Continuano le riflessioni di Ulisse che nella tornata successiva alla sua Elevazione a Maestro viene invitato ad un nuovo viaggio nel Gabinetto di Riflessione
Ulisse nel Gabinetto di Riflessione
Seconda parte
La sera della Tornata straordinaria Ulisse si presenta all’ora convenuta. Ad aspettarlo c’è solo il Vecchio Copritore.
E’ poco loquace il Vecchio Copritore ed estremamente sintetico. Dopo i saluti prende Ulisse e lo porta dritto dritto nel Gabinetto di Riflessione.
« Ulisse ora sei un Maestro Libero Muratore. Però hai avuto una promozione solo formale. Sarai Maestro vero molto più avanti, forse. I Maestri di questa Loggia desiderano aiutarti. Da noi è diventata prassi ritrovarsi in Camera di Terzo Grado qualche giorno dopo il Rito di Elevazione per riflettere e meditare su quanto si è compiuto e per aiutare spiritualmente il nuovo Maestro nel suo cammino.
Ti proponiamo un soggiorno nel Gabinetto di Riflessione. Questa volta vi soggiornerai dopo il Rito e non prima: ma c’è una ragione molto semplice.
Ora sai come si è svolto il Rito. E’ forse il più significativo di tutta la Massoneria per cui va introiettato più che si possa. Un soggiorno nel Gabinetto di Riflessione conoscendo già cosa è successo ti permetterà di riflettere con più calma, di ripensare e di parlare con te stesso ».
Il Vecchio Copritore accompagna Ulisse nel Gabinetto di Riflessione e lo lascia lì, solo.
« Parlare con chi? Con me stesso? » ribatte tra sé e sé, un po’ imbarazzato, Ulisse.
Bisogna infatti sapere che Ulisse ha un compagno inseparabile del quale non ha mai parlato con nessuno. In certe situazioni infatti lui “sente” dentro sé la presenza di una specie di alter-ego che gli parla come fosse un interlocutore qualsiasi, una specie di Grillo parlante; e, come il vero Grillo parlante, è un interlocutore pedante e noioso. Ulisse non ha mai confidato ad altri questa presenza spesso ingombrante e inopportuna: « Come posso dire agli altri che sento delle voci? – teme Ulisse – Non sono mica Giovanna d’Arco ».
« Tutti sentono voci, appena appena siano in grado di percepire qualcosa – si ode la voce del suo doppio, Ulisse-2 – Probabilmente anche il Vecchio Copritore più degli altri. E non paragonarmi al Grillo parlante che Pinocchio spiaccica sul muro con un martello. Anche se tu potessi spiaccicarmi io ritornerò sempre, perché io sono te ».
« Tutti sentono delle voci? » chiede Ulisse.
« Sì, tutti! – conclude Ulisse-2 – Se uno non le ode significa che è lui ad essere sordo e non possiede nessuna capacità introspettiva ».
« Tu hai percorso il cammino per così dire “istituzionale” del Libero Muratore. – continua Ulisse-2 – Sei stato Apprendista senza la possibilità di intervenire ritualmente. Poi sei passato Compagno di Mestiere, invitato a rielaborare il tuo lato femminile e ad affinare le tue capacità intuitivo-razionali con la comprensione tipica del femminino. Infine sei stato elevato Maestro con il compito di una nuova sintesi umana che superasse le divisioni e le separazioni che sono nella tua interiorità.
Ma la nuova sintesi non ti deve far dimenticare ciò che sei stato e ciò che sei. Sei un uomo in carne ed ossa, non un prestigiatore pazzoide. Hai carne e spirito: se butti la carne butti via te stesso. Tieni la tua materia, mantieni i tuoi istinti. Gli istinti sono indispensabili, anche se non tutti. Vanno “rivisti”, ripresi e in un certo senso “riciclati”, non rifiutati e compressi ».
« Ferma, ferma. – ribatte in fretta Ulisse – Adesso non dirmi che mi debbo tenere i bassi istinti! Ma è un andar contro tutti gli insegnamenti ricevuti. Non mi è sempre stato detto: elimina i bassi istinti, distruggili altrimenti non potrai elevarti? »
(continua)
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