Si conclude l'esperienza di Ulisse nel Gabinetto di Riflessione. E' inutile starvi prima del Passaggio a Compagno?
Esaù e Giacobbe
« Potresti anche aver ragione sugli altri – ribatte Ulisse-2 – ma lasciali perdere. Concentrati e cerca che Forza e Bellezza acquistino un senso per te.
Bellezza non significa chiamare in ballo l’estetica. Qui l’estetica non c’entra nulla. Bellezza è una specie di canone costruttivo, che in un certo senso riesce a incanalare la forza bruta mantenendola sempre forte ma plasmandola e controllandola. C’è differenza tra la Forza di un minus habens e la forza del Libero Muratore: il primo si preoccupa solo di forza, resistenza e solidità, il secondo ha un orizzonte più ampio, perché sa vedere oltre e comprende che vi sono altri aspetti oltre la forza bruta ».
Ulisse-2 continua.
« Pensa, Ulisse, al significato del mito di Esaù e Giacobbe. Sono gemelli, ma sono completamente diversi. Uno è il tipico selvaggio, tutto muscoli, che dirige il suo pensiero solo dove sono i suoi interessi immediati. Ha insomma un pensiero limitato ad un solo settore per volta. L’altro, Giacobbe, sa andare oltre, con il pensiero e con le azioni. In più ha l’appoggio della madre Rebecca, cioè della Bellezza.
Certo, non tutti possono comprendere.
Certo, la Massoneria si rivolge ad una élite, è vero, ma non nel senso sociale, anche se molti massoni così l’hanno trasformata (e questo è uno dei segni della sua degenerazione!). La Massoneria si rivolge a chi cerca, a chi vuole cercare, a chi non può fare altro che cercare e cercarsi ».
Profano
Ulisse-2 è ora incontenibile.
« Tu sai, Ulisse, che io non uso il termine “profano”, che non mi piace. Viene utilizzato generalmente come sinonimo di non massone, per distinguere chi sta fuori della Loggia da chi sta dentro, come etichetta che classifica qualcosa che non è classificabile così superficialmente. In realtà il profano esiste e il suo senso non coincide necessariamente con non massone. Profano è chi resta alla superficie e non approfondisce, come la schiuma resta sulla superficie dell’acqua. Profano è il superficiale. E in questo senso esistono purtroppo tanti massoni che sono profani, “galleggiano” sulla Massoneria come la schiuma sul mare. Insomma, restano sulla superficie di se stessi!
Tanti sono i problemi che un uomo non può affrontare da solo e deve essere insieme ad altri. Se il lavoro muratorio si svolge come dovrebbe diventa indagine interiore ed ognuno contribuisce non con cose lette e rimasticate ma con esperienze personali; allora l’aiuto che tutti danno a tutti diventa effettivo, quasi terapeutico.
Molti purtroppo intendono il silenzio come attributo dell’Apprendista e, una volta passati di grado, si comportano come se il Compagno o il Maestro avessero quasi l’obbligo di parlare ».
Silenzio
« Sì, ricordo cosa mi ha detto il Vecchio Copritore – qui Ulisse pare all’altezza della situazione – Quando avrai guadagnato il diritto di parola in Loggia, ricordati sempre di aspettare che parlino prima gli altri: magari qualcuno dirà ciò che vuoi dire e lo dirà meglio! ».
« Appunto! – continua Ulisse-2 – Il silenzio è un atteggiamento molto particolare e allo stesso tempo molto ampio. Si può stare in silenzio perché felici. Si può stare in silenzio al contrario perché infelici. Si può stare in silenzio perché appagati. Si può stare in silenzio perché angosciati. Si può stare in silenzio perché concentrati su altro. Si può stare in silenzio perché stanchi. Si può stare in silenzio perché indifferenti. Si può stare in silenzio perché annoiati.
Consapevolezza
E tu, Ulisse, perché stai in silenzio? E non dire che taci perché così deve essere: non è una risposta, è solo un ripetere ciò che altri ti hanno detto. Ma se vuoi essere Massone, non devi limitarti a ripetere ciò che ti dicono gli altri. Il tuo silenzio deve essere concentrazione massima sul tuo dentro e non giochino con cose grandi ».
