...Lei (...) possiede una qualità che ai nostri giorni è merce assai rara: la libertà. La gente finge di cercare ogni giorno la libertà, finge addirittura di desiderarla. Ma la libertà assoluta ha un prezzo troppo alto, un prezzo che lei, volente o nolente, ha pagato. Solo chi viene spogliato di tutto e rivestito di niente potrà goderne. Come se non bastasse, quindici anni fa lei decise di cancellare il suo passato, sperando di liberarsene. Aveva torto: era un'illusione. Soltanto affrontandolo, soltanto ricordandolo, soltanto accettandolo lei ha scelto veramente di essere se stesso.Dunque seduto davanti a me vedo un uomo che non ha niente da perdere, un uomo che riconosce se stesso. Davanti a me, io vedo un uomo libero.
Lavinia Petti, Il ladro di nebbia, p.
422.
Ecco. Libertà.
Non libertà di pensiero, libertà di
opinione, libertà di parola, libertà di coscienza, libertà di...,
eccetera.
Non libertà dal bisogno, libertà
dalla fame, libertà da..., eccetera.
Libertà. Solo e semplicemente
(semplicemente?) libertà. Libertà senza aggettivi, libertà senza
specificazioni. Libertà senza limitazioni perché è la libertà
stessa che si autolimita nella regola aurea di non potere e dovere
limitare la libertà degli altri. E’ la libertà nella uguaglianza.
E’ la libertà nella fratellanza.
E’ la libertà più ampia possibile
e immaginabile. E’ di questo mondo? Sì, ma – temo – per pochi.
Perché la libertà è strettamente collegata al dovere, altrimenti
diventa prevaricazione, sopruso e prepotenza. Massima libertà è
massimo dovere.
Libertà è anche collegata alla
memoria e al ricordo. Non solo perché ricordare vuol dire evitare
sbagli del passato ma soprattutto perché il ricordo permette a ogni
uomo di sentirsi sempre lui, di avvertire la continuità tra lui nel
cammino di oggi e lui nel cammino di ieri.
Il ricordo, la memoria permette di
aver sempre presente il dipanarsi del cammino. E camminare significa
essere sciolto da impacci che possono trattenerti.
Libertà non va confusa con la “falsa
libertà”, quella che avendo dimenticato tutto o in parte il
passato si ritiene libera (appunto!) dai legami che ci vincolano al
passato. Libertà invece significa ricordarli bene, quei legami.
Riesaminarli, “ricuocerli” quasi nel nostro pentolone e
riattribuir loro il giusto valore all’interno del nostro cammino.
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