04 dicembre 2015

Promemoria per il Segretario di Loggia

Leggo in "Tristi Tropici" di Lévi-Strauss (pag. 61 dell'edizione Il Saggiatore del 1960):
Quando il cielo comincia ad illuminarsi delle luci del tramonto (...) il contadino si ferma lungo il sentiero, il pescatore trattiene la barca e il selvaggio socchiude gli occhi, seduto vicino a un pallido fuoco. Il ricordo è per l'uomo una grande voluttà, ma non nel senso di memoria letterale; pochi infatti accetterebbero di rivivere le fatiche e le sofferenze che malgrado tutto amano ricordare. Il ricordo è la vita stessa, ma di una qualità diversa. Così, quando il sole si abbassa verso la superficie levigata di un'acqua tranquilla, come l'obolo di un dio avaro, o quando il suo disco staglia la cresta della montagna come una foglia dura e dentellata, l'uomo trova, in una breve fantasmagoria, la rivelazione delle forze opache, delle brume e degli sfolgorii di cui, nel fondo di se stesso, e durante tutta la giornata, ha vagamente percepito gli oscuri conflitti.
 E' una semplice citazione, ma richiama l'uomo nella sua complessità.
La pongo, questa citazione, accanto ad un'altra, che lessi più di quarant'anni fa (ero ancora un giovane apprendista appena entrato in Loggia). Una citazione che non ricordo più di chi fosse (e sì che in quarant'anna ne ho fatte di ricerche!).
Dice più o meno così.
Essi costruiscono un muro unendo con la calcina pietre con pietre. Ma non si accorgono che contemporaneamente le loro ombre costruiscono un'ombra di muro unendo ombre di pietre con ombre di pietra utilizzando un'ombra di calcina. Ed è la costruzione d'ombra che conta.

Passo questo appunto al Segretario della mia Loggia perché si renda finalmente conto che lui è ben più del registratore di una Tornata.

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Questo lavoro non vuole essere un saggio, ma è semplice raccolta di appunti, annotati anche in tempi diversi, a commento di tornate rituali o dopo riflessioni e meditazioni o dopo letture. E’ quindi stesura provvisoria (a volte ripetitiva) e sempre lo sarà perché legato strettamente al mio percorso, che in questa dimensione terminerà solo quando salirò sulla Grande Montagna.
La bibliografia fondamentale è riferita a lavori rituali delle camere cui ho partecipato. Ciò non toglie che nello scrivere e sistemare gli appunti abbia fatto riferimento anche ad altre letture. Poiché gli autori letti hanno a volte espresso con più precisione ciò che sentivo, in quelle occasioni ho riportato i loro passi.