Quando il cielo comincia ad illuminarsi delle luci del tramonto (...) il contadino si ferma lungo il sentiero, il pescatore trattiene la barca e il selvaggio socchiude gli occhi, seduto vicino a un pallido fuoco. Il ricordo è per l'uomo una grande voluttà, ma non nel senso di memoria letterale; pochi infatti accetterebbero di rivivere le fatiche e le sofferenze che malgrado tutto amano ricordare. Il ricordo è la vita stessa, ma di una qualità diversa. Così, quando il sole si abbassa verso la superficie levigata di un'acqua tranquilla, come l'obolo di un dio avaro, o quando il suo disco staglia la cresta della montagna come una foglia dura e dentellata, l'uomo trova, in una breve fantasmagoria, la rivelazione delle forze opache, delle brume e degli sfolgorii di cui, nel fondo di se stesso, e durante tutta la giornata, ha vagamente percepito gli oscuri conflitti.E' una semplice citazione, ma richiama l'uomo nella sua complessità.
La pongo, questa citazione, accanto ad un'altra, che lessi più di quarant'anni fa (ero ancora un giovane apprendista appena entrato in Loggia). Una citazione che non ricordo più di chi fosse (e sì che in quarant'anna ne ho fatte di ricerche!).
Dice più o meno così.
Essi costruiscono un muro unendo con la calcina pietre con pietre. Ma non si accorgono che contemporaneamente le loro ombre costruiscono un'ombra di muro unendo ombre di pietre con ombre di pietra utilizzando un'ombra di calcina. Ed è la costruzione d'ombra che conta.
Passo questo appunto al Segretario della mia Loggia perché si renda finalmente conto che lui è ben più del registratore di una Tornata.
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