunti che ho ritrovato e che qui riporto.

 ***

2 marzo 1978. Oggi “L’Espresso” ha pubblicato l’elenco di tutte le Logge del GOI con nome e cognome dei relativi Maestri Venerabili. Naturalmente c’è anche il mio nome.

Mia moglie è preoccupata perché teme che io sia messo al bando come un lebbroso. Io sono tranquillo perché questo ignobile atto dell’ “Espresso” (e ancora più ignobile è colui che all’ “Espresso” ha fornito l’elenco) in un paese conformisticamente cattolico e che fa pagare caro il non conformismo, può significare per molti fratelli difficoltà nel lavoro. Avrei preferito rivelarmi io, poco a poco, cominciando dalle persone più serie. Ma tant’è. Siamo in ballo e balleremo. Con dignità e con serietà. Anche se per i cattolici è infamante essere massoni, io ho la coscienza tranquilla e sono fiero di appartenere alla massoneria, e lo dirò pubblicamente ora. Perché la massoneria non è P2, non è sottogoverno come fa la DC e come tendono a fare più o meno tutti i partiti che arrivano al potere.

Mi dispiace solo per P., amico più che datore di lavoro. Ci rimarrà male. Ma se effettivamente mi è amico e se mi ha finora considerato una persona perbene, dovrà ricredersi sulla massoneria.

Certo che per molti Maestri Venerabili c’è il pericolo di sottili persecuzioni. Oggi non c’è più il carcere o la tortura ma ci sono diffamazione, rallentamenti di carriere, difficoltà nei finanziamenti e simili cose...

A., mio compagno di “Espresso” [si riferisce al Maestro Venerabile dell'altra Loggia], mi ha subito telefonato la notizia.

Ho ricevuto parecchie telefonate, quella di G. fra le prime. Mi ha riferito un certo discorso fattogli a suo tempo da G.M. quando lui era un ragazzino. Lo approfondiremo fra qualche giorno.

Altre telefonate, qualcuna ironica e sfottente, altre che chiedevano informazioni. Ho preso tempo con le seconde. Ne parleremo più avanti se gli interessati saranno all’altezza. Perché nella mia Loggia io farò entrare solo coloro che avranno interessi di ricerca interiore. Non aprirò agli arrivisti, a coloro che tendono solo ad approfittare della nostra solidarietà massonica.

Nel tardo pomeriggio sono andato ad una conferenza di Leo Valiani. Ho incontrato Maria Rosa che, credendo la pubblicazione atto spontaneo del GOI, mi ha detto: “Avete fatto bene a pubblicare quell’elenco. Così fate vedere che fra voi ci sono soprattutto dei galantuomini”.
 
3 marzo 1978. E' venuto M., cognato di P. Ha cercato di sapere come si fa ad entrare. Io sono stato evasivo. Mi ha parlato di essere stato avvicinato tempo fa da una personalità di Roma che gli avrebbe proposto di entrare in massoneria. Gli ho detto che in Italia ci sono parecchie famiglie, ma solo il GOI è quella riconosciuta dalla massoneria universale. Ad ogni modo non gli ho fatta nessuna avances. M. è proprio il tipo che sarebbe pronto ad allearsi anche col diavolo pur di emergere.

Questa sera alla tornata a Logge riunite sul tema “Giustizia massonica” si è parlato soprattutto dell’articolo dell’ “Espresso”. Molti sono preoccupati, soprattutto i dipendenti pubblici. Ma anche certi professionisti.

Da parte mia sono tuttora tranquillo: poiché si deve ballare, ballerò, ma con tutta la dignità che occorre.


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