« Ne sono consapevole ».
« Ulisse, non parlar di consapevolezza senza sapere cosa sia. Sì, certo che capisci, ma non la pratichi, non la senti. La consapevolezza va avvertita, “sentita”, sempre, di giorno e di notte. Non son queste, cose da comprendere con la ragione, ma da sentire nel flusso dell’energia vitale.
L’uomo è come un corpo quasi del tutto sepolto, una specie di iceberg terrestre. E’ visibile solo una piccola parte che esce dal terreno, tutto il resto è sepolto, ben nascosto. Andarci dentro è scavare nelle proprie viscere, senza sapere cosa si troverà, tesori nascosti o mostri terribili. Ma è un lavoro da fare altrimenti non potrai conoscerti.
Apprendista e Compagno nella cripta. L'immaginazione
E’ una discesa nella propria cripta, là dove è nascosto il segreto più prezioso del Libero Muratore. Il Secondo Grado vuole insegnarti ad allentare la rigidità del ragionamento.
Da Apprendista hai lavorato privilegiando l’intelligenza costruttiva. Ora come Compagno devi “modellare” il tuo lavoro. Ci devi mettere del sentimento, delle emozioni. Ci devi mettere del “tuo” ».
Ulisse-2 continua.
« Insomma devi imparare ad avere immaginazione. Ma, attento! L’immaginazione è una signora molto potente, forse addirittura più forte della Forza (se mi passi il bisticcio di parole!). E’ una signora bianca che può diventar nera o di tutti i colori, se si mette a fantasticare senza fondamento (appunto, senza la Forza!); e allora ti trasporta lontano, troppo lontano, verso le più strampalate manie a volte pericolose, spesso sterili e fuorvianti. Sarebbe un inutile spreco di energia ».
Ulisse ribatte stancamente: « Ma mi hanno sempre detto di stare con i piedi per terra! »
Ulisse-2 ha la risposta pronta.
« Certo, ma stare con i piedi per terra non significa privarsi dell’immaginazione.
Significa invece evitare l’immaginazione sfrenata, frivola e vana, l’immaginazione del superficiale, che si accontenta di rimanere appunto alla superficie delle cose ».
« Faccio fatica a distinguere tra immaginazione valida e immaginazione sfrenata ».
« La differenza non dipende dall’immaginazione, ma da chi immagina. Un sogno, per esempio, non è immaginazione vacua e sterile: dal profondo emergono simbologie personali che ti aiutano a conoscerti. L’immaginazione sfrenata è quella di chi crede di essere l’uomo volante e si butta giù da una finestra. Oppure di chi va alla ricerca di cose strampalate. L’Immaginazione valida invece va abbinata alla Forza.
La Forza è diretta. Ha una direzione e quella segue. Va dritto, non sa deviare. L’hai già incontrata la prima volta in cui hai bussato alla porta della Loggia ».
Ulisse è pronto a ribattere: « Non ricordo questa brutalità della Forza ».
Maglietto e scalpello
« Non puoi ricordarlo – spiega Ulisse-2 – perché il nostro Rituale qui è molto succinto. Altri Rituali invece sono più chiari. Nel Rituale Emulation dopo il giuramento il Maestro Venerabile spiega al neofita: I pericoli ai quali siete sfuggito sono quelli di essere trafitto e strangolato, perché, quando siete entrato nella Loggia, questa spada venne puntata contro la parte sinistra del vostro petto nudo, per cui, se vi foste temerariamente gettato in avanti, sareste stato complice della vostra morte facendovi trafiggere, perché il Fratello che la brandiva sarebbe rimasto immobile, facendo il suo dovere. Qual è il senso della spiegazione se non quello di indicare che la Forza indirizzata verso una certa direzione, si muove solo verso quella direttrice? ».
