Il Compagno rivive la storia di Hiram.
D: Proseguite.
R: Mi sentii afferrare per le spalle, le braccia e le gambe e di peso deposto nella bara che nel frattempo era stata liberata (ma non me ne ero accorto). Mi disposero le mani nel Segno di Compagno, mi coprirono fino al collo con un panno nero e mi posero sulla fronte il Grembiule da Compagno.
D: Fecero altro?
R: Seppi in seguito che collocarono alla testa della Bara, un ramo di acacia e ai piedi una Squadra e un Compasso incrociati in Grado di Compagno.
D: Continuate il racconto.
R: Disteso nella bara udii il Venerabilissimo esclamare: “Così morì Hiram. Così deve morire il Compagno per poter rinascere Maestro”.
D: Dunque voi impersonavate Hiram?
R: Sì, me ne resi conto proprio in quel momento.
D: Come vi sentivate?
R: Mi sentivo strano. Non so descriverlo.
D: Come continuò la storia?
R: Il Venerabilissimo Maestro continuò a parlare: “Hiram è morto. Chi mai potrà sovrintendere ai Lavori della costruzione del Tempio?”
D: Parlò solo il Venerabilissimo Maestro?
R: No, a lui fece eco il 1° Sorvegliante: “La Parola è perduta”.
D: Non parlò nessun altro?
R: Solo il 2° Sorvegliante che completò la triplice esclamazione: “Profonde regnano le tenebre”.
D: Situazione drammatica!
R: Immediatamente dopo ci fu un'altra triplice implorazione.
D: Cosa?
R: Il 1° Sorvegliante aggiunse: “Che possiamo fare per ritrovare la Parola perduta?”
D: La disperazione era evidente.
R: Il 2° Sorvegliante ribadì: “Che possiamo fare per ridare la Luce al Tempio?”
D: Avevate detto triplice, ma sono solo due.
R: Il Venerabilissimo Maestro aggiunse qualcosa che mi fece pensare.
D: Perché vi fece pensare?
R: Perché non era una invocazione disperata, ma conteneva germi di speranza.
D: Cosa disse il Venerabilissimo Maestro?
R: Disse: “Non perdiamoci di coraggio. Cerchiamo i resti mortali del Maestro. La Sapienza che era in lui è eterna, e non può morire con lui. Insieme dobbiamo cercare di farla rivivere in noi. Viaggiate, Maestri, dall’Occidente all’Oriente, dal Settentrione al Meridione, finché non avrete trovato il luogo in cui è sepolto il Maestro.”
06 luglio 2014
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Questo lavoro non vuole essere un saggio, ma è semplice raccolta di appunti, annotati anche in tempi diversi, a commento di tornate rituali o dopo riflessioni e meditazioni o dopo letture. E’ quindi stesura provvisoria (a volte ripetitiva) e sempre lo sarà perché legato strettamente al mio percorso, che in questa dimensione terminerà solo quando salirò sulla Grande Montagna.
La bibliografia fondamentale è riferita a lavori rituali delle camere cui ho partecipato. Ciò non toglie che nello scrivere e sistemare gli appunti abbia fatto riferimento anche ad altre letture. Poiché gli autori letti hanno a volte espresso con più precisione ciò che sentivo, in quelle occasioni ho riportato i loro passi.
La bibliografia fondamentale è riferita a lavori rituali delle camere cui ho partecipato. Ciò non toglie che nello scrivere e sistemare gli appunti abbia fatto riferimento anche ad altre letture. Poiché gli autori letti hanno a volte espresso con più precisione ciò che sentivo, in quelle occasioni ho riportato i loro passi.
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