Anche sull'uso dei termini sono diventato abbastanza parsimonioso. Non credo che il semplice fatto di avere in tasca una tessera che certifichi l'appartenenza allo stesso organismo (per favore! non chiamiamolo iniziatico) faccia di due uomini (e perché non di uomini e donne? Sarà pure ora di smetterla con l'orgoglioso maschilismo massonico!) necessariamente due fratelli. No, no: l'essere fratelli è una cosa tremendamente seria e importante e... certi massoni fratelli miei? Certamente no. E nemmeno cugini. E altri?... Certamente sì, e magari non appartengono tutti a nessuna associazione massonica.
Qui mi "diverto" ad intrattenermi su temi "apparentemente" non muratorii (ma c'è qualcuno che può certificare la "muratorietà" (sic!) di un certo tema?)... e ci ricamo sopra...
Nota. Il post è lettura libera e tendenziosamente manipolata de "Lo Zen della tagliatella
romagnola" di Marco Galizzi (Soc. Editrice “Il Ponte Vecchio”,
2011, Cesena). Capitolo: Il senso dell'unità e dell'equilibrio:
il notaio Franconi. E' un gioiellino del quale consiglio la lettura.
*
M. Ven. Fr. 1° Sorv., in che cosa consiste il
Lavoro dei Compagni?
1°
Sorv. Nel trasformare la Pietra Sgrossata in Pietra Cubica e nel
salire una scala curva di cinque gradini.
M.
Ven. Dove conduce questa scala?
1°
Sorv. Nella Camera di Mezzo.
(Dal
Rituale del Secondo Grado)
Nelle
campagne, dove vivono uomini a contatto con i misteri della Natura,
succedono cose strane.
Là,
tra gli alberi, passeggiano presenze inverosimili, che i nostri
antichi chiamarono gnomi, elfi, fate e folletti. Ma il contatto con
loro sviluppò sensibilità acute che oggi noi fatichiamo a
concepire.
Là,
in una campagna, tra il mare e il monte, molti anni fa, accadde la
storia che raccontiamo.
Ambientazione
Il
tinello di una casa colonica di mezzo secolo fa. Arredamento alla
buona, ma funzionale, come si usa tra gente solida, che conosce la
fatica di vivere, ma vuole godere anche di qualche piccola comodità.
Attori
Il
notaio Franconi. E' un professionista affermato, un po'
bizzarro, amante del buon mangiare.
Si
presenta tutte le primavere per acquistare tre damigiane del miglior
sangiovese, pagate in contanti. Giacca e cravatta; pesa almeno
centocinquanta chili. Si muove a piccoli passi ma possiede
nell'aspetto una fiera leggerezza, come fosse rigonfio di aria. E'
abitudinario, il notaio Franconi. Arriva con la sua spider extra
lusso, un modello raro, che parcheggia sotto il ciliegio, a ridosso
della concimaia, talmente vicino al gradino del letame che quando
esce dall'auto, deve rimanere in bilico come un funambolo per non
cascarci dentro: centocinquanta chili in equilibrio sul perimetro di
un enorme vascone di cacca, sfidando la gravità con la leggerezza di
una farfalla. Franconi dice che la fortuna è una donna distratta,
che va quindi continuamente pizzicata. Malgrado
la massa corporea si muove con leggerezza e levità. Pare proprio
uomo che abbia conquistato il segreto degli antichi costruttori di
cattedrali di trasformare il peso in spinta essenziale verso l'alto.
Il
Nipote del contadino. E' un ragazzino di città, sulla via
dell'adolescenza. Tutti i fine settimana va a trovare i nonni in
campagna. Normalissimo ragazzo, con tutti i difetti e i pregi dei
suoi coetanei. E' molto vispo e acuto, certo più della media dei
ragazzini della sua età.
Il
Nonno contadino. Attore assente: deve assistere una vacca
partoriente.
Nonna
Francesca. L'azdòra.
Non interviene se non per servire in tavola. Ma è lei l'artefice
(per usare un termine colto) delle tagliatelle.
E
infine, attrice protagonista, muta, che parla solo con profumi e
sapori, star insostituibile, unica, irripetibile, lei, la
tagliatella.
Però la tagliatella non è mai sola, assomiglia in
questo ai massoni. Non esiste il massone isolato: deve essere
incardinato in una loggia. Così non esiste la tagliatella isolata:
deve essere incardinata nel Piatto
di Tagliatelle.
Come
il lavoro della Loggia è corale e armonico, così deve essere il
Piatto di Tagliatelle: corale e armonico.
Come
la calcina che il Maestro Venerabile mette tra le pietre per
costruire coralmente e armonicamente, così anche il Piatto di
Tagliatelle ha la sua calcina, che unisce e amalgama coralmente e
armonicamente ogni tagliatella: il ragù.
(continua)
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