« Te l’hanno pur detto – continua Ulisse-2 – che se colpisci una pietra con il solo mazzuolo puoi solo spaccarla, se il colpo è abbastanza potente; altrimenti la scalfisci. Se devi lavorar di fino hai bisogno dello scalpello, che “controlla” la direzione della Forza, permettendo non di scheggiare la pietra, ma di scolpirla, il che non è lo stesso.
Ecco perché la Forza deve essere sempre accompagnata dalla Bellezza ».
Ulisse ribatte che ne è consapevole, ma Ulisse-2 continua.
« Ascolta, è una questione importante. Forza e Bellezza debbono collaborare, altrimenti l’azione è bloccata. Tra poco, appena sarai entrato in Loggia come un Apprendista postulante il Secondo Grado, dovrai compiere alcuni viaggi. Prima di partire il Maestro Venerabile ti spronerà a conseguire una conoscenza più sottile: “alla Forza dell’Intelletto – ti dirà – dovrete aggiungere la Bellezza dell’Immaginazione”. Non ti dirà invece una cosa che dovrebbe essere scontata, ma non sempre lo è: che Forza e Bellezza debbono cooperare, altrimenti la loro unione diventa inutile e sterile ».
« Ovvio » osserva Ulisse.
Ma Ulisse-2 lo mette in guardia.
« Attento Ulisse. Non essere troppo facilone e perentorio. Dire che Forza e Bellezza devono cooperare è detto bene ed è “bello” dirlo. Ma la cooperazione non è facile. L’Intelletto cerca di comprendere concetti e pensieri ed elaborarli, l’Immaginazione elabora liberamente certi pensieri ed esperienze e lo fa al di fuori di esperienze pratiche. Se l’Immaginazione ti proponesse l’Ouroboro, il serpente che si mangia la coda, come simbolo sul quale riflettere, e contemporaneamente l’Intelletto ti suggerisse che è una raffigurazione impossibile perché non esiste nessun serpente tanto stupido da mordersi la coda, allora la validità del simbolo sarebbe compromessa e il simbolo rimarrebbe muto ».
« Ulisse – continua Ulisse-2 – questa è una situazione limite, ma è molto frequente la possibilità che l’Intelletto o la ragione intacchino la validità di un simbolo semplicemente suggerendo che sia inutile riflettere sopra qualcosa di troppo vago o di logicamente impossibile ».
Ulisse riflette a voce alta. « Deve esserci da qualche parte un punto cui riferirsi. Come potrei salire su una scala senza un punto di riferimento? ».
« Fulcro – riprende il suo inseparabile compagno – si chiama fulcro, non ricordi? Ma stai attento, Ulisse, tu non sei la leva di Archimede, che ha bisogno di un punto di appoggio altrimenti non può funzionare. Devi semplicemente concentrarti sul tuo centro di gravità, che non è il punto dove si applica il peso che ti vuol portare verso il basso. E’ una specie di punto di configurazione o di identità che tiene unite tutte le parti che messe assieme formano l’uomo Ulisse ».
« Quindi anche te! - ribatte piccato Ulisse.
« Certamente! - risponde un po’ pomposamente Ulisse-2 – io, te, tutti noi (anche gli altri Ulisse che tu ancora non conosci) partiamo proprio da lì ».
La porta si apre silenziosamente. È il Vecchio Copritore: « Ulisse, andiamo. E’ ora ».
Ulisse esce. Ulisse-2 fa in tempo ad esortarlo velocemente: « Non pensare al futuro basandoti su ciò che sei ora. Magari non te ne sei accorto, ma sei già un po’ diverso e i tuoi pensieri rischiano di diventare elucubrazioni sterili ».
« Bisognerebbe sostare nel Gabinetto di Riflessione prima di ogni Tornata » gli risponde silenziosamente Ulisse.
Il Vecchio Copritore, ora Esperto, gli consegna un Regolo di 24 pollici:
« Ulisse, cominciamo. Appoggia il Regolo sulla spalla sinistra. Hai già il tuo grembiule da Apprendista. Ricordati che il Rito che stai per affrontare simbolicamente si indica come passaggio dalla Perpendicolare alla Livella. Vai alla porta e bussa ».
Ulisse va, e bussa tre volte alla porta chiusa: ● ● ●
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