30 aprile 2017

Ancora sulla Libertà

...Lei (...) possiede una qualità che ai nostri giorni è merce assai rara: la libertà. La gente finge di cercare ogni giorno la libertà, finge addirittura di desiderarla. Ma la libertà assoluta ha un prezzo troppo alto, un prezzo che lei, volente o nolente, ha pagato. Solo chi viene spogliato di tutto e rivestito di niente potrà goderne. Come se non bastasse, quindici anni fa lei decise di cancellare il suo passato, sperando di liberarsene. Aveva torto: era un'illusione. Soltanto affrontandolo, soltanto ricordandolo, soltanto accettandolo lei ha scelto veramente di essere se stesso.
Dunque seduto davanti a me vedo un uomo che non ha niente da perdere, un uomo che riconosce se stesso. Davanti a me, io vedo un uomo libero.
Lavinia Petti, Il ladro di nebbia, p. 422.

Ecco. Libertà.

Non libertà di pensiero, libertà di opinione, libertà di parola, libertà di coscienza, libertà di..., eccetera.
Non libertà dal bisogno, libertà dalla fame, libertà da..., eccetera.

Libertà. Solo e semplicemente (semplicemente?) libertà. Libertà senza aggettivi, libertà senza specificazioni. Libertà senza limitazioni perché è la libertà stessa che si autolimita nella regola aurea di non potere e dovere limitare la libertà degli altri. E’ la libertà nella uguaglianza. E’ la libertà nella fratellanza.

E’ la libertà più ampia possibile e immaginabile. E’ di questo mondo? Sì, ma – temo – per pochi. Perché la libertà è strettamente collegata al dovere, altrimenti diventa prevaricazione, sopruso e prepotenza. Massima libertà è massimo dovere.

Libertà è anche collegata alla memoria e al ricordo. Non solo perché ricordare vuol dire evitare sbagli del passato ma soprattutto perché il ricordo permette a ogni uomo di sentirsi sempre lui, di avvertire la continuità tra lui nel cammino di oggi e lui nel cammino di ieri.

Il ricordo, la memoria permette di aver sempre presente il dipanarsi del cammino. E camminare significa essere sciolto da impacci che possono trattenerti.

Libertà non va confusa con la “falsa libertà”, quella che avendo dimenticato tutto o in parte il passato si ritiene libera (appunto!) dai legami che ci vincolano al passato. Libertà invece significa ricordarli bene, quei legami. Riesaminarli, “ricuocerli” quasi nel nostro pentolone e riattribuir loro il giusto valore all’interno del nostro cammino.


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Questo lavoro non vuole essere un saggio, ma è semplice raccolta di appunti, annotati anche in tempi diversi, a commento di tornate rituali o dopo riflessioni e meditazioni o dopo letture. E’ quindi stesura provvisoria (a volte ripetitiva) e sempre lo sarà perché legato strettamente al mio percorso, che in questa dimensione terminerà solo quando salirò sulla Grande Montagna.
La bibliografia fondamentale è riferita a lavori rituali delle camere cui ho partecipato. Ciò non toglie che nello scrivere e sistemare gli appunti abbia fatto riferimento anche ad altre letture. Poiché gli autori letti hanno a volte espresso con più precisione ciò che sentivo, in quelle occasioni ho riportato i loro passi.