La Scala Dritta
Il
Notaio Franconi prende il tovagliolo, avvoltola un angolo al collo
della camicia e lentamente appoggia entrambi gli avambracci sul bordo
del tavolo. Chiude gli occhi. Immobile. In silenzio.
Primo Scalino: la Bellezza
Notaio
Franconi. Pare meditare davanti alla zuppiera e riflettere
intensamente. Inspira il profumo della nuvola calda, dolciastra e
pungente, qualcosa di vivo che sembra parlare alle sue orecchie una
lingua agli altri incomprensibile.
Nipote.
Guarda un po' intimorito. Poi comincia a mangiare, cercando di non
disturbare lo stato di estasi nel quale il notaio pare essersi
immerso.
Notaio
Franconi (dopo alcuni istanti di raccoglimento): Le
tagliatelle sono un'esigenza dell'anima, profondamente intima. Ogni
sapore vive insieme agli altri. L'approccio ad un solo sapore ci dà
una percezione parziale, monca. Ogni sapore è parte di un equilibrio
più grande. Certo esiste singolarmente ma è con gli altri che si
confronta, è con gli altri che dialoga, si deprime o si esalta. È
un coro. Un gigantesco coro di voci acute e grevi, voci che cantano
all'unisono. E' il coro che canta alla Bellezza.
Secondo Scalino: la Forza
Notaio
Franconi: Non puoi masticare le tagliatelle a quel modo. Non
sei una capra.
Nipote
(sempre più intimorito): Le tagliatelle?
Nipote.
E' immobile, come paralizzato. Guarda il notaio senza deglutire.
Notaio
Franconi (prende lentamente la forchetta, arrotola la pasta e
l'annusa prima di metterla in bocca): Dobbiamo imparare a sentire.
Le
tagliatelle hanno uno scheletro fatto di uova e farina, quando le
mastichi non puoi ridurle in poltiglia. Le uccidi, le soffochi, le
rendi inutili. E' lo scheletro che dà origine alla Forza.
Terzo Scalino: la Sapienza
Nipote.
Manda giù il boccone che aveva lasciato a metà. Le tagliatelle non
perfettamente sminuzzate urtano dolcemente contro faringe e glottide,
scendono per l'esofago, attivano sensi dei quali non ha mai
sospettato l'esistenza.
Percepisce il peso della farina, la sua gravità, la
consistenza della grana, il suo scheletro. E' la prima volta che gli
succede.
E'
questa la Sapienza? la capacità di unire ma anche distinguere, di
sapere ma anche non sapere, di conoscere ma anche non conoscere?
Breve pausa
Notaio
Franconi: Facciamo
un gioco. Dai un voto. Alle tagliatelle dico. Da uno a dieci.
(Poi
con tono che vorrebbe essere paterno, ma risulta paternalistico):
Prima di iniziare, ricordati che l'attesa è tutto. Cosa ti
aspetti da un piatto di tagliatelle?
Nipote.
Resta in silenzio.
Notaio
Franconi (si risponde
da solo, con tono compiaciuto): Ti aspetti il mare e la
montagna, figliolo; ti aspetti le vacche bianche sopra le colline
verdi. Ti aspetti il maiale impertinente libero nell'aia, il pomodoro
acido che punge e l'odore loquace degli orti argillosi. Ti aspetti il
grano come oro fino e il vento e il suono della cavèja
cantarena. E uomini forti ti aspetti, e sangue e lacrime e
sudore. Ti aspetti il cuore della Romagna e la sua immensa
ospitalità.
Alcuni
istanti di silenzio.
Notaio
Franconi (con tono
professorale): Ora concentrati. Non pensare, lascia emergere i
sapori, fai in modo che si rivelino gli equilibri, lascia comparire
le immagini.
(continua)
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