Una Commissione Parlamentare si è preso l'elenco degli iscritti, per ora solo in certe regioni. Non commento, anche se ovviamente sul fatto ho le mie idee, ben chiare. La credibilità dei politici è (purtroppo) ai minimi storici (e dico purtroppo perché la crisi della politica volenti o nolenti è la crisi del paese). E il sospetto che prima o poi quegli elenchi diventino di dominio pubblico appare più che fondato (che so? l'elenco messo su un server di certi paesi sudamericani a disposizione di tutti alla faccia di tutte le leggi sul privato).
Forse non tutti si ricordano i precedenti.
La prima pubblicazione di nomi fu fatta da "L'Espresso" il 2 marzo 1978:era l’Annuario con l'elenco annuale dei Maestri
Venerabili del GOI. Fu consegnato all’ "Espresso" da Licio Gelli o
chi per lui: insomma una battaglia della "guerra P2" tra Licio Gelli e
il Gran Maestro del GOI Lino Salvini, che l’anno dopo sarà costretto a dimettersi abbreviando
il suo terzo mandato.
Ci andarono di mezzo i Maestri Venerabili delle
allora 452 Logge del Grande Oriente, pubblicati con nome e cognome e tanto di indirizzo anagrafico.
Il
giornalista Roberto Fabiani e il giornale stesso non si posero il
problema se fosse giusto sbattere “il mostro” in prima pagina,
cioè additare quasi alle pubbliche “critiche” persone delle
quali ignoravano eventuali e fantomatiche propensioni a delinquere, oppure se si
posero il problema, evidentemente non li interessò più di tanto. E
non si posero nemmeno il problema (o, se se lo posero, evidentemente
non li interessò, propensi allo scoop a tutti i costi, costi quel
che costi) se fossero indirettamente strumento di qualcuno che avesse
passato loro quei documenti per danneggiare qualcun altro. No, a loro
non importava danneggiare più o meno ingiustamente altri: a loro
interessava solo lo scoop!
Vissi il fatto in prima persona: quell'anno mio padre era Maestro Venerabile della sua Loggia in una cittadina, quasi paesone, del centro nord.
Quel giorno scrisse alcuni appunti che ho ritrovato e che qui riporto.
***
2
marzo 1978. Oggi “L’Espresso”
ha pubblicato l’elenco di tutte le Logge del GOI con nome e cognome
dei relativi Maestri Venerabili. Naturalmente c’è anche il mio
nome.
Mia moglie è
preoccupata perché teme che io sia messo al bando come un lebbroso.
Io sono tranquillo perché questo ignobile atto dell’ “Espresso”
(e ancora più ignobile è colui che all’ “Espresso” ha
fornito l’elenco) in un paese conformisticamente cattolico e che fa
pagare caro il non conformismo, può significare per molti fratelli
difficoltà nel lavoro. Avrei preferito rivelarmi io, poco a poco,
cominciando dalle persone più serie. Ma tant’è. Siamo in ballo e
balleremo. Con dignità e con serietà. Anche se per i cattolici è
infamante essere massoni, io ho la coscienza tranquilla e sono fiero
di appartenere alla massoneria, e lo dirò pubblicamente ora. Perché
la massoneria non è P2, non è sottogoverno come fa la DC e come
tendono a fare più o meno tutti i partiti che arrivano al potere.
Mi dispiace solo
per P.,
amico più che datore di lavoro. Ci rimarrà male. Ma se
effettivamente mi è amico e se mi ha finora considerato una persona
perbene, dovrà ricredersi sulla massoneria.
Certo che per molti
Maestri Venerabili c’è il pericolo di sottili persecuzioni. Oggi
non c’è più il carcere o la tortura ma ci sono diffamazione,
rallentamenti di carriere, difficoltà nei finanziamenti e simili
cose...
A., mio compagno di “Espresso” [si riferisce al Maestro Venerabile dell'altra Loggia], mi ha subito telefonato
la notizia.
Ho ricevuto parecchie telefonate, quella di G. fra le prime. Mi ha riferito un certo discorso fattogli a suo tempo da G.M. quando lui era un ragazzino. Lo approfondiremo fra qualche giorno.
Ho ricevuto parecchie telefonate, quella di G. fra le prime. Mi ha riferito un certo discorso fattogli a suo tempo da G.M. quando lui era un ragazzino. Lo approfondiremo fra qualche giorno.
Altre telefonate,
qualcuna ironica e sfottente, altre che chiedevano informazioni. Ho
preso tempo con le seconde. Ne parleremo più avanti se gli
interessati saranno all’altezza. Perché nella mia Loggia io farò
entrare solo coloro che avranno interessi di ricerca interiore. Non
aprirò agli arrivisti, a coloro che tendono solo ad approfittare
della nostra solidarietà massonica.
Nel tardo
pomeriggio sono andato ad una conferenza di Leo Valiani. Ho
incontrato Maria Rosa che, credendo la pubblicazione atto spontaneo
del GOI, mi ha detto: “Avete fatto bene a pubblicare quell’elenco.
Così fate vedere che fra voi ci sono soprattutto dei galantuomini”.
3
marzo 1978. E' venuto M., cognato di P. Ha cercato di
sapere come si fa ad entrare. Io sono stato evasivo. Mi ha parlato di
essere stato avvicinato tempo fa da una personalità di Roma che gli
avrebbe proposto di entrare in massoneria. Gli ho detto che in Italia
ci sono parecchie famiglie, ma solo il GOI è quella riconosciuta
dalla massoneria universale. Ad ogni modo non gli ho fatta nessuna
avances. M. è proprio il tipo che sarebbe
pronto ad allearsi anche col diavolo pur di emergere.
Questa sera alla
tornata a Logge riunite sul tema “Giustizia massonica” si è
parlato soprattutto dell’articolo dell’ “Espresso”. Molti
sono preoccupati, soprattutto i dipendenti pubblici. Ma anche certi
professionisti.
Da parte mia sono tuttora tranquillo: poiché si deve
ballare, ballerò, ma con tutta la dignità che occorre.
Nessun commento:
Posta un commento